Un problema con la temperatura del carburante ha quasi compromesso la gara di ieri di Max Verstappen, che ha rischiato di partire dalla pit lane.

La terza vittoria consecutiva conquistata ieri nel GP di Spagna ha lanciato Max Verstappen in vetta alla Classifica Piloti per la prima volta nel 2022. Il successo dell’olandese, tuttavia, non è arrivato in maniera serena. Dopo il lungo in Curva 4 provocato da un’inaspettata raffica di vento, il campione del mondo in carica ha perso circa otto secondi dal leader Charles Leclerc ed è rientrato in pista dietro a George Russell. Il sorpasso sul britannico è stato poi molto complesso, dati il malfunzionamento del DRS e l’eccellente difesa del pilota della Mercedes. Dopo la seconda sosta e il ritiro di Leclerc, l’olandese ha preso in mano la leadership grazie ad una strategia perfetta e al sostegno di Sergio Pérez, che ha lasciato spazio al compagno di squadra e non ha ostacolato la sua marcia trionfale.

La gara, tuttavia, avrebbe potuto svilupparsi in maniera totalmente diversa per Verstappen. Prima di schierarsi in griglia, l’olandese ha lasciato la pit lane appena trenta secondi prima della sua chiusura, suggerendo che la Red Bull avesse dovuto sistemare qualcosa a livello tecnico sulla RB18. Secondo quanto rivelato da Auto Motor und Sport (e contrariamente alla versione ufficiale del team anglo-austriaco, che parlava di un problema all’attuatore del DRS), si sarebbe trattato di un inconveniente legato alla temperatura del carburante, che non raggiungeva il limite minimo prescritto. Un problema non nuovo: le due Aston Martin erano state obbligare a partire dalla pit lane nel GP di Miami per il medesimo motivo.

La testata tedesca riporta inoltre che la questione del limite minimo della temperature del carburante rappresenta un argomento di scontro tra le varie scuderie. Per le prime cinque gare, infatti, la FIA aveva imposto un limite fisso a 18 gradi su suggerimento di tutti i team, mettendo da parte la consueta procedura. A causa del veto di una scuderia, tuttavia, a Barcellona è stata reintrodotta la prassi: essa impone una temperatura minima del carburante al massimo dieci gradi inferiore rispetto alla temperatura dell’aria, che viene misurata due ore prima dell’inizio del Gran Premio. A Barcellona, quindi, la benzina non poteva raggiungere una temperatura inferiore ai 25 gradi, dato che il termometro ne faceva segnare 35.

Chi è stato a votare contro il mantenimento del limite fisso e a favore della vecchia norma? AMuS sottolinea che la Ferrari è il principale indiziato, poiché la Power Unit della F1-75 non soffre l’aumentare della temperatura del carburante quando si corre in condizioni di grandissimo caldo. Al contrario, Mercedes e Red Bull/Honda sono più sensibili a questo aumento, che può portare le vetture a perdere performance, quindi preferiscono partire con una temperatura del carburante più bassa. In questo caso, inoltre, il regolamento non aiuta in termini di chiarezza: secondo l’interpretazione della FIA, la temperatura del carburante è legale se superiore al limite minimo quando le vetture escono dalla pit lane, mentre per alcuni team questa non deve essere inferiore al limite già nel momento in cui le Power Unit vengono avviate.

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