Le qualifiche odierne svoltesi al Mugello hanno come al solito confermato lo strapotere Mercedes, seguite dalle due RedBull targate Honda. Sorprende un ottimo Leclerc, il quale riesce a piazzare la sventurata SF1000 in quinta posizione su un circuito che esalta molto le doti del pilota. E’ possibile quindi sperare in qualcosa di diverso dalla consueta figuraccia?

In una stagione in cui la Ferrari sta accumulando solo figuracce e umiliazioni, si arriva, in un clima di rassegnazione, al Gran Premio numero 1000 per la Scuderia di Maranello, il quale prende luogo sul circuito del Mugello. Le speranze in settimana erano quasi nulle (specie dopo la presa di consapevolezza che la Ferrari, livrea a parte, non avrebbe portato nessuna novità concreta), ma, contro ogni previsione tecnica, Charles Leclerc è riuscito comunque ad ottenere un gran risultato piazzando la sua vettura in quinta posizione, appena dopo Mercedes e RedBull. Del resto, il Mugello è una di quelle piste che esaltano molto la bravura dei piloti, e Leclerc (forse l’unico colpo azzeccato in Ferrari da due anni a questa parte) è riuscito a far correre una macchina che di buono ha poco e niente quasi come se non avesse problemi.

C’è speranza di non sfigurare? Forse si

La SF1000 è una macchina nata “male”: estremamente scarica e progettata per un motore molto potente, una volta che la FIA ha imposto il secondo flussometro che monitora l’ingresso di fluido nella power unit, si è trovata a non essere nè carne nè pesce, ossia lenta sui rettilinei e poco stabile in curva. Ed è da inizio stagione che questa condizione tecnica crea situazioni a dir poco umilianti, a cui è quasi impossibile rimediare. Forse però l’unica nota “positiva” di tutto ciò, è che questa condizione penalizzante fa si che la vettura risulti molto “gentile” con le gomme: infatti, insieme al terzo elemento meccanico delle sospensioni anteriori, la power unit meno potente del previsto rilascia la coppia di potenza in modo più dolce, facendo sì che gli pneumatici si stressino meno in fase di trazione. Non è infatti un caso che fino ad ora la Ferrari abbia dimostrato di avere un degrado delle gomme molto inferiore rispetto agli altri team, evidenziando problemi di graining e blistering molto più contenuti.

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Il degrado delle gomme sulla Mercedes

Il Mugello, dal canto suo, è una pista su cui è molto difficile effettuare sorpassi e che tende a degradare molto gli pneumatici: ciò potrebbe far sì che la Ferrari possa approfittare del fatto che dovrebbe essere il team con meno degrado durante la gara di domani, e giocarsi quindi bene i pit stop. Nel caso però, per fare ciò serve un lavoro strategico molto ben architettato e studiato, cosa che in questo momento storico sembra anch’essa essere un’utopia.

Però, mai dire mai.

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