Dopo la grandissima prestazione della “Mercedes Rosa” nel GP della Stiria, la Renault ha deciso di protestare ufficialmente contro il team di Lawrence Stroll, accusato di aver copiato i progetti della W10.

Il campionato 2020 di F1 si arricchisce di un’altra controversia tecnica. Dopo la protesta da parte di Red Bull contro il DAS della Mercedes, è arrivata a sorpresa una protesta ufficiale da parte di Renault contro la Racing Point, definita negli ultimi mesi la “Mercedes Rosa”. Il reclamo del team anglo-francese è arrivato come un fulmine a ciel sereno circa tre ore dopo la fine del GP della Stiria, in cui la Racing Point si è mostrata velocissima, portando Sergio Pérez a lottare addirittura per il quarto posto dopo essere partito in P17.

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La Renault ritiene che la Racing Point abbia in qualche modo ottenuto dalla Mercedes i disegni, o addirittura l’intera fornitura, di alcune “listed parts”, ossia gli elementi che un team deve obbligatoriamente progettare e costruire autonomamente, senza poter condividere dati o pezzi con altre squadre. In particolare, la protesta di Renault riguarda i brake ducts (prese d’aria dei freni) anteriori e posteriori della RP20, ritenuti identici a quelli della Mercedes W10. Secondo il team anglo-francese la Racing Point avrebbe dunque violato gli Articoli 2.1, 3.2 e i Paragrafi 1, 2a, 2c del Regolamento Sportivo.

Pochi minuti dopo il reclamo della Renault, la FIA ha dichiarato la protesta “valida” attraverso un comunicato. Le indagini, dunque, proseguiranno: la Federazione ha ordinato alla Mercedes di fornire ai commissari i brake ducts della vettura 2019, così da poter realizzare un’attenta analisi comparativa con i brake ducts della Racing Point RP20. La classifica finale del GP della Stiria resta dunque provvisoria. Si attende il risultato dell’indagine della FIA per confermare o rivoluzionare la classifica della gara di ieri e, di conseguenza, anche le classifiche del mondiale.

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Il conflitto Racing Point-Renault si arricchisce dunque di un nuovo capitolo. Solo 7 Gran Premi fa, infatti, fu la Racing Point a lanciare una protesta ufficiale contro il team anglo-francese dopo la gara in Giappone. Il reclamo del team in rosa portò alla squalifica dal Gran Premio del Giappone della Renault, colta ad utilizzare un sistema di variazione automatica della ripartizione di frenata, illegale in F1.

 

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