Tecnica – Il sistema di protezione Shield Ferrari

In Italia ci sono tante aziende che vivono del motorsport e che sono assolute eccellenze a livello mondiale. Alcune sono note, come Brembo, Pirelli e Dallara, altre invece stanno in questi anni mostrando le proprie doti in Italia ed all’estero, come ad esempio Tatuus.

 

Isoclima è una di queste aziende, uno dei leader mondiali della produzione di vetro di ogni tipo. Un nome che sembra aver poco a che fare con il motorsport…invece questa azienda è indissolubilmente legata al nuovo corso dei “cupolini” in F1. Avendo Isoclima acquisito competenza con molte vetture chiuse di svariate categorie, i costruttori di F1 si sono subito rivolti all’azienda di Este per la realizzazione dei cupolini che tante polemiche stanno suscitando nel mondo della Formula 1. Molti sostengono che sono “brutti” e che oramai c’è talmente tanta sicurezza che si tratta di elementi inutili.

Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H – Testing Halo

Vorrei esprimere la mia opinione in merito; da sempre il motorsport è stato un’attività rischiosa, ma per fortuna si è sempre cercato di ridurre al minimo i rischi per chi viaggia a 350 all’ora, protetto solo dal casco. E non bisogna fermarsi mai in questa corsa alla sicurezza. A molti questi cupolini possono sembrare “antiestetici” o non avere nulla a che fare con le ruote scoperte e con la Formula 1. Ma cos’è una Formula. Se guardiamo le vetture anni 60, hanno qualcosa a che vedere con quelle attuali? Sono più belle o meno? Molti gridarono allo scandalo quando le ali furono introdotte in F1 eppure oggi lo consideriamo un elemento fondamentale, alcune volte anche “bello”. La domanda che mi faccio è : per la sicurezza sono state accettate mostruosità come i musi a formichiere, musi a gozzo di pellicano, forme ineleganti delle pance per nascondere i coni…queste caratteristiche sono più “brutte” di un cupolino? Secondo me no.

Andando poi a parlare del lato tecnico, è vero che un cupolino non proteggerà mai al 100% un pilota. Ma non è questo il suo compito, che è semplicemente quello di migliorare ulteriormente la sicurezza. Incidenti come quello di Bianchi non hanno a che fare con il cupolino e devono essere evitati con stewart della sicurezza all’altezza, ma episodi come quello di Massa (ma in altre categorie dei piloti meno noti sono morti colpiti da pneumatici che si sono staccati dai cavi di ritenzione, che a volte non possono fisicamente garantire l’impossibilità del distacco della ruota) possono e devono essere evitati. I problemi dell’acqua sul parabrezza in caso di pioggia e dell’effetto “lente” possono essere evitati con forme e materiali studiati ad hoc. Le F1 evolvono, mutano, cambiano e chi corre deve farlo con la assoluta certezza di poter tornare a casa dai propri figli la sera. E se la sua vettura non è esattamente quella che vorremmo vedere, dovremo accontentarci.

 

Di @WernerJrQuevedo 

Video Salvatore Asero

 

 

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