E’ un momento di gran lavoro e di gran gioia quello che vive la Ferrari in questo inizio stagione, doppietta a Montecarlo, prima nella classifica Costruttori ed anche in quella Piloti, a memoria non ricordo da quanto non accadeva una circostanza simile dopo la 6° gara; tuttavia, proprio quando a vincere è la Rossa, subito si innalzano le critiche e il malcontento dei potenti della F1, i quali è ovvio che vogliano vincere ma hanno una memoria molto corta.

Le prime critiche sono arrivate dopo la strategia della Ferrari a Montecarlo, quando Vettel è riuscito a passare Raikkonen con una serie di giri al fulmicotone; la levata di scudi è arrivata da Hamilton in primis, il quale ha osato dire che il Pilota Tedesco è stato favorito dalla Scuderia e che quindi la strategia era chiaramente a suo favore; quasi da ridere le sue parole in una intervista nella quale ha detto che Bottas “sta facendo un ottimo lavoro” e soprattutto “non è il momento di favorire uno o l’altro…” insomma l’innocente Hamilton non ha mai chiesto di essere una prima guida e mai vorrebbe esserlo in questa stagione, peccato che la Mercedes abbia dato precisi ordini a Bottas in almeno due occasioni quest’anno; ordini arrivati in mondovisione al team-radio; c’è da capirlo il Britannico, lo scorso anno ha corso un campionato a due ed è arrivato secondo come giustamente ha fatto rilevare Alonso chiamato in causa sempre da Hamilton per la sua partecipazione alla IndyCar; ovvio che si sente frustrato, ma non solo per il campionato perso nel 2016, soprattutto perchè l’attenzione mediatica si è spostata tutta su Alonso per un bel lasso di tempo; poi il distacco subito a Montecarlo dove ha vinto proprio il suo rivale diretto, Vettel, che sarebbe dovuto arrivare 2° gli ha bruciato l’orgoglio e soprattutto il pallottoliere visto quanto è equilibrata la stagione.

Fonte Mercedes AMG official

Altro attacco arriva da Toto Wolff che parla di ‘mistero Italiano’ riferendosi alle gomme Pirelli e a quanto la Ferrari riesca a sfruttarle al meglio; anche Wolff soffre di un brutto vuoto di memoria, non ricorda quanto la Mercedes bruciasse le gomme in passato e di come tutto si sia stranamente risolto dopo l’ormai famoso test segreto con Pirelli, ben 1000 Km con i Piloti ufficiali che facevano finta di essere altrove twittando foto di un altro continente; capisco che brucia dover combattere ad armi pari dopo 3 anni di dominio ed un regolamento scritto ad hoc per dei propulsori che in pratica erano già belli e pronti due anni prima; ma insomma almeno il buon gusto di starsene zitti. Tra l’altro proprio Pirelli sostituì le gomme proprio durante un campionato in cui la Ferrari sembrava averle capite bene, il 2013, con Alonso che vinse a Barcellona con ben 4 soste, da tenere a mente le proteste che ci furono (http://www.newsf1.it/news-f1-stagione-2013-pirelli-e-ferrari-un-matrimonio-mai-consumato225/) soprattutto da parte dei vertici Red Bull, mentre la Mercedes se ne stava buona buona pensando al 2014.

Proprio da Red Bull arrivano indizi di un malcontento difficile da estirpare quando non si vince, la solita minaccia di lasciare il circus, che è molto più importante di quello che si possa pensare; infatti la casa della bevanda energetica sponsorizza una ‘montagna’ di eventi motoristici e la FIA ne è ben lieta ma ora che la musica è cambiata soprattutto grazie alla oramai famosa lettera di Simone Resta, un regalino di Natale niente male, si pensa soprattutto al 2020 con un appello accorato per cambiare le regole sui propulsori, in Red Bull non vogliono che il motore abbia una qualche importanza, adottandone uno più semplice, magari da far costruire ad un fornitore esterno, si potrebbe dare spazio al settore in cui sono più forti degli altri, aerodinamica e telaio, del resto lo sappiamo che per Newey il propulsore è un accessorio e non il protagonista assoluto di una macchina; proprio a tale scopo ed a parte le solite lamentele d’ufficio, non è un caso che Mateschitz abbia incontrato il Presidente di Liberty Media, John Malone, per concordare una strategia che possa accontentare la Red Bull nei prossimi anni; in ballo c’è una quantità di denaro enorme con il Team di Milton Keynes che potrebbe far pesare notevolmente non solo le sponsorizzazioni di cui abbiamo parlato in precedenza, ma soprattutto il possedere ben 2 Scuderie di F1, un peso ‘politico’ forse ancor più importante della moneta sonante.

E dopo tutti gli attacchi più o meno velati alla Rossa, e le strategie volte a consolidare e riprendersi un potere che sembra essere svanito da parte dei vincitori degli ultimi mondiali si va in Canada con la consapevolezza, da parte della Ferrari, di essere in un fortino assediato da forze molto potenti, si va per correre ma anche per combattere…

Marco Asfalto

Foto Basile Edit Salvatore Asero

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