Sono passati 11 anni da quell’incredibile GP del Brasile che decretò il primo successo iridato di Lewis Hamilton. Quanto è cambiata la Formula 1 in questi anni e che strada intraprenderà nel 2021?

Alzi la mano chi non ha mai ripensato con nostalgia al mondiale 2008? L’ultimo atto brasiliano fu degno di una pellicola tarantiniana con il successo all’ultimo respiro di Hamilton che strappò la corona iridata a Massa, campione del mondo per meno di 30 secondi.

Il ricordo e la delusione di Felipe Massa, oggi pilota della Venturi in Formula E, si possono ancora scorgere nei suoi occhi latini, ma nessuno potrà mai dimenticare quella sfida e le emozioni di un titolo mondiale deciso all’ultima curva. A prescindere dal vincitore di quell’anno e dal tifo, la Formula 1 era imprevedibile e meno scontata di oggi.

Dalle lacrime di Massa sul podio di Interlagos ne è passata di tecnologia “sotto i ponti” del Circus. I domini Red Bull e Mercedes hanno cambiato gli scenari e scritto nuove pagine di monotonia, al pari del quinquennio aureo Ferrari. La noia di oggi non può comunque essere paragonata a quelli dei primi anni 2000, dove la Rossa dovette sudarsi il successo finale in almeno due annate aperte e spettacolari.
I “cicli”, da sempre, hanno caratterizzato le diverse epoche della Formula 1, ma l’era ibrida targata Mercedes non ha precedenti. Lewis Hamilton si appresta a festeggiare ad Austin la sua sesta affermazione iridata, diventando il secondo pilota più vincente della storia della Formula 1.

A distanza di oltre dieci anni dalle sfide iridate del 2007 e 2008 decise per questione di piccoli dettagli e rimonte inaspettate, oggi la Formula 1 si rispecchia in una realtà opposta fatta da mondiali decisi con svariate gare in anticipo che hanno, progressivamente, allontanato tanti appassionati dalla categoria regina del motorsport.

Proprio quando i top team sembravano essersi avvicinati a livello di performance, è giunta la notizia del nuovo regolamento tecnico a partire dal 2021. Un cambio radicale rispetto al concetto odierno di auto. Il responsabile delle monoposto FIA, Nikolas Tombazis, ha stimato che le macchine saranno più lente di quelle odierne e più pesanti. Aerodinamica semplificata, alcuni elementi standardizzati e un tetto massimo di spesa fissato a 175 milioni.

Jacques Villeneuve sull’introduzione di un budget cap in F1 si è espresso in tal modo: “Il budget cap? Una ca***a pazzesca! È il socialismo applicato alla Formula 1. La vera soluzione sarebbe quella di vendere le auto ad altre scuderie, come avveniva in passato. Limitare la spesa creerà un nuovo dominio per i prossimi 5 anni. I team lavoreranno e spenderanno tutti i soldi che possono prima dell’introduzione delle regole 2021. Nel caso in cui qualcuno dovesse indovinare l’auto del 2021, sarà imbattibile per gli anni a venire, visto il limite di spesa”.

Il futuro della Formula 1 è una pagina tutta da scrivere e ricca di interrogativi. Tra lo stato attuale delle cose e il 2021 c’è ancora un anno da vivere. Il 2020 sulla carta potrebbe essere il campionato più spettacolare degli ultimi 7 e qualora la stagione dovesse iniziare sulla falsariga degli ultimi appuntamenti del 2019, potremmo finalmente assistere ad un campionato equilibrato. Ci sono voluti anni per riavere un livellamento prestazionale tra i top team e, in un ambiente per tradizione restio ai cambiamenti, si spera che il 2021 possa rappresentare l’anno della rinascita della Formula 1 e non quello della definitiva crisi.

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