Dopo la riunione di ieri mattina con i rappresentanti di Renault, Racing Point e Mercedes, gli stewards hanno deciso di rinviare la sentenza sulla “Mercedes Rosa” a domani.

Si avvicina il momento della verità sul caso della “Mercedes Rosa”. Ieri mattina, infatti, negli uffici della FIA a Silverstone sono stati convocati i legali e le alte cariche di Renault, Racing Point e Mercedes per la discussione finale sui reclami presentati dal team anglo-francese contro la Racing Point. Al termine di tutti gli ultimi tre Gran Premi la Renault ha infatti lanciato tre identiche proteste sui brake ducts della RP20. Proteste ben congegnate, poiché non mettono in discussione la legalità dell’intera vettura, già certificata nonostante una netta somiglianza alla Mercedes W10, bensì di una sua parte molto controversa.

I brake ducts, infatti, sono entrati dal 1 gennaio 2020 a far parte delle cosiddette Listed Parts, ossia tutti quegli elementi della monoposto che ogni team deve progettare e realizzare da solo, senza poterli vendere né acquistare. Secondo la Renault, Racing Point non avrebbe realizzato autonomamente i propri brake ducts anteriori e posteriori, bensì essi sarebbero proprietà intellettuale di Mercedes, che li aveva montati sulla sua vettura 2019. Una lettura parzialmente confermata dalla stessa Racing Point, che tuttavia afferma di aver comprato i brake ducts da Mercedes prima che essi diventassero Listed Parts, per poi copiarli con progetto proprio e montarli sulla RP20.

Si tratta dunque di un caso spinoso e delicato non solo per i team coinvolti, ma per estensione anche per il futuro della F1, diviso tra il mantenimento dei tradizionali costruttori (al quale si sono mostrati favorevoli, oltre a Renault, anche McLaren e Ferrari) o la nascita di squadre molto simili a team clienti. Proprio a causa della complessità del caso, dopo aver ascoltato i punti di vista dei tre team coinvolti nella riunione di ieri mattina per circa due ore e mezzo, la FIA ha deciso di prendersi un paio di giorni prima di emanare la sentenza definitiva. Come annunciato dal giornalista spagnolo Albert Fabrega, sarà la mattinata di domani, venerdì 7 agosto, il momento della verità.

Nonostante ciò, continua Fabrega in un altro tweet, la faccenda potrebbe protrarsi: se la Racing Point venisse condannata dalla FIA, il team anglo-canadese avrebbe la possibilità di appello presso l’ICA (International Court of Appeal). In questo caso, i risultati degli ultimi tre Gran Premi e delle future gare rimarrebbero provvisori ancora per diverso tempo.

 

 

 

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