ANALISI TECNICA DEL NURBURGRING

Iniziamo dai numeri:

la pista presenta 15 curve e 11 rettilinei.

Questo ci fa subito capire quanto il tracciato sia equilibrato e quanto sia difficile stabilire quale tipologia di tratto privilegiare. Ci dice anche che è una pista di forti accelerazioni, visto che per avere cosi tanti rettilinei e cosi tante curve, significa che molti di questi si alternano lungo il percorso.

I RETTILINEI

La lunghezza dei rettilinei è la seguente:

Notiamo quanto siano tra loro variabili e quanti tra questi siano superiori ai 500 metri. 3, di cui due sopra gli 850. Ciò significa almeno il 25% del totale.

Quando almeno due rettilinei si avvicinano al chilometro, la resistenza aerodinamica non può più essere trascurata.

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Immaginiamo quindi di vedere alettoni non carichi al massimo.

LE CURVE

Come tutte le volte, è necessario testare l’ipotesi anche per le curve, ovvero, è necessario vedere se le curve permettono di abbassare molto l’incidenza degli alettoni e degli angoli di RAKE.

Cosi non sembrerebbe. L’unica possibilità sarebbe quella di avere curve rapide e non molto estese; solo cosi si potrebbe agevolare la resistenza aerodinamica.

Invece, per il caso della pista tedesca, molte curve sono assai lunghe:

  • Più della metà sono curve a 90° molto strette di raggio oppure addirittura tornanti. La velocità scende e l’accelerazione in uscita diventa cruciale. A basse velocità, visto che il flusso è lento e non aiuta gli alettoni, l’unica cosa da fare è permettere agli alettoni di aiutarsi da soli. Le incidenze e gli inarcamenti devono crescere.

È vero: sono anche presenti curve più rapide e corte, come la n.12, che potrebbe addirittura essere confusa per un tratto aggiuntivo dritto tra i due rettilinei, ma probabilmente non basterebbe a giustificare una riduzione del carico.

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Infine, la pista si mostra abbastanza equilibrata in quanto a frazionamento dei tempi:

  • 90 secondi totali
  • 46 in rettilinei
  • 44 in curva.

Praticamente 50 e 50.

CONCLUSIONI SUL NURBURGRING

Due rettilinei molto lunghi, gran parte delle curve abbastanza strette e un frazionamento sul giro che propende per una situazione di equilibrio, ci fanno tutti pensare che la pista richieda carichi medi o medio alti. Questo per affrontare i tratti guidati, le accelerazioni dopo di questi e per avere la direzionalità nelle varie chicane che la pista presenta. Ciò sacrificherà le performance sul dritto, ma il risultato totale ne gioverà.

Del rest, non stiamo parlando del rettilineo principale di Sochi, che raggiungeva e superava i 1200m. Qua, il rettifilo di partenza misura appena 850 metri circa.

Ovviamente, vista la grande differenza tra i vari motori e le varie configurazioni aerodinamiche delle squadre, qualcosa potrebbe cambiare, ma il trend dovrebbe essere quello di profili non estremi.

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Vi lascio ad un giro di pista con Sebastian Vettel:

A presto dall’ing. Alberto Aimar

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