F1 TECNICA: Analizzare il passato per immaginare il futuro.

Le vetture vengono modificate di anno in anno, ma ciascuna non è che l’evoluzione di quelle precedenti. Di base, una squadra non può e non riuscirebbe a cambiare completamente la dinamica durante la stagione invernale. Non potrebbe riprogettare definitivamente il telaio, il motore o tutti gli altri componenti a bordo; Sarebbe una impresa davvero difficile. Piuttosto, sulla base di una monoposto dell’anno precedente, con l’aggiunta delle molte migliorie introdotte durante il campionato appena conclusosi, i tecnici possono ragionare e stabilire le aree su cui intervenire per migliorare ulteriormente il risultato.

Questo capita anche per i top team e per avere una prova di quanto appena detto, si potrebbe prendere in considerazione l’alettone frontale della Mercedes: dal 2016 al 2018 si sono susseguite modifiche ed innovazioni basate su una base piuttosto simile e comune.

Concentrandomi su questo fatto e cercando di capire come comincerà il prossimo campionato, mi sono posto la seguente domanda:

Quale delle due auto, tra Ferrari e Mercedes, è più pronta a non deviare il flusso verso l’esterno grazie all’intervento dell’ala frontale?

Se la premessa svolta ad inizio articolo fosse mantenuta anche durante il 2019, infatti, sarebbe inizialmente favorita l’auto che nel 2018 deviava meno l’aria verso i lati della macchina. In tal senso sarebbe ragionevole pensare che il flusso meno distorto agisca meglio su quella vettura che già in passato riceveva una corrente fluida non spinta, o solo in parte, verso l’esterno.

Questo perché, come detto, telaio, pance laterali, power unit, dispositivi frenanti, fondi piatti, diffusori e quant’altro non verrebbero stravolti al punto di modificare completamente il comportamento dinamico del veicolo. Ci vuole una certa continuità tra un anno e l’altro anche solo per potersi affidare su dati già in parte conosciuti e confermati. Una retro-treno più maturo e con una capacità iniziale maggiore di accettare flussi particolarmente rovinati non dovrebbe patire troppo il cambio di regole per l’avantreno.

Con una serie di immagini ho cercato quindi di quantificare gli effetti per l’una e l’altra macchina:

L’ala della Mercedes è popolata da ben quattro deviatori principali, più due alette piccoline verso il bordo dell’elemento deportante.

La Ferrari mostra un solo elemento principale mentre le superfici deviatrici di dimensione minore sono 3 e sempre verso il bordo. Questo mi farebbe pensare ad una superficie deviante più estesa per la monoposto tedesca.

Non solo, evidenziato all’interno di un quadrato giallo, sempre nell’illustrazione precedente, è visibile una ultima paratia ricurva verso il lato esterno dello pneumatico. Questa sembrerebbe di dimensioni maggiori e più inarcata sulla macchina della stella a tre punte.

Ciò che rende più curiosa ancora l’analisi viene rappresentata dalla comparazione che segue:

A partire dalla paratia esterna dell’ala frontale, la distanza coperta dai deflettori raggiunge il 65% della semiala Mercedes, mentre solo il 50% dell’apertura alare Ferrari è interessata da questi componenti.

Infine, volgendo per breve tempo lo sguardo altrove, notiamo un minor quantitativo di appendici stabulizzatrici attorno alla ruota anteriore della vettura del cavallino, rispetto alla freccia d’argento.

Da ciò che si vede, sembrerebbe più pronta la Rossa. Le sue superfici devianti frontali e la riduzione delle alette stabilizzatrici attorno alla ruota sterzante, fan si che la macchina di Vettel e Leclerc abbia dovuto affrontare già dei flussi più “rovinati”.

Questa base potrebbe già aver fornito durante l’anno ottimi spunti di riflessione per i tecnici di Maranello che, logicamente, hanno ragionato per più tempo sotto quest’ottica.

La maggior forza dell’ala Mercedes ha pulito molto i flussi frontali spingendoli al di fuori della sezione resistente dell’auto. Il resto dell’aiuto l’anno fornita gli stabilizzatori attorno ai freni anteriori. Da questo punto di vista, gli ingegneri di Stoccarda potrebbero aver trovato vortici ed instabilità fino ad ora non conosciute o non molto accentuate. Ciò potrebbe, a livello logico (e ci tengo a dire che è solo un ragionamento logico ed una pura e semplice ipotesi) aiutare la Ferrari, che non affronta le nuove sfide imposte dal regolamento per la prima volta.

Filosofie differenti pagano, ma potrebbero chiedere il conto in seguito. Sarà questo il caso per Mercedes?

Staremo come sempre a vedere fiduciosi di assistere ad una grande sfida tecnica tra le due ottime squadre.

A presto dall’ing. Alberto Aimar.