L’olio ancora al centro delle polemiche, ma stavolta si tratta dell’olio idraulico che comanda il terzo elemento….

In realtà si sa molto poco su questa questione che riguarderebbe solo le vetture che utilizzano il terzo elemento a comando idraulico e quindi: Mercedes, Red Bull, Toro Rosso, Force India e Williams, di conseguenza ne sarebbero escluse le vetture che utilizzano un terzo elemento di tipo meccanico.

In particolare nel mirino, manco a dirlo, sarebbe la Mercedes che prima delle qualifiche riscalderebbe il fluido utilizzato nel terzo elemento, in modo da modificare leggermente l’altezza da terra ed avere, da subito, un assetto più efficace sarebbe quindi intervenuta la Federazione che con una direttiva tecnica ha impedito questa pratica, considerando tale operazione un intervento aerodinamico in parco chiuso e quindi vietato dal regolamento.

La soluzione sfrutterebbe la dilatazione termica del fluido utilizzato dal terzo elemento per avere da subito un assetto ottimale e sfruttare al meglio gli pneumatici. Dalle indiscrezioni che sono circolate, sembrerebbe che la Mercedes utilizzi già un complicato sistema che permette di riscaldare il fluido durante qualifiche e gara, infatti i tubi dell’olio idraulico passerebbero nella trasmissione accanto a quelli dell’olio lubrificante del cambio che circola ad alta temperatura e, per contatto, si riscalderebbe automaticamente, tuttavia, come spesso avviene quando si ricerca troppo il limite, nonostante questo sistema garantisca un indubbio vantaggio, per la Mercedes in qualifica sarebbe stato deleterio, perché prima di arrivare alla temperatura ideale, l’olio impiega del tempo ed in questo frangente le gomme non sarebbero state sfruttate in modo corretto, da qui l’espediente di riscaldarlo preventivamente.

Purtroppo non sono in possesso degli elementi tecnici per poter validare o meno la cosa, tuttavia, non posso fare a meno di osservare che nelle scorse gare, la Mercedes durante le prove libere, allorquando doveva provare il giro veloce, in più di una occasione è dovuta ricorrere a più di una tornata di preparazione, ma poi nelle qualifiche, inspiegabilmente, bastava appena un giro per essere al top.

Un’altra cosa che ha attirato la mia attenzione è il fatto che in più di una occasione, quando una monoposto Mercedes si trovava in scia (soprattutto Hamilton) ha accusato problemi di surriscaldamento, tanto da costringere il pilota ad aumentare la propria distanza dalla monoposto che lo precedeva, sinceramente ho sempre creduto che non si sia trattato di un riscaldamento anomalo del propulsore, ma di un qualcosa di aerodinamico, per cui, alla luce di questa nuova scoperta, mi è sorto il dubbio che l’effetto scia potesse far diminuire il carico aerodinamico all’anteriore e che la temperatura dell’olio idraulico fosse troppo elevata e si rendeva necessario operare in modo diverso per far scendere tale temperatura ed assettare la vettura a livelli più consoni alla sopravvenuta necessità, che altrimenti sarebbe stata scompensata.

Naturalmente si tratta solo di supposizioni e difficilmente potranno essere provate, ma, in fin dei conti anche queste cose rendono questa Formula uno più accattivante.

Max Leon

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