Nel giorno del sesto mondiale di Lewis Hamilton, la Ferrari nel GP USA di Formula 1 perde tutta la proverbiale prestazione velocistica vista da dopo la sosta estiva in poi.
Semplice “gara storta” o il pronunciamento regolamentare della FIA sulle Power Unit, richiesto dalla Red Bull, ha “bloccato” qualcosa?

Ad Austin Hamilton, autore dell’ennesima gara solidissima, suggella il suo sesto titolo iridato F1. Titolo meritato, andato al pilota più concreto.

Ma quasi fa più rumore la prestazione della Ferrari in gara.
Priva dell’apporto di Vettel, ritiratosi per il cedimento della sospensione posteriore (a giudicare dal primo giro del tedesco, già menomata dal via), ha potuto contare sul solo Leclerc, che ha corso con l’handicap di una Power Unit Evo 2 “spompata” (causa rottura della specifica 3 nelle prove libere, e del quale si cercherà il disperato recupero in vista della prossima gara in Brasile).

Power Unit 2 che dovrebbe pagare poco, in termini di performance velocistica, rispetto all’iterazione più evoluta montata da Monza in poi (un decimo di secondo circa), ma che dovrebbe garantire dei consumi di carburante ben più ridotti.

Ma nonostante queste attenuanti, il passo avuto da Leclerc nel primo stint di gara è stato lentissimo, paragonabile a quanto si era già visto in Ungheria.
E anche sul dritto, “classico” punto di forza Ferrari, la Ferrari è sembrata subire le performance Mercedes e Honda, che hanno avuto vita facile sul dritto in gara, e che si sono mostrate vicinissime, in termini di velocità massima, anche in qualifica.

 


I pensieri vanno subito alla direttiva FIA di chiarimento sull’utilizzo del flussometro che misura il carburante consumato dalle Power Unit (su richiesta Red Bull), emessa dopo i numerosi sospetti “sussurrati” (ma senza prove certe) sia dal team austriaco che dalla Mercedes.

Risulta infatti quasi “inspiegabile” il regresso prestazionale Ferrari rispetto a ciò a cui ci aveva abituato fino a prima della gara in USA, soprattutto nel “punto forte” della velocità sul dritto.

Ci sarà da capire se quello a cui abbiamo assistito è stato un episodio circoscritto (imputato dal Team Principal Binotto alle gomme Medium utilizzate nel primo stint di gara) o se, anche in Brasile, vedremo ribadito questo nuovo trend. Che non farebbe che alimentare i sospetti degli avversari.

Di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe )

A proposito dell'autore

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe

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