Il team principal della Racing Point difende la scuderia di Lawrence Stroll, che per il secondo weekend consecutivo è stata ufficialmente messa sotto inchiesta su richiesta di Renault.

Nonostante gli ottimi risultati nei GP della Stiria e d’Ungheria, la Racing Point è costretta ad aspettare prima di poter festeggiare un’ottima terza posizione nel mondiale costruttori. I risultati delle ultime due gare restano infatti sub iudice per la “Mercedes Rosa”, dopo le proteste ufficiali da parte di Renault, che ritiene illegali i brake ducts del team anglo-canadese. Pochi giorni fa, la Racing Point ha espresso la propria visione attraverso un comunicato, nel quale definiva “infondate” le accuse di Renault.

Nella giornata di ieri Otmar Szafnauer, team principal della scuderia anglo-canadese, si è espresso perentoriamente in difesa del proprio team, rivelando che la Racing Point ha in mano tutto il necessario per far cadere le accuse di Renault: “E’ impossibile che i nostri brake ducts siano illegali. Sono elementi che richiedono molto tempo di progettazione e di fabbricazione, sono davvero complessi. E noi di questi brake ducts abbiamo addirittura 886 disegni diversi. Non abbiamo alcuna intenzione di sostituirli, non ne abbiamo nemmeno fabbricati altri dato che questi sono perfettamente legali. Non siamo assolutamente preoccupati: li abbiamo utilizzati negli ultimi due weekend e li riuseremo a Silverstone“.

Mercedes Racing Point

Allo stesso tempo, l’ingegnere americano non nasconde una certa rabbia causata dalla lunga durata delle indagini: “C’è un po’ di frustrazione, perché ho già a disposizione tutte le informazioni riguardo come i nostri brake ducts sono stati progettati e fabbricati. Il resto del mondo ancora non sa nulla, visto che non possiamo ancora mostrare i nostri documenti agli stewards. Li abbiamo già mostrati tempo fa alla FIA e loro erano contenti che tutto fosse legale. Ci vorrebbe davvero poco tempo: quando la Federazione è venuta in fabbrica a valutare i progetti e gli sviluppi della RP20, abbiamo risposto ad ogni loro quesito e mostrato loro tutti i procedimenti che ci hanno portato dove siamo. Con gli stewards però funziona diversamente: bisogna fornire loro tutti i dati necessari e spiegare con un documento ufficiale cosa è stato fatto. Per questo ci vuole molto più tempo. Questa è la mia unica fonte di nervosismo: sapere che abbiamo fatto un grande lavoro, senza trasgredire le regole o sfruttare zone grige, ma ricevere continuamente domande su cosa faremo se ci condanneranno”.

La Racing Point dovrà testimoniare in propria difesa presso gli stewards la prossima settimana: il giudizio sui brake ducts della RP20 è atteso entro i due weekend di Silverstone.

 

 

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