La Scuderia Ferrari ha deciso di unirsi alla protesta di Renault e inviato una lettera alla FIA, chiedendo chiarimenti sul metodo usato da Racing Point per copiare la Mercedes W10.

Dopo gli incredibili ultimi giri del GP di Gran Bretagna, è passato piuttosto inosservato l’ennesimo capitolo della saga RenaultRacing Point. Dopo la gara, infatti, il team anglo-francese ha presentato la solita protesta ufficiale (già presentata dopo i GP di Stiria ed Ungheria) nei confronti del team di Lawrence Stroll, accusato di non possedere la proprietà intellettuale dei brake ducts delle vetture di Lance Stroll e Sergio Pérez. La Racing Point, tuttavia, si è sempre mostrata certa di aver agito in maniera conforme al regolamento, tanto da aver continuato a montare i tanto discussi brake ducts dopo la prima protesta.

Questa vicenda si è arricchita di un nuovo protagonista nella giornata di ieri: la Ferrari. Secondo la testata inglese The Race, infatti, il team di Maranello si è unito al fronte di Renault e ha preteso un chiarimento sulla Racing Point RP20. Nessuna protesta ufficiale, dunque, da parte della Ferrari, bensì una richiesta di far luce su “in che modo il metodo di reverse-ingeneering usato da Racing Point per copiare la Mercedes W10 possa essere considerato un design” (cioè non violi i regolamenti per quanto riguarda la proprietà intellettuale delle Listed Parts).

Mercedes Racing Point

Questa richiesta da parte di Ferrari non intende mettere in discussione l’effettiva legalità della RP20 (cosa invece fatta da Renault attraverso le proteste), bensì mira a capire sia i parametri di giudizio che hanno portato la FIA a giudicare “legale” la “Mercedes Rosa” dopo la prima ispezione, sia il metodo usato da Racing Point per copiare la Mercedes W10. Qualora infatti la protesta di Renault non dovesse andare a buon fine (come sembra plausibile al momento), la Ferrari dovrebbe decidere di effettuare la medesima operazione attuata da Mercedes e Racing Point con almeno uno dei suoi team affiliati, Haas e Alfa Romeo. In questo senso, conoscere i criteri di valutazione della Federazione sulle vetture-copia e il metodo usato dal team anglo-canadese per copiare rappresenterebbe un vantaggio non indifferente.

La FIA si riunirà domani per decretare il verdetto finale sulla protesta di Renault. Una decisione di capitale importanza, che potrebbe cambiare la F1 del presente e del futuro. Un futuro in bilico tra la permanenza dei singoli costruttori e la nascita di veri e propri team clienti.

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