Sono concentrato da un po’ di tempo nel tentativo di cercare le motivazioni alla base di una Mclaren così poco competitiva rispetto alle altre scuderie.

Da quando la squadra inglese scelse il motore Honda, abbiamo osservato gare particolarmente in sordina, caratterizzate da mille ritiri e performance non all’altezza. Purtroppo, la situazione non è migliorata anche dopo il passaggio alla motorizzazione Renault, e non può quindi più essere considerata una “questione di motore”.

Cosa succede nella scuderia inglese, che rende così difficile il ritorno dei propri piloti nelle parti alte della classifica?

Se il diavolo si nasconde nei dettagli, è lì che lo si deve cercare e così ho fatto.

Sono molte le componenti aerodinamiche appartenenti alla vettura inglese che assumono forme ben differenti dalle appendici che, con profili nettamente differenti, assolvono gli stessi compiti sulle altre auto dello schieramento.

In questo senso, nonostante il design estremamente accattivante e ben studiato, la McLaren appare decisamente meno raffinata sul livello aerodinamico, rispetto alle sue avversarie.

Un esempio?

Consideriamo i deviatori di flusso posti attorno alle prese d’aria, sulle Mercedes, sulle Ferrari e sulle RedBull.

Appendici aerodinamiche che circondano le prese d’aria senza interrompersi, deviano il flusso verso il basso sfruttando incidenze e profili continui.

Riescono in questo modo ad interessare tutto la corrente di aria che circonda e scavalca l’ingresso del condotto di raffreddamento, coinvolgendo completamente il flusso e flettendolo senza generare elevate resistenze.

In questo modo, si ottengono due principali vantaggi:

  • Il flusso è già stato deviato quando giunge sulla superficie delle pance laterali, le quali dovranno “forzarlo” in quantità minore per mantenerlo aderente.
  • Superfici che circondano le prese d’aria senza interruzioni, generano una ridotta resistenza grazie alla bassa generazione di vortici (in seguito è possibile capire come mai)

Cosa capita, invece, sopra la scocca della Mclaren 2018?

Esattamente l’opposto:

I profili inseriti per la gestione dei flussi sopra la presa d’aria non sono continui e non flettono il flusso verso il fondo vettura. Lavorano deviando lateralmente la corrente e, eseguendo il loro compito, generano una elevata quantità di vortici, grazie ad estremità molto estese.

Con i deviatori posti sul lato superiore delle pance Mclaren, lo scopo è ancora indirizzare il flusso verso il fondo, ma mandandolo semplicemente verso la parte più ripida di carenatura, deviandolo lateralmente.

In questo modo, per forzare le linee di corrente, viene incaricata unicamente la superficie esterna della vettura. Senza alcun tipo di aiuto da appendici aerodinamiche che flettano inizialmente la corrente, si genera un grande sforzo nel mantenere il flusso vincolato alle forme del veicolo.

Un ulteriore problema sono le estremità “scoperte” che i deviatori porgono verso il flusso (cioè, come detto in precedenza, che mostrano discontinuità) in grande quantità .

Creano difficoltà per due motivi principali:

  • Le estremità sono punti in cui si creano moltissimi vortici dannosi per l’efficienza dell’automobile, visto che limitano la controllabilità della corrente, rendendola turbolenta.
  • La creazione di questi vortici richiede energia, che viene rubata dalla vettura e, quindi, dalla potenza di cui dispone il motore.

Se sei interessato a capire come nascono i vortici di estremità per capire meglio come influiscono sulla McLaren ti suggerisco l’articolo al SEGUENTE LINK.

La gestione dei flussi attorno alle carene dell’MCL33 risulta nettamente limitata e penalizzante rispetto a quanto avviene a bordo delle auto ai piani alti della classifica e dopo una attenta osservazione di questo ed altri particolari, mi sento di dire che molti dei problemi sulla vettura di Woking sono di setup aerodinamico.

Un sistema che lavora in modo inefficiente, anche se non la causa principale, può sicuramente creare scompensi e squilibri di bilanciamento.

Questo ed alti particolari interessanti potrebbero nascondere la causa radice di ciò che affligge la McLaren da tre anni a questa parte: minori conoscenze e minore possibilità di ottimizzare l’aerodinamica complessiva della vettura.

Ovviamente, sono solo supposizioni e deduzioni che derivano dall’osservazioni di foto e fatti e auguro al team la migliore delle riprese.

Tante più sono le squadre che si possono permettere di lottare per il titolo, tanto più divertente è per noi lo spettacolo.

A presto, con nuovi spunti tecnici da parte di Alberto Aimar!

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