ANALISI DELLA CRISI WILLIAMS 1°PARTE. Gli aspetti positivi della vettura

FW41: GLI ASPETTI POSITIVI DELLA VETTURA

La Williams è tra le molte scuderie in difficoltà e non è riuscita a rendere al meglio con la propria vettura durante i gran premi del campionato fino ad ora disputati.

Leggendo la classifica costruttori è possibile constatare che il team di Grove, con appena 4 punti, è la salda detentrice dell’ultima posizione, staccata di ben 14 lunghezze dalla Sauber Alfa Romeo.

Qualcosa, però, non torna: sebbene sia possibile pensare che non sia la vettura da battere, è altrettanto difficile credere che la crisi in atto sia dovuta esclusivamente a motivi tecnici. Osservando con un occhio “aerodinamico” le varie parti di auto, si notato componenti e profili con soluzioni molto interessanti e, per la verità, applicate in particolar modo sulle vetture fino ad ora più veloci. Per intenderci: molte delle configurazioni a bordo delle auto del team di Grove, non sono visibili per esempio a bordo della Alfa-Romeo Sauber, diretta avversaria nel campionato costruttori.

Si discuta fra i molti aspetti positivi la parte frontale di vettura: È visibile sotto il muso dell’auto un grande profilo a cucchiaio che sembra emulare le forme di un’altra grande macchina, ovvero la Mercedes.

L’elemento aerodinamico viene usato per creare una strettoia attraverso la quale scorre il flusso d’aria. Generando una riduzione della sezione di passaggio, la corrente deve accelerare per poter fluire tutta quanta e la principale conseguenza di questo fenomeno è una riduzione della pressione al quale sono sottoposte le molecole. Questo valore, infatti, è inversamente connesso alla velocità assunta dal fluido in analisi. (Inserisco il link alla SPIEGAZIONE TEORICA)

In questo senso, accoppiando l’effetto appena spiegato con quello derivante da un’ala frontale di prim’ordine, è difficile pensare che, aerodinamicamente parlando, la Williams sia una vettura difficile da gestire e incapace di generare il giusto carico.

Una ulteriore considerazione riguardo a quanto appena descritto: la crescente resistenza aerodinamica. Di fatto, la pulizia del flusso attorno alla vettura è difficile da mantenere se si introducono profili deportanti come il “cucchiaio” frontale appena descritto. Deve essere comunque detto che, equipaggiata con i propulsori Mercedes 2018, la potenza non sembrerebbe essere un problema per la squadra inglese. Non rispetto, per esempio, ad una debole power unit Honda, o ad una unità propulsiva Renault, ultimamente poco affidabile.

Il secondo elemento di pregio da portare sul tavolo delle discussioni quando si vuole difendere l’aerodinamica della Williams FW41 è il bordo del fondo piatto. Tanti tecnici hanno cercato di descrivere le feritoie inserite ai bordi del fondo piatto Ferrari e anche noi di NewsF1.it abbiamo fornito la nostra spiegazione (raggiungibile al seguente LINK), ma la Williams non è mai stata da meno.

Seppur con lunghezza minore e in numero inferiore, le fessure che corrono lungo l’estensione del fondo Williams servono per sopperire alla stessa mancanza: la generazione di vortici dannosi e la difficoltà nel gestire il flusso attorno alla ruota posteriore. La foto mostrata risale al gran premio di Francia e testimonia l’utilizzo del particolare da parte della Williams, già da molto tempo.

Altre squadre, per altro molto vicine alla Williams in classifica costruttori, non hanno dotato le loro macchine di un sistema cosi sofisticato e interessante.

Si mostri nell’immagine che segue l’esempio  Sauber.

Assenti le Fessure lungo il fondo piatto.

La gestione dei flussi attorno alle pance laterali è il terzo punto interessante della vettura. Non credo che, da questo punto di svista, la scuderia inglese possa competere con le prime classificate perché, di fatto, non è presente la presa d’aria inclinata in stile Mercedes e non ci sono prese rivolte verso l’alto come su Ferrari. Certo è che l’ingombro e l’estensione dell’imbocco per il raffreddamento del propulsore è particolarmente ridotto. Osservando Sauber, la diretta avversaria della squadra inglese, sono ben visibili quelle che a parer mio sono le più estese prese d’aria 2018 (almeno in altezza).

Se da sempre, durante gli articoli di aerodinamica teorica e applicata, consideriamo questo elemento come un elemento particolarmente disturbante e dal quale nasce molta resistenza aerodinamica, è semplice constatare quanto penalizzata sia la penultima classificata rispetto alle auto della squadra inglese.

In aggiunta, rispetto al 2017, molti passi sono stati compiuti in avanti per ciò che riguarda la conoscenza aerodinamica e quindi lo sviluppo pratico dell’auto. A dimostrazione di quanto affermato, le alette deviatrici sulla sommità delle prese di raffreddamento, eliminate per lasciar spazio alla nuova configurazione (immagini seguenti) molto meno dannosa sul flusso. Lo stesso elemento ancora non è stato rimosso a bordo delle Mclaren (Leggere la spiegazione teorica al seguente LINK) e il fatto testimonia che la Williams potrebbe essere superiore ai suoi avversari diretti nel campionato.

Se analizzata dal punto di vista motoristico e dal punto di vista aerodinamico, aiutandosi con una carrellata di esempi positivi presenti a bordo della vettura, è difficile credere che la macchina possa avere problemi di gestibilità in pista.

Serve esperienza e capacità per lo sviluppo di un’auto che mostra gli stessi equipaggiamenti delle prime in classifica o, comunque, sicuramente ben più sofisticati dei profili aerodinamici di altre scuderia in difficoltà. La stessa conoscenza e le stesse capacità applicabili con metodo per risolvere un bilanciamento magari non perfetto.

Come citato in precedenza, corre in aiuto un ottimo propulsore: Mercedes non ha sviluppato la migliore power unit dell’anno, ma si è avvicinata molto più di altre case costruttrici che al momento forniscono i motori a squadre meglio piazzate rispetto al team di Grove.

In conclusione: una parte dei problemi che non permettono alla squadra di difendersi adeguatamente, potrebbe trovarsi altrove.

È colpa della poca esperienza dei piloti?

Potrebbe: dopo il GP di Ungheria 2017, con un pilota esperto come Massa, la squadra era 5° con 41 punti. Oggi ne ha 4 ed è la favorita per chiudere in ultima posizione il campionato (10° posizione). È altrettanto vero che nemmeno Kubica, pilota di fama mondiale e che ha dimostrato di essere particolarmente veloce, ha promosso la vettura.

Cosa succede sulla FW 41 che non permette ai piloti di mostrarsi davvero per quel che valgono? Quale è stato l’errore che non ha portato buoni esiti durante la prima parte del 2018. Sarà mia cura approfondire gli aspetti negativi nella prossima puntata dedicata alla Williams, squadra storica che ha dato molto alla Formula 1 e che merita certamente di combattere a livelli più alti.

A presto, da Alberto Aimar

Lascia un commento