Il Circuito monegasco da sempre ci porta a ritroso nel tempo, ricordando le tante emozioni viste sulle curve di un tracciato dove l’altissimo rischio ed il talento dei migliori piloti da sempre é stato in primissimo piano. Ricavato dalle strade del centro cittadino, nella storia della Formula Uno questa pista ha scritto pagine memorabili e drammatiche, che come per magia resteranno indelebili nelle menti degli appassionati.

 Ripercorriamo insieme alcune di queste storie…

1950 – Onda anomala

Il Gran Premio di Monaco dell’ anno 1950 era il secondo appuntamento della prima stagione mondiale della storia della Formula Uno. La gara fu disputata il 21 maggio sul circuito cittadino di Montecarlo a una settimana di distanza dalla precedente gara d’apertura in quel di Silverstone.

La competizione fu vinta dal nientepopodimeno che “Maestro di Balcarce” Juan Manuel Fangio, grande campione e pioniere di questo sport capace di vincere il titolo iridato per ben 5 volte con 4 diversi team : Alfa Romeo, Mercedes, Ferrari e Maserati.

L’edizione del 1950 si ricorderá nella storia della F1 per essere la prima gara nel Principato di Monaco, ma il fatto più curioso avvenne al primo giro della gara quando un’ “onda anomala” proveniente dal mare sottostante allaga letteralmente la curva del tabaccaio, innescando un incidente che mise fuori gioco molteplici vetture. Fangio, che liderava la gara riuscí ad evitare il pericolo mentre Nino Farina – pilota italiano che si laureó propio quella stagione il primo campione del mondo di F1 della storia – si scontró con José Froilán González ( detto el cabezon) facendo scoppiare un incendio nella macchina dell’argentino, che seppur con qualche ustione riuscì a mettersi in salvo. Tentando di evitare questo incidente altri piloti si scontrano fra loro e nella carambola escono di scena due grandi protagonisti come Nino Farina e Luigi Fagioli.

Dei 19 partecipanti in un colpo solo ne restano 10 ed alla fine il vincitore incontrastato é Juan Manuel Fangio, che addirittura riesce nell’impresa di doppiare tutti nei 100 giri previsti con un tempo totale di gara di 3h 13m 18s.

1955 – Un tuffo dove l’acqua é più blu…

La seconda prova sul circuito monegasco valevole per il campionato mondiale di Formula uno andò in scena solamente dopo 5 anni dalla prima edizione. La pole position fu firmata da Juan Manuel Fangio con la sua Mercedes-Benz W19, ma Alberto Ascari secondo classificato su una Lancia D50 firma lo stesso identico tempo al millesimo. Sorprendentemente si piazza terzo il giovane Stirling Moss a solamente un decimo di secondo.

La gara peró non parte bene per Ascari che, autore di una brutta partenza, si vede superato da due vetture ed alla fine del primo giro si ritrova in 4 posizione.

Alla decima tornata Fangio comanda la gara seguito da Moss, Ascari ed Eugenio Castellotti, ma di lì a poco il francese Jean Behra con uno sprint eccezzionale supera i due italiani e si mette dietro al britannico.

Al giro 49 accade il primo colpo di scena quando Fangio si ritira per la rottura della trasmissione ed il giovane Moss prende il comando della gara , accumulando addirittura un vantaggio di più di un minuto su Ascari che nel frattempo si era ripreso la posizione sul francese Behra.

Nonostante la prima posizione e l’enorme distacco accumulato sull’italiano, il giovane pilota inglese continua a “tirare” come un ossesso fino a che al giro 81 rompe il motore. Ecco che improvvisamente l’italiano Ascari si trova in testa alla gara con solo 19 tornate da disputare, senonché succede l’inesperato.

Poco dopo l’italiano arrivato al Portier, entra nel tunnel a piena velocità ma alla frenata all’uscita nella variante del porto sbanda e la macchina vola letteralmente in mare, distruggendo le barriere costruite da tavole di legno e abbattendo i sacchi di sabbia messi come protezione per non finire in acqua.

Fortunatamente Ascari venne tratto in salvo da un sommozzatore, riportando solamente un colpo al setto nasale ed al fianco destro, oltre che ad un gran spavento.

1981 – No turbo ? no Party …

Domenica 31 maggio 1981 sul Circuito di Montecarlo probabilmente fu scritta una delle pagine più memorabili per la difficoltá dell’impresa.

La sesta prova del mondiale di Formula Uno fa tappa in terra monegasca su un circuito cittadino dove le insidie sono dietro l’angolo, ogni minimo errore costa caro ai piloti per l’estrema vicinanza alle barriere.

Ferrari e Renault scelsero di puntare sui motori V6 turbo da 1.5 litri cercando di combattere ad armi pari con i motori 3000 aspirati. Naturalmente all’epoca non esisteva l’elettronica che gestionava la sovralimentazione dei motori, e scaricare a terra 600 cavalli di potenza era un’impresa ardua.

l motori turbo infatti avevano dei ritardi importanti sul pedale, che una volta schiacciato lasciavano dei “buchi” di erogazione di potenza, per poi improvvisamente proporzionare una spinta bestiale quasi ingestibile che faceva perdere il controllo dell’auto. Spingere al limite in quelle condizioni era quasi una missione impossibile su una pista come quella di Monaco.

Inoltre la Ferrari era dotata di un telaio a traliccio in tubi rivestito di pannelli di alluminio rivettati, oramai sorpassato rispetto a quello in carbonio monoscocca di McLaren.

Evidentemente per Gilles Villeneuve non erano problemi, ma solo una delle sue “sfide” nelle quali sapeva tirare fuori il meglio di sè. Infatti nelle qualifiche mancó la pole position per soli 78 millesimi mentre il suo compagno di squadra si classificó addirittura al diciassettesimo posto della griglia.

In gara con la sua Ferrari 126CK palesava un controllo difficoltoso con continui “travesi” e controlli. La prima parte di gara non fu esaltante e venne superato da alcune vetture, ma poco a poco il piccolo canadese, curva dopo curva, prendeva confidenza con il mezzo meccanico riuscendo ad essere sempre piú veloce.

A quattro giri dalla fine Gilles era secondo e dopo una grande rimonta sull’australiano Alan Jones lo infila sulla retta principale andando poi a prendersi la vittoria.

Il trionfo del canadese generó un tripudio collettivo sulle tribune del tracciato, applaudendo increduli l’impresa di questo pilota che sapeva trascinare le folle con la sua tenacia e classe infinita.

1982 – Roulette all’italiana…

Una Domenica Bestiale – come cantava Fabio Concato giusto nell’anno 1982 – quella che ebbe luogo il 23 maggio lungo le “stradine” del principato, che rimarrà nella storia come una delle gare più pazze di sempre.

A sole due settimane dalla tragedia di Zolder con il triste epilogo per l’indimenticato Gilles Villeneuve va in scena l’edizione numero 32 del Gran Premio di Monaco .

René Arnoux già dalle prime libere del giovedi – segnando il miglior tempo- fa vedere che ha tutte le intenzioni di aggiudicarsi la “corona monegasca”, mentre gli italiani Andrea De Cesaris e Riccardo Patrese lo seguono da vicino. Il sabato però il francese abbassa ancora il suo tempo e centra la pole position staccando di mezzo secondo l’italiano.

In gara parte forte l’altro francese Alain Prost che si porta in terza piazza già al 2 giro superando Patrese, e dopo solo due giri guadagna un’altra posizione ai danni di Bruno Giacomelli che rompe il semi asse della sua Alfa Romeo.

Arnoux – fino ad allora al comando – al giro quindici perde il controllo della sua Renault nella zona delle piscine, e si deve ritirare per lo spegnimento del motore, lasciando strada al suo connazionale, mentre Patrese segue a distanza.

Didier Pironi più attardato rompe il muso dell’unica Ferrari che partecipò al evento, mentre Keke Rosberg rompe la sospensione nel tentativo di sorpassare Andrea De Cesaris.

La gara procede senza troppi intoppi fino al giro 70 cuando Alain Prost nel tentativo di superare un doppiato perde il controllo della sua Renault e va inesorabilemnte a sbattere sulle barriere. Da poco infatti aveva iniziato a piovere leggermente rendendo molto scivolosa la pista e creando non pochi problemi al resto dei piloti.

Patrese così inaspettatamente si ritrova leader della gara senonchè dopo un giro al tornante Loews va in testacoda spegnendo l’auto. Mancano poco meno di due giri e Didier Pironi passa al comando, ma nel tunnel il motore della sua Ferrari si spegne per un problema elettrico.

De Cesaris va in testa ma poche curve dopo si deve arrendere perchè al Mirabeau finisce la benzina, mentre l’irlandese Derek Daly –attardato di un giro riesce nell’impresa di sbattere con la sua Williams e gettare una vittoria facile.

incredibilmente nel frattempo Patrese riuscì a ripartire con l’aiuto dei commissari, e sftuttando la parte di pista in discesa riaccende il motore della sua Brabham e taglia il traguardo da vincitore.

Fu la prima vittoria per l’italiano al suo 71mo Gran premio in carriera, con un epilogo assurdo che premiò la tenacia e la voglia di vincere del pilota padovano.

1984 – Magic…

Il 3 giugno 1984 nelle strade di Monaco si abbatte un temporale, che infuria portando scompiglio nonostante l’estate già alle porte.

Prove e qualifiche si svolgono sull’asciutto e solo il Warm up della domenica mattina si svolge con la pista bagnata; sebbene si decida di ritardare la partenza di quasi un’ora il risultato non cambia e la gara si svolge sotto il diluvio.

La pole è di Alan Prost su McLaren che si classifica davanti al britannico Nigel Mansell e Renè Arnoux. Al via della gara il francese neoaquisto del team britannico parte forte e mantiene il comando sugli inseguitori, Lauda che partiva in ottava posizione approfitta di un “parapiglia” che mette fuori gioco Warwick, Tambay e De Cesaris.

Di lì a poco – lo scatenato austriaco – sorpassa  al tornante Lowes, l’italiano Alboreto e successivamente il francese Arnoux.

Mansell nel frattempo sorpassa Prost approfittando di un errore del francese che colpisce un commissario che stava tentando di spingere Fabi, ma al giro 16 il britannico sbanda rompendo l’alettone posteriore e dopo perdere la prima posizione ai danni del francese sbanda un’altra volta e deve ritirarsi.

Intanto, come per magia, un giovane quasi sconosciuto sotto gli scrosci di pioggia poco a poco con la sua Toleman gommata Michelin si fa avanti, ed inizia a guadagare posizioni fino ad arrivare negli scarichi di Rosberg.

In un attimo si libera del finlandese e punta l’austriaco Lauda, il quale poco dopo viene infilato lungo la retta principale dalla furia del brasiliano… Ayrton Senna.

Adesso solo Prost separa la giovane promessa dalla prima vittoria in campionato nella sua prima stagione in Formula Uno, ed il carioca ha tutta l’intenzione di ottenerla. 18 sono i secondi che separano i due ed in poche tornate il pilota della Toleman si fa sempre piu’ “sotto” guadagnando quasi 3 secondi al giro.

Prost patisce molto la situazione della pista con la sua McLaren e invoca alzando il braccio la sospensione della gara per impraticabilità della pista e poco dopo Jackie Ickx fa sventolare la bandiera rossa seguita da quella a scacchi.

Senna procede, taglia il traguardo e percorrendo un giro di pista con il braccio alzato esulta come se avesse vinto la gara, ottenendo l’ovazione delle tribune. Ancora un giro e si sarebbe portato in testa, involandosi probabilmente verso la sua prima vittoria.

Sul podio Prost e Senna si guardano appena… é l’inizio di una grande rivalità che sarà ricordata come una delle più “mitiche” nella storia della Formula uno.

Ci sarebbero altre storie da raccontare…ma le riserbo per l’anno prossimo…

Buon Montecarlo a tutti!!!

Arcari Alessandro – @Berrageiz

#Keepushing

 

 

 

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