NewsF1 Inchiesta: Le Mans esempio per la Formula 1?

E’ la settimana della storica maratona automobilistica sul Circuit de la Sarthe.
Auto con concetti tecnici differenti si sfidano per il successo lungo l’arco delle 24 ore.
Ma un regolamento di concezione così “liberale” sarebbe, nella sostanza, attuabile anche in F.1?

Le tre Toyota schierate per la foto di rito in griglia. Photo @Official Toyota Blog

La 24h di Le Mans è, per molti versi, “La Corsa” per eccellenza: la cornice, l’aspetto tecnico delle vetture, il pathos della gara. Qui tutto è al top (e ne abbiamo già parlato nell’intervista all’ingegner Enrique Scalabroni, trionfatore nel 1995 con la Peugeot 905. Qui il link all’articolo: http://www.newsf1.it/newsf1-speciale-intervista-alling-scalabroni13193/ )
Compreso il regolamento tecnico.
Difatti, il punto tecnico fondamentale è, nella categoria principe, quella dei prototipi LMP1, il livello di energia recuperabile ed utilizzabile, attraverso i sistemi di propulsione ibrida, durante l’arco del giro. Per il resto, viene lasciata libertà ai Costruttori di scegliere la soluzione che ritengono più vantaggiosa (comunque all’interno dei necessari, ma non opprimenti, “paletti” regolamentari).
Questo fa si che, dal punto di vista d’ogni appassionato di tecnica motoristica, la gara francese costituisca una “manna dal cielo” nell’ambito delle discipline Motorsport, sempre più “strozzate” da regolamenti che, quando non richiedono espressamente il “monomarca”, costringono i diversi team a soluzioni, di fatto, obbligate.
Prendiamo, ad esempio le diverse, configurazioni di propulsione dei due Costruttori che si contenderanno il titolo assoluto, Toyota (la super-favorita quest’anno, dopo la delusione del ritiro all’ultimo giro dello scorso anno) e Porsche (vincitrice uscente di gara e titolo WEC).
Detto che entrambe, per questo appuntamento, correranno nella configurazione energetica degli 8 MJoule, i tedeschi contano su una Power Unit con propulsore termico V4 turbo da 2 litri con architettura della parte ibrida pari a quella della F.1 (unità MGU-K + MGU-H), mentre i nipponici utilizzeranno un V6 turbo da 2.4 litri con parte ibrida costituita da due unita MGU-K, una per assale in configurazione 4 ruote motrici (e con l’utilizzo di batterie agli ioni di litio, dopo aver abbandonato la tecnologia dei supercondensatori, già dalla scorsa stagione, che aveva portato i tecnici di stanza a Colonia ad un “cul-de-sac tecnico”).

Equipaggi e team Porsche 2017 @Porsche Official

Senza dimenticare che, fino allo scorso anno, era presente pure Audi (ritiratasi a seguito dello scandalo del DieselGate, che ha costretto anche i “cugini di gruppo VW” Porsche a ridimensionare i piani, schierando solo due vetture), con propulsione termica a ciclo Diesel, e che, sul versante ibrido, sperimentò il recupero d’energia “a volano”.
Questa eterogeneità di “visioni tecniche” sarebbe possibile anche in Formula 1, con un regolamento adatto anche a cercare di “calmierare” i costi?
Sicuramente potrebbe essere una via da esplorare, anche perché l’assenza di vincoli tecnici troppo stringenti potrebbe agevolare il coinvolgimento nel Circus di altri Costruttori, che potrebbero arricchire il “bagaglio tecnico” della massima formula, ora legato al “monoconcetto” ibrido MGU-H + MGU-K.
Stando, ovviamente, attenti a non far impennare i costi.
Una via, in tal proposito, potrebbe essere quella di limitare fortemente gli sviluppi aerodinamici su ali e appendici, fornendo al contempo libertà di ricerca su fondo e diffusore (elementi impiegabili abbastanza direttamente anche nelle supercar di serie). Incentivando, di converso, la ricerca del grip meccanico, si ridurrebbero anche i problemi derivanti dalla scia e dalle “traiettorie obbligate”.
Di sicuro sono questioni che verranno vagliate dal 2020, al termine dell’attuale Patto della Concordia.
Intanto, prepariamoci a godere dello spettacolo, mai scontato, della 24 ore più importante al mondo.
Quella 24 ore dove la Ferrari trionfò in tante occasioni, ed in cui, seppur “solo” nella classe regina delle vetture GT, la GTE-Pro, vorrà ristabilire il suo “lignaggio storico” in occasione dei suoi 70 anni.
Balance of Performance, Ford e Porsche permettendo…

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

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Giuseppe Saba

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe