La Formula 1 sbarca a Montreal, in Canada, sul tracciato dedicato a Gilles Villeneuve, pieno di scoiattoli colti da istinti suicidi, gabbiani appostati a bordo pista che aspettano impazienti Sebastian Vettel e Lewis Hamilton che si rincorrono a 300 km/h. Ah, no. Questa volta si sono rincorsi a distanza, ma la situazione diventa calda, caldissima, e i nostri piloti sembrano aver perso la voglia di scherzare: shoey a parte, siamo alle settima gara, e qui si comincia a fare sul serio.

Credits: Red Bull Content Pool

La battaglia tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel è sicuramente caldissima, ma si scende in pista per conquistare punti importanti, importantissimi: la Mercedes e la Ferrari hanno due grandi piloti a dar manforte ai contendenti al mondiale, e il loro ruolo in gara è fondamentale. Sono in tanti a volere che Kimi Raikkonen, il nostro mitico Ice Man, resti ancora per un anno in Ferrari, pur alla “veneranda età” di 37. Kimi ci ha già dimostrato, soprattutto a Monaco, che è ancora in grado di “asfaltare” piloti ben più giovani di lui, ma ci ha anche fatto vedere che l’età, in certe cose, si fa sentire…

Raikkonen: “Torniamo indietro a domani? Torniamo indietro al set up di domani? Scusate, quello di ieri…”

Certo, è facile confondersi, ma sappiamo già che Kimi ha anche problemi di udito. Ce ne eravamo già accorti in Bahrain, ma il finlandese ci ricasca in gara quando il suo ingegnere lo aiuta a risolvere un problema al sistema di frenata.

Raikkonen: “Ancora non va.”
“Prova ancora, potrebbe risolversi.” Il suo ingegnere gli suggerisce i tasti da premere sul suo volante, una combinazione di numeri e lettere che sembra più lo schieramento di una partita di battaglia navale, e infatti Ice Man continua a confondersi.
Raikkonen: “Hai detto 4 D o quarantadue?”
“Quarantadue, Kimi.”
Peccato, avrebbe vinto la partita con la casella 4 D.

Credits: Scuderia Ferrari

Anche la memoria, non va affatto bene…

Raikkonen: “Ok, allora andiamo per il giro veloce o…”
“Il piano è di andare con sequenze di giri veloci, Kimi, spingi.”

Altri problemi per Nico Hulkenberg, che pensava di essere diventato improvvisamente sordo e di non riuscire più a sentire le comunicazioni del suo ingegnere di pista, soprattutto quando vede Sebastian Vettel sbucare dal nulla nei suoi specchietti. Per fortuna, il suo ingegnere si ricorda presto di lui.

“Scusa, Nico, ho sbagliato io. Stavo parlando sul canale (radio) sbagliato. Avrei dovuto avvisarti riguardo Vettel.”

Nico, tranquillizzati: sei ancora giovane, l’udito è a posto, i podi arriveranno. O almeno ci speriamo.

 

Al rientro dall’esperienza americana in Indy500, Fernando è un uomo diverso: calmo, rilassato, se la prende raramente col suo ingegnere e non ha nemmeno più voglia di arrabbiarsi contro la Honda. Anzi, approfitta del ritiro per andarsi a fare un giro tra le tribune e regalare i suoi guanti lanciandoli tra il pubblico. Ma vediamo i suoi team radio.

In FP3 Fernando, con 15km/h di deficit sullo speed trap rispetto ai top team, commenta così il suo giro:

Alonso: “Siamo relativamente in pole position.” E ancora, in qualifica: “A 1.2s da Hamilton. Relativamente in pole, okay.”

Non si arrabbia nemmeno per il traffico di Kvyat, che ha una foratura, al termine del Q2, e nemmeno in partenza, dopo il crash di Sainz.

Alonso: “Ma che partenza da pazzi, dovrebbero calmarsi.” Eddai, state andando solo a 320 km/h. Lui ha corso per quasi 500 miglia a 390 km/h, non c’è bisogno di tanto caos, su.

Credits: F1 Official Twitter Account

Ridateci Fernando, quello che urla, quello che demolisce la Honda (intendiamo il Team, non solo i motori, quelli si autodemoliscono), quello che urla “GP2! GP2 Engine!”

E infatti, per un momento Alonso si sveglia.

“Okay, Fernando, il ritmo è buono. E’ Piano A più 5.”
Alonso: “Non mi stai dando delle informazioni utili. Mi serve il ritmo di Magnussen, mi servono altre cose.”

Nando resta calmo, calmissimo, anche in circostanze del genere, ma ci tiene a ricordare alla McLaren chi comanda!

Mansioni inedite invece per Kimi Raikkonen e Nico Hulkenberg, i segnalatori degli intrusi in pista.
Si, Kimi si dimenticherà anche le cose, sarà un po’ sordo, va bene, ma cari fotografi, fidatevi che ci vede bene, benissimo.

Raikkonen: “Ci sono persone che fatto foto su un lato della pista. Possono farsi male.”

Hulkenberg: “C’è una busta di plastica in curva 7. Credo si sia incastrata.”

Per non parlare dei commissari di pista che inciampano ovunque, cappellini della Ferrari in pista (giusto per mettere un po’ di pressione a Hamilton) o pezzi del fondo di Vettel. In ogni caso, nessuno batte i gabbiani del 2016.

Sebastian Vettel con dei gabbiani intrusi in pista, Montréal 2016

Scopriamo, finalmente, chi si aggiudica il podio della nostra Hit Parade.

Terzo posto per un pilota che vuole dimostrare a tutti i costi di essere cresciuto, di saper fare lavoro di squadra e di poter essere veloce. Ma soprattutto uno che non vuole lasciare il podio al primo francese che capita: stiamo parlando di Sergio Perez che fa di tutto pur di essere lui a prendere Ricciardo.

“Checo, Esteban dice che può prendere Ricciardo. Ti diamo 3 giri per prenderlo, o dovrai dare la posizione a Ocon. Le Ferrari sono vicine.”
Perez: “E’ una perdita di tempo. Voglio la chance di prenderlo, lasciateci gareggiare!”
“Checo, il piano è di attaccare prima che arrivino le Ferrari. Se cedi la posizione e Ocon non riesce a prenderlo, ti cederà nuovamente la posizione.”
Perez: “Voglio prendere Ricciardo. Lasciatemi solo, datemi una chance, arriverà traffico e ci sarà l’opportunità.”

Credits: Sahara Force India F1

Eddai, ragazzi, già è costretto a guidare una monoposto rosa, almeno fatelo gareggiare in santa pace!

Secondo posto per Lewis Hamilton. Ha cercato così tanto il duello con Sebastian Vettel, che durante la gara non faceva altro che chiedere di lui. Seb non può allontanarsi un attimo che Lewis già sente la sua mancanza.

Hamilton: “Dov’è Vettel?”
“E’ in P6.”
Hamilton: “Si sta avvicinando al gruppo (davanti)?”
“No, è ancora su Super Soft usate.”
Hamilton: “Pensate possa arrivare fino a fine gara con quelle gomme?”
“Non lo sappiamo, ma stai andando bene.”

Lewis, Lewis, sappiamo come vanno a finire le tue “relazioni” con i biondi. Il nome Nico ti dice qualcosa?

Primo posto all’unico, grande, inimitabile chiacchierone di tutto il circus: si è lamentato, ha cantato “Buon compleanno”, ha urlato, ha odiato i suoi freni, ha preso più censure lui dalla FOM che muri Lance Stroll in tutta la stagione. Le ha provate tutte, Romain Grosjean pur di prendersi la nostra prima posizione, e questa volta lo accontentiamo. Tanti, troppi, i suoi team radio: ha definito le Sauber “pazze”, si è lamentato delle gomme, della pista, del sistema del suo volante, dell’ala, del grip della macchina solo nelle FP1. Ha sperimentato cosa volesse dire avere “tutto il sottosterzo del pianeta”, e non avere un corretto bilanciamento della monoposto o il perfetto punto di frenata.

Credits: Haas F1 Team

Hai vinto, Romain, davvero. Ci arriva cortese la richiesta dal tuo ingegnere di pista, di farti vincere a mani basse: chissà, magari al prossimo GP parli un po’ meno.

E l’ultimo premio, ma non il meno importante, il nostro “Premio Honestly: what are we doin here?”, lo assegniamo per la prima volta a Carlos Sainz Jr. Dopo il grande week end di Montecarlo, sia per lui sia per il suo team, la Toro Rosso, Carlos è arrivato in Canada un po’ troppo nervoso. Certo, nelle FP1 scende dalla sua monoposto a malapena dopo 100 metri, ma la situazione comincia a farsi sospetta in qualifica:

Sainz: “Okay, voglio dirvi che non voglio che Danny (Daniil Kvyat) prende vantaggio dalla mia scia. E’ davvero scorretto.”
E ancora: “Guidare è un incubo, ragazzi. Non posso fare nulla.”

Sappiamo poi tutti come è andata a finire in gara, e Carlos si becca 3 posizioni di penalità per il prossimo GP.

Carlos, Carlos, la situazione è difficile, lo sappiamo: Max e Daniel sembrano li incollati ai sedili della Red Bull e tu vorresti correre via, su un “top seat” che sembra al momento un po’ lontano. Non peggiorare le cose, o il Grande Toro Helmut Marko potrebbe ripensarci. Honestly, ne vale la pena? Forse, no. Torna in acqua a rinfrescarti le idee, Carlos!

Credits: Red Bool Content Pool

Da Montreal è tutto, appuntamento al GP di Baku, dove speriamo che gli enormi edifici non facciano interferenza con le nostre linee radio!

 

 

di Marika Laselva
Twitter: @MarikaLaselva

 

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