Prima di tutto un saluto a tutti i lettori, scusandomi, ancora una volta, per la prolungata assenza, anche stavolta Max Verstappen con la sua “presunta” schiettezza, ha catturato l’attenzione, con la sua stolta dichiarazione sulla irregolarità della power unit Ferrari, la scena sembra più presa da questa sua “uscita” che dalla conquista del sesto titolo mondiale da parte di Lewis Hamilton.

Ferrari e accuse Mercedes Red bull – Come dite? Arrivo tardi?

Bhe, questo è vero, ma forse non è il caso di fermarsi alle osservazioni più ovvie, anzi, credo sia utile approfondire il discorso  anche alla luce di più recenti sviluppi.

Dico questo perché a primo acchito, quanto affermato dal pilota Red Bull, non ha alcuna valenza, visto che non ha addotto alcuna argomentazione che ne suffragasse la validità, insomma, se si afferma una cosa del genere, vuol dire che si è a conoscenza di qualcosa che lo prova, invece, il buon Max la ha buttata lì, senza dare alcun chiarimento, e, quindi la dichiarazione in se non ha alcun fondamento e appare anche calunniosa.

Molto semplicemente la richiesta di chiarimenti presentata dalla Red Bull non aveva motivo di essere avanzata, visto che tradotta in termini intellegibili a tutti suona in questo modo:

“è possibile imbrogliare la Federazione agendo in modo da ingannare il flussometro????”

Cosa avrebbero dovuto rispondere?

Anzi a mio modesto avviso, non erano nemmeno tenuti a dare una risposta, perché una tale richiesta, sebbene in modo indiretto, sottintende, quanto meno, che i controlli effettuati, non siano consoni a scongiurare tutti i possibili raggiri, se poi si vuole essere ancora più malpensanti, si potrebbe anche ipotizzare che in Red Bull abbiano voluto mettere la Federazione davanti alle proprie responsabilità, rea di essere a conoscenza del raggiro, pertanto da quello che ufficialmente doveva essere un chiarimento tecnico, si sconfina in qualcos’altro che potrebbe anche essere interpretato diversamente, da qui una prima risposta informale da parte della FIA, che ha perentoriamente invitato i team a sporgere regolare protesta nel caso in cui ci fossero dei sospetti nei confronti di un team rivale, così come ha fatto la Racing Point con la Renault per il noto caso che consentiva ai piloti una gestione automatica della ripartizione di frenata.

Tuttavia, la direttiva tecnica è arrivata ugualmente, sebbene fosse assolutamente priva di efficacia pratica, dal momento che un qualsiasi comportamento inteso ad aggirare i metodi di controllo della FIA è sempre e comunque una chiara violazione del regolamento tecnico/sportivo, anzi, sono propenso a credere che la risposta sia stata formulata proprio all’indirizzo Red Bull, per metterli di fronte alle proprie responsabilità visto che è diventata una consuetudine inoltrare una richiesta di chiarimenti, invece di sporgere una protesta formale che, nel caso si rivelasse infondata, produrrebbe delle conseguenze anche per il team che la ha proposta, invece un chiarimento tecnico, per definizione, produce solo effetti indiretti senza responsabilità immediate per il team “irregolare” e senza ripercussione alcuna sul team che lo ha richiesto.

In tale contesto, a differenza della Racing Point, che aveva degli elementi chiari ed incontrovertibili, evidentemente, non vi erano prove di quanto affermato e, pertanto, l’unica strada percorribile era quella del chiarimento tecnico, forse con la speranza che la FIA inasprisse i controlli, così come era avvenuto nello scorso anno con la nota vicenda dei doppi sensori per controllare il flusso di energia proveniente dalle batterie, però, forse memori del passato, alla FIA hanno deciso di porre un freno a questo “modus operandi” dove, guarda caso, il team incriminato è sempre la Ferrari e sarebbero ingiustificati ulteriori controlli di iniziativa FIA. Eh si, dare credito alle voci di corridoio, oppure alle “spiate” di ex tecnici esautorati, può essere controproducente, se poi non si becca il colpevole con le mani nella marmellata, si corre il rischio di legittimare delle procedure che possono perfino sconfinare nella illegalità; i controlli devono essere uguali per tutti, non si può costringere un singolo team a soggiacere a dei controlli non previsti. 

Detto questo, occorre analizzare quello che è accaduto nello scorso gran premio, perché, a mio avviso, le scadenti prestazioni della Ferrari, non sono assolutamente imputabili alla direttiva tecnica, perché, come ho già detto, è priva di efficacia pratica, non si tratta di un componente che prima veniva usato e poi bandito a seguito di un chiarimento (ad esempio come avvenne per gli specchietti retrovisori), si tratta di un metodo di elusione (ammesso che sia effettivamente attuabile), che non viene rilevato durante i normali controlli effettuati dalla FIA e non mi risulta che durante l’ultimo fine settimana abbiano inasprito le consuete verifiche tecniche (tra l’altro, avrebbero dovuto farlo nei confronti di tutti i team e non solo all’indirizzo Ferrari), inoltre, non mi sembra che le prestazioni di Vettel in qualifica siano state al di sotto del consueto, visto che era distante dalla pole di pochissimi millesimi, senza considerare il fatto che ultimamente, Leclerc, proprio in qualifica, si è spesso dimostrato più veloce del compagno di squadra, mentre, stavolta, era penalizzato, non solo da una power unit poco prestazionale, ma anche dal fatto di non aver disputato l’ultima sessione di prove libere. Tra l’altro, sembra che in Ferrari, dopo il problema riscontrato sulla power unit di Leclerc, abbiano adottato delle mappature piuttosto prudenti anche per Vettel, puntando anche su una configurazione aerodinamica piuttosto carica usando addirittura lo stesso alettone posteriore utilizzato in Messico ed a Monaco, per cui non c’è da meravigliarsi se le velocità di punta non sono state quelle consuetudinarie.

Max Jos Verstappen

Max Jos Verstappen

Le parole di Max Verstappen a primo acchito, potrebbero sembrare vuote di significato, ma in realtà, a mio avviso, non sono solo offensive verso la Ferrari, ma anche verso la Federazione; dire che “la Ferrari ha smesso di barare” equivale a dire che la direttiva tecnica ha “costretto” la Ferrari a rinunciare ad una soluzione palesemente illegale e questo, per le ragioni illustrate in precedenza, è assolutamente impossibile e, quindi, indirettamente, si accusa la Federazione di incompetenza se non di connivenza. Tuttavia credo sia estremamente riduttivo ricondurre la vicenda alla sola dichiarazione di Max Verstappen, tanto è vero che Mattia Binotto non si è limitato a rispondergli a tono, ma ha anche avuto un acceso confronto con il suo omologo a dimostrazione del fatto che il Team Principal Ferrari non ha considerato la cosa di iniziativa del pilota.

https://www.newsf1.it/f1-confronto-acceso-tra-binotto-e-horner-dopo-le-accuse-di-verstappen/

Ferrari Accuse Mercedes Red bull -Veniamo ora agli ultimi sviluppi che, sotto un certo punto di vista, complicano la vicenda ancora di più, infatti Helmut Marko, intervistato dalla testata tedesca Auto Bild, se da un lato ha voluto buttare acqua sul fuoco minimizzando l’intervento di Max Verstappen

“Si è spinto un po’ troppo in là e Max lo sa, ma è molto sensibile su questo argomento”, dall’altra ha rivelato un certo rapporto di collaborazione con la Mercedes

“La Mercedes ha svolto delle ricerche approfondite su quell’area e noi della Red Bull abbiamo avuto il coraggio di presentare la richiesta ufficiale di chiarimento alla FIA”.

Helmut Marko, ha quindi rinviato al mittente tutte le accuse in poche parole, perché:

  • Quanto affermato da Max Verstappen sarebbe solo una sua convinzione personale;
  • Solo in apparenza l’iniziativa è stata della Red Bull;
  • Non si tratterebbe di un qualcosa rivolto alla Ferrari, dal momento che lo studio sul comportamento del flussometro sarebbe stato condotto esclusivamente dalla Mercedes.

In tutto questo, scusatemi la franchezza, ma io ci vedo tanta, ma tanta, ipocrisia, oltre al palese timore di ripercussioni sia da parte della Ferrari che dalla FIA (e non solo legali) e, sinceramente, voler ricondurre tutto ad una questione tecnica mi sembra offensivo anche per l’intelligenza di chi si interessa a questo sport per semplice passione, visto che, come ho già scritto, è lampante che la richiesta di chiarimento avanzata dalla Red Bull, sia assolutamente insignificante e contraria a quanto prescrive il regolamento ed è altrettanto palese l’abuso del ricorso a tale pratica, che ha perso la sua funzione primaria, che è quella di fornire delle linee guida per futuri sviluppi tecnici a tutti i team e non solo a quello che ne ha fatto richiesta. Tutto questo, come ha anche ribadito Mattia Binotto “non fa bene allo sport”.

Ferrari Accuse Mercedes Red bull – Come è stato rivelato dal giornalista Alberto Antonini ex addetto stampa Ferrari, ogni team di formula 1 ha studiato a fondo il flussometro introdotto dalla FIA nel lontano (ma non troppo) 2014 ed in un certo qual modo, ha anticipato un po’ quanto detto da Helmut Marko infatti così ha scritto sul suo blog:

Mi risulta che ad un team diretto rivale della Ferrari (che non è necessariamente la Red Bull) sia stata contestata, prima della pausa estiva, una irregolarità sulla pompa ad alta pressione a valle del flussometro. Come dire che il getto di benzina, dopo essere stato regolarmente misurato e calibrato, veniva manipolato di nuovo. Si parla di una camera di accumulo: e anche se l’argomento va trattato con i guanti, come vedete è un po’ troppo circostanziato per essere un semplice rumour. La FIA avrebbe bocciato la soluzione, dopo averla visionata, e l’intera faccenda è passata sotto silenzio.”

Il riferimento mi sembra alquanto evidente e sposta l’asse delle presunte irregolarità dalla Ferrari alla Mercedes, che, (come ha anche confermato Helmut Marko), non ha mai abbandonato l’idea di aggirare il controllo del flussometro, anzi ha intensificato gli studi sul come eludere le disposizioni regolamentari sui consumi.

Ma a questo punto lo scenario appare ancora più disdicevole, perché credo si possa parlare di un altro asse: quello che si è creato fra Red Bull e Mercedes, ma fin quando si parla di uno scambio di informazioni tecniche è un conto, altra cosa è fare delle richieste insensate o formulare delle esplicite accuse di irregolarità, così come ha fatto Max Verstappen e, nonostante quello che dice Helmut Marko, non posso credere che le sue accuse siano solo frutto di convinzioni personali, soprattutto quando non ci si limita alle proprie competenze.

Leonardo Fiorentino

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