Per la Gara di Montreal, la Ferrari ha introdotto importanti modifiche all’ala posteriore. Abbiamo già parlato della forma a cucchiaio (Leggi vecchio articolo) ed ora ci concentriamo invece sui piloni. Tutti i team, ad eccezione del Cavallino, optano per un pilone solo, alcuni a “swan neck”, cioè che si infulcrano sulla parte superiore dell’ala,

 

altri, come Mercedes, che si vanno a incastrare sull’ala sul trailing edge (parte più anteriore dell’ala).

foto http://www.auto-motor-und-sport.de

 

In alcuni casi il pilone si fonde con il bulbo del DRS, cercando di limitare il più possibile la sezione. Infatti questo elemento, fondamentale a livello strutturale, è un fastidio notevole a livello aereodinamico. La base del pilone può passare esternamente allo scarico o, ancora una volta con una soluzione molto ardita da parte della Mercedes, attraversare la sezione del tubo di scarico della vettura (guarda foto in alto). In entrambi i casi, essendo le temperature molto alte, è necessario usare delle basi metalliche, poichè i materiali compositi per loro natura non resistono al caldo estremo di quella zona.

A sinistra l’ala tradizionale a destra l’ala introdotta in Canada.

Ferrari invece è stata l’unica ad utilizzare due piloni, soluzione che solo apparentemente può sembrare svantaggiosa. Se infatti sono due i piloni a generare disturbi, le loro dimensioni e sezioni sono inferiori ed è possibile farli passare un pò più lontani dal tubo di scarico, riducendo quindi la necessità di metallo, cioè peso extra. E’ facile vedere come siano protetti con pellicola dorata i punti di attacco della struttura in carbonio alla base metallica. Tornando alla modifica introdotta a Montreal, il pilone che prima era a “swan neck” ora invece è leggermente inclinato e si infulcra sulla superficie inferiore dell’ala.

A prima vista si può pensare che la superficie più importante dell’ala sia quella superiore; in realtà è l’opposto. La superficie inferiore infatti è quella che genera più carico, circa il 60-70% del totale.

Inoltre, essendo in depressione, è più sensibile ai disturbi che possono causare un distacco della linea di flusso, che porta l’ala a perdere parte del suo effetto deportante. Proprio per questo i piloni sono molto critici. Evidentemente la Ferrari, grazie anche alle paratie nere che corrono sull’ala, è riuscita a far fronte a questo problema. Vedremo se la soluzione sarà utilizzata anche su piste a carico più alto, in cui l’ala a cucchiaio dovrebbe essere accantonata ed in cui il problema dei disturbi sotto l’ala risulta critico, essendo l’aria meno veloce e quindi meno energetica.

Chissà poi se il vero trucco del Cavallino sia stato quello di utilizzare l’aria calda(quindi più carica di energia)dello scarico, impennata dal Monkey seat, per andare ad alimentare la parte inferiore dell’ala

Ing. Werner Quevedo Twitter

Grafica Salvatore Asero Twitter

 

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