Monaco 2019: il glamour, gli yacht e la prima volta di Charles Leclerc a casa sua su una Rossa. Gli ingredienti per assistere ad un grande spettacolo di Formula 1 c’erano tutti. Dopo il tempone nelle ultime libere, il pilota monegasco si è presentato al momento della verità delle qualifiche, che a Monaco contano più di ogni altro circuito al mondo, con il suo viso pulito e determinato tra mille flash ed autografi. Forse sin troppe distrazioni hanno accompagnato il weekend di Leclerc, il quale era più impegnato a destreggiarsi tra selfie con vip e abbracci ai figli del Principe Alberto, che ad intrattenersi con i propri tecnici. Si sa che il talento monegasco, una volta indossato il casco, riesce però a convertire la pressione in energia positiva, come ha sempre dichiarato da quando ha firmato per la Scuderia Ferrari.

Lo stress mediatico non ha frenato il giovane rampante e nemmeno qualche guaio tecnico, come accaduto in Bahrein. Questa volta sono stati gli strateghi al muretto box che, in lite con la tecnologia, non hanno considerato che l’ingresso in Q2 di Sebastian Vettel avrebbe potuto mettere a serio rischio la posizione di Charles Leclerc. Il miglioramento della pista e il naturale abbassamento dei tempi hanno fatto il resto, Charles Leclerc è sprofondato nelle infernali retrovie della griglia del Principato. A nulla sono valse le ripetute richieste di delucidazioni di Leclerc su quanto stesse accadendo. Il giovane pilota della Ferrari non ha avuto risposte!

Il resto del weekend è storia di un ragazzo di casa, che su tre ruote ha ricordato Gilles Villeneuve e nei primi dieci giri del Gp di Monaco ha fatto sognare il pubblico con sorpassi mirabolanti al Loews e alla Rascasse. Iñaki Rueda, sommo stratega del muretto box Ferrari, ha commesso l’ennesimo grave errore di strategia della sua non indimenticabile esperienza a Maranello, compromettendo la corsa di Leclerc nella giornata di sabato.

La struttura piramidale, come spiegato bene da Jacques Villeneuve, implica che una semplice decisione da prendere in pochi secondi, diventi un passaparola infinito tra più tecnici. Sarebbe bastato che Jock Clear, ingegnere di pista di Charles Leclerc, avesse avuto pieno controllo della situazione, come era solito accadere un tempo, affinché la scelta di riportare il muso della SF90 di Leclerc sull’asfalto avvenisse nel giro di pochi istanti.

La gara del Principato, inoltre, rappresenta storicamente un “point break” in F1; nota è la rottura relazionale tra Lewis Hamilton e Fernando Alonso in McLaren nel 2007. I rapporti tra il management di Charles Leclerc e la Ferrari appaiono ora molto tesi. Il costante favoritismo nei confronti di Sebastian Vettel, come conclamato anche da Mattia Binotto in una recente intervista alla BBC: “Se ci sono delle decisioni da prendere in determinate circostanze, dovrebbero andare in favore del pilota più esperto”, pare abbia già stufato Nicolas Todt. Il manager di Charles Leclerc non è soddisfatto della prima parte di stagione del suo assistito in Ferrari e, a pochi metri dal box della Rossa, gli altri team non stanno a guardare.

È già difficile immaginare che un pilota di 21 anni, approdato così giovane in un top team, possa rimanere a vita a Maranello; a maggior ragione, se il feeling non dovesse essere totale tra Leclerc e la Ferrari, diversi team si potrebbero fare avanti per scippare il futuro campione della F1.

Lewis Hamilton non durerà per sempre a questi livelli, apprezzabile per la sua prodezza in qualifica e non per le ripetute lagne domenicali via radio, così stucchevoli da far dimenticare a molti la vittoria di Daniel Ricciardo nel 2018 senza la componente ibrida della power unit Renault. La Mercedes sta già iniziando a guardarsi intorno per le prossime stagioni. Toto Wolff non ha nascosto che Lewis Hamilton, al momento di firmare l’ultimo contratto con Mercedes, abbia fatto presente di poter chiudere la carriera vestito di rosso, il suo colore preferito.

Il team Mercedes dovrà cautelarsi per un eventuale passaggio del pentacampione anglo-caraibico alla Ferrari o in caso di un suo prematuro addio alle corse. Per ora Lewis corre sereno verso la sesta corona iridata. Ora sono addirittura 55 i punti di vantaggio dell’alfiere della Mercedes su Sebastian Vettel, primo vero avversario per il titolo piloti. E’ tutto ancora una volta nelle mani di Lewis che, nelle ultime due uscite, ha voluto ricordare a Bottas il perchè lo scorso anno il suo soprannome a Brackley fosse diventato “wingman”.

A Monaco, la fortuna comunque ha assistito l’audace anglo-caraibico più volte. Il suo compagno di squadra, Valtteri Bottas, imbottigliato nel traffico nel suo ultimo tentativo in Q3, è stato costretto ad un doppio pit stop in gara, che è costatato a Mercedes la sesta doppietta stagionale. Tutto questo, in aggiunta alla protezione divina di Lauda, che ha vegliato dall’alto sulla posteriore sinistra di Hamilton nella collisione con Max Verstappen. Se nel tunnel vi fosse stata una zona DRS, probabilmente avremmo visto il toro della Red Bull quanto meno su uno dei gradini del podio del Principato, forse il primo.

Il Circus, tra due settimane, si sposterà a Montreal, dove la power unit Ferrari potrebbe garantire a Sebastian Vettel e Charles Leclerc qualche soddisfazione in più, strateghi al muretto box permettendo.

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