La Conferenza inizia, come usuale, con il primo qualificato: Lewis Hamilton.

Il pilota ammette che effettivamente è stata una settimana difficile e i fatti che sono avvenuti hanno messo alla prova la squadra.

C’era la necessità di tirarsi su a vicenda per poter avere un bel risultato nel weekend monegasco.

Dopo un bel complimento al suo compagno di squadra, capace di impensierirlo per tutta la durata della sessione di qualifiche, fa anche le congratulazioni alla squadra. Un team fantastico.

Lo stesso pilota inglese, anche se apprendendo sul momento quanto comunicatogli dal giornalista, ovvero i problemi di stabilità che hanno portato Vettel al contatto con il muro ben due volte, approfitta per spiegare cosa secondo lui funziona eccezionalmente nel team: la comunicazione continua.

Grazie al perenne contatto con gli ingegneri e il box, la squadra si coordina perfettamente, e si vede.

Emozionante il ricordo che Hamilton rivolge verso Niki Lauda:

“Uno dei componenti fondamentali per il processo della mia crescita nella vita”.

Commenta anche le difficoltà che la rossa ha mostrato durante le FP3, dicendo che il pilota cerca sempre in tutti i modi di spingere oltre al limite una macchina che non raggiunge il livello desiderato. Questo può portare all’errore, ma non si può non fare.

Bottas, invece, appare più arrabbiato e la sua intervista iniziale dura abbastanza poco. Il pilota finlandese si dice amareggiato perché fino ad oggi, anzi, fino al Q2, il feeling con la vettura era eccezionale.

Trovarsi secondo è un qualcosa che semplicemente non era aspettato.

Valteri è stato molto veloce e questo ha reso un po’ nervoso Lewis, tant’è che i festeggiamenti di fine qualifiche sono stati ben oltre le aspettative.

“Non sapevo dove era Bottas e non vedevo l’ora di vederlo comparire per capire come si fosse conclusa; l’ultima curva del mio giro ho commesso un errore, ma ho pregato di tirar fuori anche solo 1 millesimo dal giro per riuscire a stare davanti”.

Terzo, ma molto bravo e consapevole che la RedBull deve ancora crescere, Max Verstappen si dichiara contento del lavoro svolto e si sente preparato ad attaccare. Le gomme saranno un parametro cruciale nella gestione della corsa e la RedBull deve gestirlo al meglio.

Si sente certamente migliorato come pilota, paragonando la situazione attuale con quella degli anni precedenti, ma nega quanto dichiarato dal suo interlocutore:

“Non ho avuto momenti neri della mia carriera, non ho mai raggiunto il fondo. Semplicemente, ho capito che come pilota avevo bisogno di lavorare su certe mie caratteristiche”.

In conclusione, seppur mancando un protagonista come la Ferrari, la gara di domani vede tre contendenti che sanno di poter giocarsi la vittoria a Montecarlo. Sperando nel ritorno di una rossa, che domani parte quarta, sicuramente le premesse per una competizione di livello ci sono tutte.

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