L’AMR21

L’Aston Martin AMR21 è fin troppo ben riuscita per dire che è una copia della Mercedes. Vorrei proprio spendere due parole in più su questo nuovo progetto che, a mio dire, nasce sotto una buona stella.

È vero, le sue origini sono facili da capire: arriva dalla Racing Point e tutti sappiamo oramai la storia.

La macchina rosa dell’anno scorso era praticamente una copia perfetta della Mercedes, tanto è che a molti il sospetto è venuto: come era possibile replicare ogni singolo componente solo guardando le foto?

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Ad ogni modo, oggi siamo arrivati al punto che la squadra nuova si chiama Aston Martin, ma di fatto è la vecchia Racing Point. Se tanto mi dà tanto, allora anche la base di partenza era la macchina rosa dell’anno scorso.

La proprietà transitiva vale tutta e, quindi, si può concludere che l’attuale Aston parte dalla Mercedes 2019. Fine.

Da qua in avanti è tutta un’altra storia.

La macchina presenta soluzioni davvero molto particolari e molto differenti dalla concezione Mercedes. Per certi versi, si può addirittura pensare che siano molto innovative per essere una squadra cosi giovane.

L’ALA FRONTALE

L’ala frontale è una prima chicca: questa doppia punta evidenzia una ricerca ben precisa da parte degli ingegneri di progetto. Se nella parte centrale, infatti, si crea una vera e propria conca per permettere al flusso di premere per bene sopra i profili dell’appendice aerodinamica, ai lati compare una netta perdita di incidenza per permettere a parte del flusso di fluire all’esterno dello pneumatico. Da questo punto di vista, l’Ala AM è la prima che nasce con un concetto “ibrido”. Fino all’anno scorso non si era mai visto, nemmeno su Mercedes.

 

Il musetto è invece molto simile alla Mercedes, ma nemmeno qui si può dire che abbiano copiato: era già cosi e, a quanto dice la maggior parte dei tecnici, il musetto sottile è il migliiore: quindi perché cammbiarlo?

LE PRESE D’ARIA.

Le prese d’aria sono un altro punto in cui lo sviluppo della precedente racing point s è spinto parecchio avanti, decidendo di staccarsi completamente da quella che era l’eredità di Mercedes.

Sulla neonata macchina inglese sono tonde e con profili raddrizzatori aperti tutt’attorno. Sulla Tedesca, le prese d’aria rimangono ancora molto alte, più squadrate e con profili raddrizzatori chiusi tutt’attorno. Sono due filosofie completamente differenti e non c’entrano nulla con il raffreddamento dell’unità propulsiva, visto che è uguale.

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I tecnici inglesi hanno reputato di innovare da una base buona, ma che non li convinceva. Proprio questo è uno dei punti in cui maggiormente si vede il distacco dal pensiero della casa di Stoccarda.

A mio dire, mi concedo un ipotesi, hanno preferito una strada in cui il flusso fosse meno forzato e più libero di adeguarsi alle forme della macchina in modo naturale. Minore indirizzamento del flusso, ma probabile minore perdita in resistenza rispetto alla Mercedes. Non c’è mai una scelta buona a priori e in assoluto in formula 1.

IL COFANO MOTORE

Anche sul cofano motore ci sono differenze molto importanti a livello di aerodinamica e non è solo per via della presenza di un rigonfiamento che si può urlare alla copiatura. per altro, due rigonfiamenti molto diversi tra loro, se si considera che il motore è uguale.

Le pance della Aston Martin, se viste lateralmente, svolgono una discesa verso il fondo piatto assai più rimarcata rispetto a Mercedes, questo soprattutto se si guarda al trend della discesa, su entrambe le monoposto, sotto le due scritte dei rispettivi sponsor. Questo è un altro punto su cui i due team hanno scelto in modo molto differente tra loro.

Aston Martin Mercedes

Aston Martin Mercedes

Una, la inglese, forza poco il flusso attorno alla presa d’aria, permettendosi cosi una pendenza maggiore delle pance laterali. L’obiettivo è dirigere la corrente verso il fondo piatto per una maggiore deportanza in zona diffusore. L’altra non riuscirebbe a fare la stessa cosa, avendo obbligando maggiormente il flusso attorno alle prese d’aria, deformandolo di più.

CONCLUSIONI SULLA AMR21

La nuova macchina inglese parte dalla Mercedes perché si sa che è cosi, ma già alle prime battute si allontana di molto dalle filosofie tedesche per trovare la sua strada. Anzi, questo è un bellissimo caso che si può sfruttare per mostrare quanto, da basi uguali, con menti differenti, il risultato possa cambiare cosi tanto. La bellezza della formula 1 è in fondo anche questa. Le idee partono tutte dalle persone e quindi non esiste una macchina migliore in assoluto. Esistono menti diverse, che portano a risultati differenti, anche quando il punto di inizio è lo stesso.

La Aston Martin ha già dimostrato di essere un team capace di pensar e di differenziarsi per quel che mi riguarda. Speriamo di vedere una bella lotta in pista a questo punto.

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A presto dall’ing. Alberto Aimar.

 

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