Il campione britannico e i suoi colleghi hanno espresso le loro opinioni sulle nuove direttive FIA, che andranno ad eliminare le party mode in qualifica a partire dal GP del Belgio.

Altro weekend, altra controversia regolamentare. Dopo le furiose polemiche della scorsa settimana, causate dalla sentenza della FIA sul caso-brake ducts di Racing Point, a poche ore dall’inizio del weekend del GP di Spagna è stato rivelato che la Federazione emetterà nuove direttive tecniche destinate a far discutere. L’organo governativo avrebbe infatti intenzione di eliminare le “party mode” (o “quali mode”), ossia le modalità di motore più spinte che generalmente vengono utilizzate nelle fasi finali della qualifica. Un divieto che la FIA avrebbe giustificato con questioni di affidabilità.

Il team più colpito da questo improvviso e discutibile cambio regolamentare sarebbe indubbiamente la Mercedes. La scuderia anglo-tedesca, forte di una Power Unit superiore a quelle della concorrenza e di una modalità di qualifica particolarmente spinta, ha fin qui dominato tutte le qualifiche del 2020, spesso rifilando più di un secondo ai rivali più vicini. Questo, a partire dal GP del Belgio, potrebbe non accadere più.

Hamilton F1

Interrogato su questo provvedimento regolamentare, Lewis Hamilton ha voluto mandare una frecciatina alla Federazione: “Il ban delle party mode non è una sorpresa. La FIA cerca sempre di rallentarci. Ciò che conta è che i ragazzi della Mercedes hanno fatto un ottimo lavoro sul motore. Ovviamente le nuove direttive ci disturberanno, ma non penso che si arriverà al risultato che vuole la Federazione. Perciò possono farlo tranquillamente”.

Bottas

Più “tecnica” la risposta di Valtteri Bottas, che ha evidenziato come il congelamento delle modalità di motore potrebbe danneggiare lo spettacolo: “E’ impossibile quantificare con certezza il guadagno delle quali mode degli altri costruttori, perciò, visto che la regola entra in gioco per tutti, non c’è niente da temere. Le modalità di motore aggiungono qualcosa a livello strategico, perché in gara i team aumentano la potenza quando c’è da attaccare o difendersi, rischiando che la Power Unit si danneggi. Se tutti useranno la stessa modalità potrebbero esserci meno sorpassi“.

George Russell Pilota Formula 1

Negativo anche il parere di George Russell e Daniel Ricciardo. Il pilota della Williams si è detto deluso dalla decisione della FIA, perché: “L’ultimo giro di qualifica, quando il pilota e il motore spingono al massimo, è un momento fantastico del weekend. Perdere le party mode sarebbe come fare i 100 metri a passo di maratona”. Stesse sensazioni per l’australiano della Renault: “Credo che la qualifica consista nel dare tutto. Dal punto di vista della performance e del divertimento si perderebbe molto. Perciò per me è un no”.

Max Verstappen

Max Verstappen si è invece mostrato più aperto a questo cambiamento: “Potrebbe essere una decisione giusta. Se ci pensiamo, le macchine dopo la qualifica non possono essere modificate a causa del parco chiuso. Perciò, se si vuole mantenere il parc fermé, avrebbe senso sbarazzarsi delle modalità di motore: sono l’unica cosa che possiamo cambiare dal sabato alla domenica. E’ difficile dire quali saranno le perdite di Mercedes, perché conta molto anche il carico aerodinamico. Noi pensiamo solo a migliorare la nostra vettura e il nostro motore”.

F1 Vettel

Gli unici soddisfatti da queste direttive tecniche sembrano essere i motorizzati Ferrari. Charles Leclerc e Sebastian Vettel hanno accolto piacevolmente la novità regolamentare, dicendo che: “Non saremo penalizzati, il che è positivo per noi. Difficile dire quale sarà il beneficio, però non abbiamo modalità diverse tra la qualifica e la gara, perciò non cambierà molto. Non sarà una bella notizia per quelli che hanno accesso a più modalità differenti”. Stesso discorso da parte dei piloti dell’Alfa Romeo: “Noi non abbiamo la party mode, perciò non fa nessuna differenza. Spesso vediamo che, tra le prove libere e le qualifiche, alcuni team improvvisamente guadagnano km/h sui rettilinei e noi non possiamo farci nulla. Adesso le cose potrebbero migliorare e potremmo ritrovarci più vicini al gruppo“.

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