Secondo quanto riportato da Auto Motor und Sport, i vari motoristi impegnati in F1 sarebbero lontani dal trovare un accordo sulle Power Unit del 2025.

Le discussioni riguardo ai propulsori che spingeranno le vetture di F1 dal 2025 sono iniziate da diverso tempo, ma i punti interrogativi su di essi restano ancora moltissimi. Dopo aver trovato un’intesa iniziale sugli obiettivi e sulle caratteristiche generali delle nuove Power Unit, infatti, pare che tra i motoristi siano sorti i primi disaccordi. La prima voce fuori dal coro è stato Christian Horner, il quale ha affermato, in maniera provocatoria, di voler rivedere in pista motori ad altissimi giri e spinti da carburanti sostenibili, che garantiscono un taglio netto alle emissioni. Per quanto affascinante, quest’idea risulta impraticabile secondo le linee guida decise nell’incontro del 3 luglio: la tecnologia ibrida rimarrà infatti il fulcro delle nuove Power Unit, che in qualche modo dovranno essere anche più sostenibili economicamente. Sulla questione dei costi avrà un impatto fondamentale la nuova architettura dei propulsori, che tuttavia al momento rimane un tema divisivo.

Auto Motor und Sport riporta che i costruttori interessati (quindi anche Audi e Porsche) hanno manifestato, una volta raggiunti dalla testata tedesca, punti di vista differenti sull’argomento. I due marchi del gruppo Volkswagen gradirebbero che per le nuove Power Unit si ripartisse da zero, così da non conferire alcun vantaggio a coloro che già sono impegnati in F1. Magari con un V4 ibrido, con il quale Porsche ha già esperienza dopo averlo introdotto e utilizzato sulla 919 Hybrid che ha corso nel WEC. Totalmente contrarie a questa visione sono Mercedes e Renault, che stanno spingendo per un mantenimento di gran parte dell’architettura attuale per evitare ulteriori spese dovute all’introduzione di un design nuovo. Il Team Principal di Alpine Marcin Budkowski è molto chiaro in questo senso: “Con i carburanti sostenibili non serve un V4, c’è già il V6. Perché dovremmo rifare tutto daccapo?”.

Più vicine alla posizione di Audi e Porsche sono invece Red Bull e Ferrari. Il team anglo-austriaco, divenuto motorista dopo l’abbandono di Honda, ritiene impossibile che con l’attuale architettura si possa raggiungere l’obiettivo di dimezzare i costi dei propulsori. Inoltre, Helmut Marko ha evidenziato a Speedweek.com che i diritti per l’utilizzo della proprietà intellettuale della casa giapponese scadranno proprio nel 2025, quando Red Bull Powertrains sarà comunque operativa per realizzare indipendentemente un propulsore di F1. Dal canto suo, la Scuderia di Maranello si è detta aperta ad un nuovo inizio con i quattro cilindri, ma ritiene che il punto focale delle nuove Power Unit debba essere il trasferimento di tecnologie ed informazioni verso il mondo della produzione stradale.

In questo senso, Ferrari e Red Bull si sono mostrate anche le principali sostenitrici dell’eliminazione della MGU-H, che sin dai primi anni dell’era ibrida si è rivelata poco utile fuori dai circuiti e, soprattutto, molto costosa. Non è ancora chiaro, tuttavia, in che modo essa possa essere sostituita. Anche sul tema dell’eliminazione della MGU-H Renault rimane la più conservativa, rifiutando l’ipotesi di una sua sostituzione con un sistema di recupero d’energia attraverso l’assale anteriore, approvata invece da Ferrari (che la ritiene ideale per la produzione stradale). Più defilata invece Mercedes, che secondo la testata tedesca preferirebbe mantenere la MGU-H ma sarebbe disposta a scendere a compromessi.

Auto Motor und Sport riporta infine che, dopo svariati incontri inconcludenti, a Monza la FIA e la F1 potrebbero fare un ulteriore tentativo per cercare di trovare un accordo che soddisfi tutte le parti in causa. Se questo non dovesse andare a buon fine, la Federazione potrebbe legittimamente prendere l’iniziativa e decidere indipendentemente il da farsi, forzando l’introduzione delle nuove Power Unit nel 2025. Tuttavia, è possibile che la volontà di prendere tempo di alcuni costruttori possa far rimandare al 2026 il loro debutto.

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