Il Team Principal della Ferrari è tornato a parlare dei costi di riparazione delle vetture, un problema centrale per i top team in epoca di budget cap.

Gli incidenti avvenuti al primo giro del GP d’Ungheria hanno obbligato alcune squadre a spendere cifre particolarmente elevate per riparare le vetture. La Red Bull ha messo a referto grossi danni non solo sulla vettura di Pérez, la cui seconda Power Unit è andata in fumo dopo il contatto con Bottas, ma anche su quella di Verstappen, che dopo il botto Silverstone (in cui anche lui ha dovuto dire addio ad un propulsore) ha subito un altro duro colpo perdendo i bargeboard e la sezione anteriore destra del fondo. La Ferrari ha subito una sorte simile, dato che anche l’impatto tra Stroll e Leclerc ha danneggiato gravemente il propulsore del monegasco. Al termine della gara entrambe le scuderie hanno espresso la propria frustrazione invocando modifiche ai Regolamenti Finanziari, che secondo loro penalizzerebbero i team incolpevolmente coinvolti in un costoso incidente.

Raggiunto da Autosport, Mattia Binotto ha confermato il punto di vista espresso a Budapest, auspicando una revisione del sistema del budget cap: “Il conto delle riparazioni dopo la prima parte di campionato ammonta a 2,5 milioni di Euro. Questa è la somma totale, che comprende sia i danni che ci siamo inflitti da soli sia quelli derivati da errori altrui. Nell’ultimo periodo ci sono state molte discussioni: se un pilota è ritenuto colpevole di un incidente in cui ha coinvolto e danneggiato un avversario, per quest’ultimo si potrebbe fare una deroga e non considerare le riparazioni nel budget cap? Senza dubbio penso che sia un tema interessante perché, come mostrano i nostri 2,5 milioni di Euro, i danni possono rivelarsi davvero significativi. Credo che in questi casi valga la pena riflettere su un nuovo tipo di regolamentazione. Non esistono soluzioni scontate, ma certamente parleremo con la FIA, la F1 e le squadre nelle prossime settimane per vedere se possiamo sistemare le cose per il futuro”.

Binotto

La questione della possibilità di introdurre un motore nuovo senza subire penalità se quello precedente è stato irrimediabilmente danneggiato è invece più intricata, perciò il Team Principal della Ferrari non si sbilancia: “Non c’è una soluzione ovvia. Ad esempio, in Ungheria noi abbiamo subito danni ad un motore che aveva ancora una certa possibilità di utilizzo, ma non era nuovo. Quando lo sostituiamo, lo facciamo con un motore nuovo di zecca, non con un’unità che ha lo stesso chilometraggio e lo stesso ciclo di vita. Quindi la questione è complessa. Si parla di ridurre ulteriormente il numero di Power Unit disponibili in una stagione da tre a due nel 2025, perciò è evidente che meno motori abbiamo, più questo tema diventa importante. Ne parleremo con la FIA e con tutti gli altri team, perché si tratta senza dubbio di un tema d’attualità, che in molti hanno portato alla luce e che perciò vale la pena esaminare. Ma non penso che esista una soluzione semplice”.

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