Quanto visto in Stiria, ancora di più che in Austria, conferma quanto bene la Mercedes stia lavorando per migliorare quella che già era una vettura eccezionale l’anno scorso, implementando sulla W11 alcune soluzioni aerodinamiche simili a quelle viste sulla SF90 per rendere la Mercedes una vera e propria astronave, probabilmente destinata a dominare anche in Ungheria.

Innanzitutto l’introduzione dell’assetto rake, che potenzia l’effetto suolo, insieme ad un nuovo diffusore posteriore, che comporta una maggiore spinta verticale sul retrotreno, hanno contribuito a migliorare ulteriormente la stabilità della vettura nelle curve veloci (come si è potuto vedere nelle ultime due curve del RedBull Ring, in cui la Mercedes volava), rendendola più performante in un ambito in cui l’anno scorso la Ferrari era in leggero vantaggio.

Concetto Outwash


Cambia poi, rispetto alla W10, la filosofia sull’anteriore: le ali hanno infatti una configurazione outwash (filosofia di stampo ferrarista), che pulisce l’interno preservando le gomme, ma al contempo, alla base del muso stretto, è presente un ampio convogliatore di flusso upwash, che potenzia l’effetto suolo e dunque l’aderenza, aumentando la spinta verticale anteriore.
Diffusore posteriore, e convogliatore anteriore hanno dunque l’effetto di garantire alla Mercedes W11 una stabilità in curva micidiale, e le ali outwash, insieme al muso stretto, contribuiscono a ridurre la resistenza aerodinamica sui rettilinei e ad aumentare così la velocità di punta. Una filosofia aerodinamica ibrida, che garantisce un risultato complessivo a dir poco pazzesco.
Si sottolinea a tal proprosito che l’aver preso gli aspetti migliori della SF90 e averli implementati sulla W11 è sintomo, oltre che di una grande apertura mentale, anche di umiltà e del sapersi mettere in discussione, qualità che sembrano mancare in altre scuderie.

mercedes W11

Ma la ricerca della perfezione in casa Mercedes non finisce qui:

onde evitare che i flussi laterali si infiltrino sotto le plance ai lati della vettura (condizione a svantaggio di effetto suolo), le prese d’aria dei freni svolgono una duplice azione: oltre a quella primaria (raffreddare i freni, ovviamente), hanno anche un effetto secondario, ovvero di convogliare all’esterno delle ruote i flussi caldi provenienti dall’interno delle stesse (quelli serviti per raffreddare i freni), generando un campo di pressione che spinge all’esterno i flussi freddi laterali provenienti dalle ali anteriori (e che si potrebbero successivamente infilare sotto le plance), pulendo l’esterno del corpo vettura e preservando così l’effetto suolo e l’aderenza.

Con tali presupposti, l’imminente Gran Premio di Ungheria, dato anche il layout del tracciato dell’Hungaroring, ha probabilmente un vincitore già annunciato.


Ricerca, innovazione, perfezionismo, cura dei dettagli, il sapersi mettere in discussione, voglia di vincere e organizzazione sono tutti aspetti che rendono possibile lo sviluppo di vetture sempre più preformanti, rendendo così la Mercedes la punta di diamante attuale dell’ingegneria automobilistica mondiale.
Tutti gli altri, per ora, sono costretti per forza di cose a ispirarvisi (vedi RedBull,

 

F1 redbull

Renault o McLaren) o addirittura copiare (vedi Racing Point),

Mercedes Racing Point

perchè altrimenti sarebbero destinati a stare anni luce dietro, trincerati su ideologie ormai obsolete e non vincenti.
Cosa che però altre scuderie stanno ostinatamente facendo.

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