Riordiniamo i fatti di un venerdì reso caotico dalla scoperta della presunta violazione del budget cap da parte di Red Bull e Aston Martin.

Nel venerdì del GP di Singapore le vetture sono scese in pista per le consuete sessioni di prove libere, ma le interessanti indicazioni fornite dal tracciato sono passate in secondo piano. Già da prima delle FP1, infatti, il paddock è stato scosso quando si è diffusa la notizia che nella stagione 2021 due scuderie avrebbero violato il budget cap, fissato a 145 milioni di Dollari. Ben presto è stata rivelata anche l’identità di quelle due scuderie: la Aston Martin e, incredibilmente, la Red Bull. Per il momento si tratta di un caso estremamente controverso e dalla soluzione imprevedibile, dato che è un avvenimento inaudito e che, di conseguenza, stabilirà un precedente importante per la FIA e le scuderie di F1. Dopo una giornata così caotica, serve tuttavia fare il punto della situazione per comprendere al meglio i possibili scenari.

Cosa dicono i regolamenti

Come già anticipato, il Regolamento Finanziario della stagione 2021 imponeva ai team un tetto di spesa di 145 milioni di Dollari. Nel conteggio finale delle scuderie, tuttavia, non sono calcolati numerosi investimenti, che fanno parte delle cosiddette ‘esenzioni‘. In termini generali, non vengono considerate nel budget cap le spese legate strettamente ai piloti e a diverse attività di contorno, come quelle in ambito legale, di marketing e di utilizzo di beni storici (come vetture di stagioni precedenti). La scadenza per consegnare alla FIA tutti i documenti riguardanti i costi sostenuti dalla scuderia nell’anno solare è fissata al 31 marzo dell’anno successivo. Sta poi alla Cost Cap Administration analizzare tutte le carte e, in caso di presunta violazione dei Regolamenti Finanziari, scegliere se imporre delle penalità o rimandare il caso al Cost Cap Adjudication Panel, un organo composto da giudici indipendenti.

Cosa è accaduto

Definire con precisione cosa sia accaduto dal 31 marzo ad oggi è impossibile, ma si possono formulare delle ipotesi. Nell’analizzare tutte le spese della Red Bull e della Aston Martin nell’arco del 2021, la Cost Cap Administration deve aver notato delle anomalie, scegliendo quindi, come le è concesso dai regolamenti, di condurre un’investigazione più accurata. Dopo aver analizzato gli ulteriori documenti forniti dai team, l’organo dev’essere giunto alla conclusione che c’è effettivamente stata una violazione delle norme. Da qui in poi, tuttavia, la questione si fa molto più oscura: l’unica informazione trapelata è che la Aston Martin avrebbe oltrepassato il limite di spesa di meno del 5% del totale (cioè meno di 7,25 milioni di Dollari circa), mentre la Red Bull sarebbe oltre la soglia del 5%. Solo i due team e la Cost Cap Administration sanno tuttavia come e quando questi soldi sono stati spesi.

Cosa rischiano Aston Martin e Red Bull

Proprio la soglia del 5% rappresenta una discriminante fondamentale nell’attribuzione delle penalità. Il Regolamento Finanziario inquadra infatti due tipi di violazioni per spesa eccessiva: una ‘minore’ (sotto il 5% del totale) e una ‘sostanziale’ (sopra il 5% del totale). Per chi è giudicato colpevole di un’infrazione ‘minore’ (come potrebbe essere la Aston Martin) la sanzione più realistica è una multa, la cui entità viene decisa coerentemente con la gravità del caso. Altre possibili penalità sono: una reprimenda; una deduzione di punti sia nella Classifica Piloti che nella Classifica Costruttori della stagione incriminata; l’obbligo di saltare uno o più weekend; una riduzione del tetto di spesa per la stagione successiva; limitazioni ai test in fabbrica e/o in circuito.

Fatta eccezione per la reprimenda, tutte queste sanzioni possono essere applicate anche a chi compie una violazione ‘sostanziale’ (potenzialmente la Red Bull). Tuttavia, questo tipo di infrazione può comportare, a seconda della gravità, anche una sottrazione di punti dalla stagione in corso, una multa o una penalità sportiva di qualunque entità, la sospensione da sessioni o interi weekend di gara o addirittura l’esclusione dal campionato. La situazione si complica, tuttavia, a causa dei paragrafi 8.15 e 8.16 del Regolamento Finanziario, che elencano una serie di fattori aggravanti (come la malafede, la mancata cooperazione o la recidività) e attenuanti (come le cause di forza maggiore, l’ammissione di colpevolezza e la collaborazione alle indagini) che possono influenzare l’entità delle sanzioni.

La versione della Red Bull

La Red Bull è dunque finita nell’occhio del ciclone, e le risposte di Christian Horner ed Helmut Marko non si sono fatte attendere. L’inglese ha dichiarato a Sky UK che: “[…] I documenti che abbiamo fornito ci davano sicuramente sotto il budget cap, ma dipende tutto dalla FIA. Per ora stanno seguendo la normale procedura. […] La data di conclusione di queste analisi è già stata spostata da luglio a settembre, ed ora è stata ulteriormente posticipata ad ottobre. Ci sono tante voci, ma non sono a conoscenza del fatto che qualcuno abbia effettuato delle violazioni sostanziali. Si tratta di un set di norme totalmente nuovo, quindi l’interpretazione delle regole varia inevitabilmente da team a team. […]“. L’austriaco ha invece detto alla tv tedesca che: […] Per ora non siamo così preoccupati, ma è davvero sorprendente che ciò sia divenuto di dominio pubblico”.

Le accuse dei team rivali

Va da sé che gli avversari di Red Bull ed Aston Martin sono subito andati all’attacco. Toto Wolff, Team Principal della Mercedes, ha dichiarato a Sky Italia che: “Si parla di milioni di dollari, la differenza tra vincere e perdere. […] Ciò non riguarda solo la stagione 2021, ma anche quella in corso e la 2023. […] Se sappiamo di poter spendere 5 milioni in più senza subire una grossa penalità allora lo facciamo. Vogliamo vedere la leadership della FIA in azione e capire le conseguenze”. Laurent Mekies, Racing Director della Ferrari, ha invece affermato che: “[…] Ci aspettiamo severità e trasparenza da parte della FIA per correre tutti con le stesse regole. Le implicazioni sono gigantesche. […]”. Pesantissimo è il giudizio di Jost Capito, Team Principal della Williams, che ha detto che: […] Secondo me si tratta di una scorrettezza più grave rispetto allo schierare una vettura irregolare, e ha un impatto più sulla stagione corrente che su quella precedente […]“. Le parole di Capito sono state sostanzialmente riprese anche da Frédéric Vasseur, Otmar Szafnauer e Guenther Steiner.

La posizione della FIA

In tutta questa confusione, la posizione della FIA è senza dubbio la più scomoda, al pari di quella della Red Bull. Questo caso mette infatti in dubbio la sua credibilità: se la scuderia di Milton Keynes se la dovesse cavare con poco per aver sfruttato una zona grigia, la Federazione ammetterebbe in sostanza di aver realizzato un regolamento fallace per quanto riguarda il budget cap. Qualora venisse usato il pugno duro, verrebbe stabilito non solo un precedente importante, ma addirittura potrebbero subire modifiche i risultati sportivi delle stagioni 2021 e 2022. Per il momento, però, la FIA ha chiesto pazienza attraverso il seguente comunicato: “La FIA sta attualmente concludendo le valutazioni sulla documentazione fornita dai team riguardo alle spese del 2021. Qualora venissero riscontrate violazioni del Regolamento Finanziario, ce ne occuperemo conformemente alla procedura specificata nel set di norme. Segnaliamo che c’è una quantità significativa e di speculazioni e congetture infondate sull’argomento, e reiteriamo che la valutazione è in corso. […]“.

Foto: Alessandro Martellotta per newsf1.it

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