Dopo anni di difficoltà e di critiche, l’Honda, la casa motoristica nipponica, inizia ad intravedere i primi frutti del suo lungo progetto.

Quando un team ritorna dopo tanti anni nel circus della F1 ha bisogno di tempo per adattarsi alle nuove direttive e per tornare competitivo. Si sa. Ne saprà qualcosa il team Honda. Quando a metà maggio 2013 fu annunciato che Honda sarebbe tornata in Formula 1 per fornire i motori alla McLaren, sono subito venuti in mente dolci ricordi. Infatti, proprio questa partnership aveva già dominato il campionato tra il 1988 e il 1991, quando c’erano Ayrton Senna e Alain Prost a vincere gare e titoli. McLaren sperava che la rinnovata partnership con Honda le permettesse di tornare ai fasti del passato. Tuttavia, le cose si sono evolute diversamente. Nonostante la presenza di due piloti esperti e di assoluto valore come Fernando Alonso e Jenson Button, i risultati sono stati decisamente scarsi. Come dimenticarsi del memorabile urlo “GP2, GP2 engines! Ahhhhh!!!” di Alonso a Suzuka.

Oggi però sembra che sia cambiato tutto. Chi avrebbe scommesso un 1-2 dopo 4 anni dal debutto del 2014?! Domenica scorsa, in occasione del GP del Brasile, il team nipponico ha conquistato una doppia che non si verificava da quasi 30 anni (l’ultima ottenuta nel 1991 con Berger e Senna a Suzuka).

Nella mia carriera sono salito molte volte sul podio.” ha affermato Pierre Gasly ringraziando l’operato Honda. “Ci ho creduto sino alla fine. Ho cercato di spingere al massimo e la nostra opportunità è arrivata proprio nei giri conclusivi. Ho tentato di tenere la posizione fino alla bandiera a scacchi ed ho pregato che il motore Honda mi potesse dare tutto quello che aveva. Abbiamo fatto dei grandissimi progressi. Senza questi non avremmo mai ottenuto questo risultato. Sono grato alla Honda ed alla Toro Rosso”.

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