Perché Carlos Sainz Jr ha prosperato mentre gli altri piloti di alto profilo che hanno cambiato squadra in questa stagione di F1 hanno faticato? E come è riuscito a inserirsi direttamente in una squadra come la scuderia Ferrari che è tradizionalmente un territorio politico difficile, soprattutto sotto pressione?

Questi sono solo alcuni dei punti trattati in una esclusiva intervista proprio con Sainz nella rivista GP Racing di questo mese. 

Nell’ultima edizione del podcast di Flat Chat, l’editore di GP Racing Ben Anderson e l’editorialista Mark Gallagher si sono uniti all’ospite Stuart Codling per discutere del notevole viaggio di Sainz e di ciò che lo spagnolo descrive come il suo “processo”.

L’intervista rivela un pilota che non ha mai fatto affidamento solo sul talento grezzo, ma che ha lavorato e lottato per ogni pausa che ha avuto. C’è stata anche la prova di un cambiamento culturale all’interno della Ferrari, che sta permettendo alla squadra di ritrovare la sua forma dopo anni di scarso rendimento.

Ormai è risaputo di quanto la coppia Sainz-Leclerc rappresenti al momento la partnership più forte di piloti in Formula 1. Esclusi i Rookie di questa stagione, sono tanti i volti nuovi in ben 5 scuderie. Oltre a Sainz in Ferrari, Daniel Ricciardo è approdato in Mclaren, Fernando Alonso ha rappresentato il grande ritorno in Alpine ex Renault, Sergio Perez è passato in Red bull ed infine Sebastian Vettel ha voluto mettersi in gioco nell’ Aston Martin.

Tra loro quello che ha dimostrato di trovarsi meglio con la nuova vettura è proprio Carlos Sainz.

Certo, tutti e 5 i piloti hanno avuto veramente troppo poco tempo per abituarsi ai meccanismi e alle gestioni dei nuovi team. Soprattutto con soli 3 giorni di test alle spalle. Se in Bahrain avevamo visto già qualche risultato, il fine settimana di Imola, su una pista tecnica e molto esigente, ha sottolineato ancora di più questo aspetto e le differenze di rendimento tra compagni di squadra. Dopo soli due Gran Premi, sono stati i due spagnoli doc, Sainz e Alonso, a portare ottimi risultati.

Gli altri hanno trovato tuttavia una scorciatoia per il successo che prima della pausa estiva rappresenta una bocca d’aria.Carlos Sainz Jr ha trovato anche in Charles Leclerc il compagno ideale, nonostante ormai la risaputa “ship” con Lando Norris e la loro grande amicizia nata in McLaren. Forse il monegasco aveva bisogno di qualcuno al suo fianco con cui crescere in scuderia, e di fatti al momento pare che questo “esperimento” abbia portato i suoi frutti.

Un podio a Monaco per il lo spagnolo, due pole per il Monegasco e una mancata vittoria a tre giri dal termine.

La scuderia Ferrari sa che se dovesse andar male ad uno dei suoi due piloti, l’altro rappresenta una garanzia quantomeno di conquista di punti. Avere questo dato è molto importante. E lo abbiamo potuto constatare proprio in Ungheria quando Leclerc si è dovuto ritirare perché coinvolto nello scontro tra Norris-Bottas-Stroll e Verstappen. Carlos Sainz ha portato avanti e concluso una gara stratosferica arrivando quarto. n attesa della fine della “questione Vettel” che potrebbe anche farlo salire in terza posizione.

Dunque, la storia, la magia e il sogno Ferrari ha già fatto effetto in un ragazzo giovane come Sainz pieno di ambizioni e talento. A lui e al suo compagno di scuderia manca solo la ciliegina sulla torta: la possibilità di competere a pari livelli con Mercedes e Red Bull e poi sì, il divertimento sarebbe assicurato.

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