Intervistato da The Talking Bull, Adrian Newey ha riflettuto sulle difficoltà di bilanciare una lotta mondiale con una rivoluzione regolamentare epocale.

I disastrosi weekend di Silverstone e Budapest hanno rappresentato un duro colpo per la Red Bull e per Max Verstappen, che dopo aver dominato i cinque eventi precedenti adesso sono costretti ad inseguire la Mercedes e Lewis Hamilton. Nella seconda metà di stagione il team di Milton Keynes, come anche la scuderia rivale, dovrà tuttavia trovare un equilibrio molto complesso: riuscire a migliorare ed estrarre il massimo dalla RB16B senza compromettere lo sviluppo del rivoluzionario progetto 2022, che segnerà una nuova epoca per il circus visto il ritorno dell’effetto suolo. Proprio questi argomenti sono stati al centro dell’intervista che Adrian Newey, Chief Technical Officer della Red Bull, ha concesso al podcast The Talking Bull.

“Essere in lotta per il titolo comporta tanta pressione.” – ha esordito l’inglese – “Ovviamente le ultime due gare sono state terribili per noi dopo i successi della tripletta Francia-Stiria-Austria. Essere buttati fuori in due gare consecutive ed ottenere quasi zero punti è stato doloroso, ma testimonia quanto velocemente le cose possano cambiare. […] Questa è la natura della competizione che affrontiamo, noi dobbiamo solo restare concentrati e spingere al massimo”.

[…] Prima che una vettura scenda in pista ci sono diversi punti interrogativi.” – ha affermato Newey parlando del grande lavoro svolto quest’anno da Red Bull – “Quest’inverno c’è stata una modifica regolamentare che ha imposto delle restrizioni aerodinamiche nella zona del fondo e del retrotreno. Niente di eccezionale, ma abbiamo dovuto riadattare ed ottimizzare la macchina. Poi, a causa del Covid, c’è stato il congelamento della vettura della scorsa stagione anche per quest’anno, che ha limitato le possibilità d’intervento. Abbiamo deciso di spendere i nostri gettoni sulla scatola del cambio, e ciò ci ha permesso anche di cambiare gli attacchi delle sospensioni: avevo l’impressione che questi non avessero funzionato bene sulla RB16, quindi modificandoli abbiamo fatto un bello step. Credo anche che abbiamo interpretato bene i nuovi regolamenti sull’aerodinamica. Dopo i test Max era molto soddisfatto, e il pacchetto ci sembrava competitivo visto il lavoro che avevamo svolto. Poi in Bahrein non abbiamo vinto, ma abbiamo mostrato le nostre qualità. Da lì in poi la lotta è stata molto ravvicinata”.

Newey ha inoltre sottolineato che nella seconda parte di stagione si dovrà trovare un equilibrio ancora maggiore tra la lotta per il titolo 2021 e il progetto 2022: “La seconda parte di stagione sarà molto dura per il team in pista, visto che ci saranno molte trasferte e dovranno stare lontano da casa per molto tempo. Sarà anche una grande sfida per il reparto di produzione visto che, come successo nelle ultime due gare, serviranno molti pezzi di ricambio. In termini di sviluppo, il numero di gare non lo influenzerà in nessun modo. Adesso dobbiamo trovare il giusto bilanciamento con la rivoluzione regolamentare del prossimo anno, la più grande dai tempi dell’eliminazione delle vetture ad effetto suolo nel 1982. E’ qualcosa di enorme: tutto cambierà, solo la Power Unit rimarrà uguale a quella attuale. Anche se stiamo lottando per il titolo, non possiamo ignorare completamente il progetto del prossimo anno, e allo stesso tempo dobbiamo fare i conti con il budget cap“.

L’inglese ha concluso celebrando le qualità di Max Verstappen, il quale potrebbe entrare a far parte del prestigioso club dei piloti che hanno vinto il titolo in una vettura progettata da Newey: Max quella determinazione che caratterizza tutti i campioni. Sa affrontare le avversità a testa alta e mettersi alle spalle un weekend negativo per concentrarsi su quello successivo. La sua abilità di guida è indubbiamente straordinaria, e il suo modo di gestire una macchina neutrale, cioè il cui posteriore si muove un po’, è eccezionale. E’ diventato un grande pilota, quest’anno non ha commesso grandi errori. Includendo il GP d’Ungheria, si è ritirato tre volte, ma mai per colpa sua. Il suo talento è evidente e i suoi feedback sulla vettura sono molto buoni. Max riesce a concentrarsi su quegli elementi chiave che possono rendere la macchina più competitiva”.

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