Dopo le FP2, Lewis Hamilton ha criticato duramente il nuovo asfalto dell’Istanbul Park, che ha messo in grossa difficoltà i piloti per la sua scivolosità.


Al termine del venerdì del GP di Turchia la Mercedes non è sembrata, forse per la prima volta in stagione, il team da battere. Il team anglo-tedesco è parso molto più in difficoltà del solito sul nuovo asfalto dell’Istanbul Park, caratterizzato da un’incredibile scivolosità. In tanti si sono lamentati delle terribili condizioni della pista, che hanno portato i piloti a realizzare tempi tra i quattro e i cinque secondi più lenti rispetto alle previsioni. Il più critico di tutti è stato senza dubbio Lewis Hamilton, autore del quarto tempo (a otto decimi da Max Verstappen) nelle FP2.

Il campione britannico, che questo weekend potrebbe conquistare il settimo titolo in carriera, ha avuto parole poco carine nei confronti della nuova superficie: “E’ stata una giornata piuttosto disastrosa. Questo è un circuito meraviglioso, non riesco davvero a capire perché abbiano speso milioni per rifare l’asfalto. So che quello originale era molto vecchio, ma forse avrebbero potuto semplicemente pulirlo invece che sprecare tutti quei soldi. Ora la pista è in condizioni peggiori anche rispetto a quelle che abbiamo trovato a Portimao. […] Nelle piste vecchie l’asfalto è più frammentato e le gomme si consumano velocemente. Qui invece è molto compatto e liscio, e l’olio dal sotto filtra in superficie. E’ una m**** con la M maiuscola”.

Hamilton ha indicato come problema principale la totale mancanza di grip delle gomme Pirelli, che non riescano ad entrare in temperatura: “Le gomme non funzionano, si vede chiaramente. Sembra di stare su una lastra di ghiaccio. Non ci si può godere un giro, come invece accade di solito ad Istanbul, e non credo che la situazione cambierà. E’ terrificante dall’inizio alla fine. E’ come se ci fossero pozzanghere su tutto il circuito e, essendo su gomme slick, quando si accelera la macchina parte. Siamo molto sotto la finestra di temperatura di queste gomme (le C1, C2 e C3, ndr): sono molto dure e funzionano solo in un certo intervallo, perciò, se si trovano dieci gradi sotto o venti gradi sopra quella finestra, non funzionano”.

L’inglese ha infine rivelato di non essere riuscito a concentrarsi sull’assetto proprio a causa dei problemi con gli pneumatici: “Oggi non ho cambiato nulla sulla macchina, perché quando le gomme non funzionano è impossibile sapere se ci sono problemi di bilanciamento. Altri riescono a portarle meglio in temperatura ed hanno un vantaggio: se le gomme lavorano bene in un paio di curve, si può guadagnare un secondo da un giro all’altro. Le Red Bull stanno affrontando bene questo problema, quindi stasera abbiamo molto da fare per capire cosa possiamo modificare”.

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