La casa tedesca sembra seriamente intenzionata a discutere di un impegno in F1 coi vertici del gruppo VW, ma solo se nel 2025 saranno introdotte le e-fuels.

Una delle conseguenze più rilevanti dello sconfortante (ma necessario) congelamento dei propulsori, che impone il blocco agli sviluppi delle Power Unit dal 2022 al 2024, riguarda anche la prossima generazione di motori della F1. Il circus, infatti, ha coraggiosamente deciso di anticipare dal 2026 al 2025 l’introduzione delle nuove PU ibride, le quali, secondo le dichiarazioni del consigliere della FIA Gilles Simon, dovrebbero essere spinte da carburanti sostenibili. Questo particolare elemento, insieme ad un’architettura più semplice dei propulsori e ai loro costi più contenuti, rappresenta una grande speranza di vedere, dal 2025, più case ufficiali impegnate nel circus, rimasto orfano anche della Honda. In questo senso i primi segnali, come già rivelato da Stefano Domenicali, sembrano positivi.

Il primo grande marchio ad esporsi è stato Porsche. Il suo Vice-Presidente delle attività nel Motorsport, Fritz Enzinger, ha infatti rivelato alla BBC che la casa tedesca potrebbe seriamente valutare, insieme agli altri brand del Gruppo Volkswagen, un impegno in F1 a partire dal 2025. Ma ad una condizione: l’adozione dei già citati carburanti ecologici, che potrebbero rappresentare una valida alternativa all’elettrico in termini di mobilità sostenibile.

Queste le parole di Enzinger: “[La F1] Sarebbe fonte di grande interesse se aspetti che fanno riferimento alla sostenibilità, per esempio l’introduzione delle e-fuels, dovessero far parte dell’equazione. Se questi elementi saranno confermati, li studieremo nei dettagli all’interno del Gruppo VW e discuteremo eventuali ulteriori passi. Porsche e Volkswagen AG osservano i costanti cambiamenti regolamentari in tutte le più importanti categorie del motorsport mondiale. Questo vale anche per la nuova generazione di gruppo motopropulsore che sarà introdotta in F1 a partire dal 2025. Porsche e Volkswagen…” – conclude Enzinger – “…non sono al momento coinvolte attivamente in discussioni che riguardano il piano di raggiungimento delle zero emissioni di CO2 entro il 2030“.

Come rivelato da Enzinger più di un anno fa in un’intervista a Speedweek, Porsche era già stata vicinissima ad entrare in F1 nel 2021. Nel 2017, su ordine di Volkswagen, l’azienda di Stoccarda aveva non solo progettato, ma addirittura costruito un motore ibrido sei cilindri ad altissime prestazioni, che avrebbe fornito la base per un futuro impegno nel circus. Pur avendo tenuto lunghe discussioni con la F1, la FIA e Liberty Media, il progetto non si materializzò a causa della mancata abolizione della costosa MGU-H e della grande attrattiva proveniente dalla mobilità elettrica e dalla Formula E, competizione alla quale Porsche parteciperà almeno fino alla stagione 2024-2025. L’impegno nella categoria elettrica non preclude comunque un eventuale approdo in F1, che il CEO del gruppo Volkswagen Herbert Diess ha giudicato “una sfida molto più interessante” in caso di adozione di carburanti ecologici.

Non è inoltre sicuro che, qualora Volkswagen dovesse decidere di approdare in F1, lo faccia con il marchio Porsche, che sarà impegnato in numerosissime categorie. La casa di Stoccarda rappresenta l’indiziata numero uno per la propria storia nel circus come motorista, ma non bisogna dimenticare che altri enormi brand come Audi e Lamborghini sono una parte cruciale del Gruppo con sede a Wolfsburg. E’ infine molto probabile che, se il Gruppo Volkswagen entrerà in F1, lo farà solo da motorista, evitando di schierare un team proprio (a meno che non decida di acquistare un team già esistente).

Tra le scuderie attualmente presenti in griglia, l’accostamento più ovvio è quello con AlphaTauri e la sorella maggiore Red Bull, che tuttavia ha suggerito la possibilità di diventare essa stessa motorista dal 2025. Il passato lega molto Porsche a McLaren, la quale però si è appena ricongiunta a Mercedes. Quest’ultima, inoltre, ha un contratto fino al 2025 con la Williams. Ferrari, Haas, Alpine ed Aston Martin sono fuori questione, mentre resta da scoprire il futuro del team Alfa Romeo e se nuovi team entreranno a far parte del circus. Ciò che è certo è che Liberty Media dovrà fare il possibile per accogliere in F1 nuovi grandi marchi, in modo da rilanciare l’immagine di una F1 valida sia come categoria utile al progresso tecnologico e alla produzione di serie, sia come piattaforma di marketing.

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