L’ex Direttore del reparto motori della Ferrari e della FIA ha rilasciato una lunga intervista in cui parla dei nuovi carburanti che spingeranno le F1.

Uno dei principali obiettivi della F1 per il prossimo decennio sarà indubbiamente conseguire il traguardo delle zero emissioni. Per far ciò entro la data prefissata, il 2030, il circus deve cominciare a prendere seri provvedimenti già da oggi. La FIA ha recentemente mosso i primi passi in questa direzione, grazie alla produzione, lo scorso dicembre, di un carburante derivato al 100% da residui organici e grazie alla condivisione con Ferrari, Mercedes, Renault e Honda dei risultati di questo test. I carburanti potrebbero dunque divenire il nuovo campo di battaglia tra i team di F1, e Gilles Simon, consigliere della Federazione nell’ambito dei propulsori, ha parlato proprio di questo argomento in un’intervista ad Auto Motor und Sport.

“Abbiamo deciso di sviluppare questo prototipo…” – ha detto l’ex motorista, tra le altre, della Ferrari “… perché volevamo scoprire indipendentemente quali tecnologie diverse di propulsione sono disponibili sul mercato e in che modo possono essere prodotte. I concetti sono una cosa, ma poi nella pratica si scopre che ci sono diverse modalità. Il prototipo che abbiamo sviluppato non è perfetto, ma è conforme ai requisiti fisici di un motore di F1 e, utilizzandolo, le Power Unit funzionano. L’obiettivo primario era produrlo in fretta e con costi contenuti”.

Simon ha poi spiegato la scelta tecnologica per la F1 della FIA, che ha puntato sui carburanti sintetici e sulle Power Unit ibride: “I processi di sviluppo dei diversi carburanti sono ben conosciuti. Sfortunatamente i carburanti sostenibili classici, prodotti in laboratorio a partire dall’idrogeno o dal diossido di carbonio, non sono ancora disponibili a sufficienza. Inoltre, questo non è ancora indicato per il motorsport, a causa del basso indice di ottano, 95, che è molto lontano dal 102 o 104 di cui abbiamo bisogno. Poi, ci sono carburanti diesel sintetici oppure quelli per velivoli. Questi cosiddetti HVO saranno la base delle nostre future corse tra camion e provengono da oli vegetali. Una parte di questi è già all’interno dei motori diesel. Il nostro obiettivo è essere dotati al 100% di carburanti HVO”.

[…] Il nostro prodotto…” – afferma il francese tornando sul futuro carburante della F1 – “…è composto da tre elementi: la base sono gli scarti biologici, e da qui otteniamo idrocarburi sostenibili. In seguito si aggiunge un 20% di etanolo, anch’esso proveniente da rifiuti agricoli. Per migliorare la qualità del carburante, abbiamo bisogno di un toluene speciale, che a sua volta è derivato da rifiuti. Quest’ultima fase del nostro lavoro è stata appena brevettata grazie all’aiuto di una start-up, che ci ha aiutato poiché è specializzata in processi che vedono protagoniste molecole complesse. Adesso, l’indice di ottano del nostro prodotto è simile a quello del carburante usato in F1, quindi tra 102 e 104. Ai quattro costruttori di Power Unit abbiamo fornito la stessa quantità di carburante-prototipo: 200 litri“.

Simon ha proseguito parlando dell’intesa tra la FIA e i grandi costruttori in vista della prossima generazione di carburanti e Power Unit: “L’accordo con le case è questo: noi definiamo i parametri fisici per i carburanti con cui far funzionare il motore attuale; loro utilizzano le loro normali impostazioni quando provano al banco. In tal modo possiamo comprendere al meglio le differenze tra il nostro prodotto e l’altro carburante, che possono variare in termini di velocità di combustione, resistenza, performance e consumi. […] Raccoglieremo informazioni dai test svolti dai quattro motoristi, analizzeremo i dati e giungeremo alle giuste conclusioni. Penso che siamo tranquillamente al passo con le tempistiche prestabilite. […] Cooperando con le case automobilistiche, dobbiamo avere un approccio pragmatico. Lo scambio d’informazioni è una questione delicata, perché si tratta comunque di rivali. Ciononostante, si sta formando una vera comunità tecnica che si occuperà scientificamente dell’argomento, lontana da influenze politiche”.

“I primi risultati dei test dovrebbero arrivare il prossimo mese.” – ha aggiunto l’ex Ferrari – “Aspettiamo che arrivino quelli di tutti i costruttori, compresa Honda. Dopo le ricerche, la mia aspettativa è una perdita di performance, perché i motori non sono stati pensati per questi combustibili. Anzi: sono stati fatti su misura per i carburanti tradizionali. Però è difficile quantificare la perdita, non siamo un grande motorista. E’ già un risultato fenomenale che ogni motore di F1 possa funzionare con questo carburante senza esplodere. […] La perdita di qualche cavallo non sarebbe un duro colpo per la F1, le vetture rimarrebbero molto veloci. Al contrario, è più importante l’affidabilità. I propulsori viaggiano vicino al limite: appena si oltrepassa, tutto si distrugge. Per poter utilizzare in F1 questo carburante in maniera affidabile ci vorranno altri anni. Poi, c’è il problema della produzione in quantità“.

Simon ha concluso con una riflessione sui progetti tecnologici della FIA e della F1 in termini di mobilità sostenibile: “Il piano è convertire tutte le competizioni sotto l’egida della FIA ai carburanti sostenibili. […] Collezioneremo tutti i dati dai vari motoristi e definiremo i regolamenti di conseguenza. Siamo ancora in una fase d’apprendimento. Per la F1 ci sono due opzioni: aspettare il 2025, oppure introdurre i nuovi carburanti nel 2023, come previsto. La seconda opzione è la più dispendiosa, perché obbligherebbe i costruttori a rifare tutto per due volte. Inoltre, i motori di oggi richiedono un lavoro molto particolare ai carburanti, che sono estremamente efficienti e hanno un’alta densità d’energia. […] Il futuro propulsore della F1 deve essere sostenibile, usare meno carburante, limitare le emissioni ed aumentare il contributo della parte elettrica. […] Ad oggi è in corso la ricerca sul nuovo motore, che dovrà rispettare gli obiettivi prefissati. Presto inizieremo a scambiare informazioni con i motoristi e a redigere una serie di regolamenti”.

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