NEWSF1 SPA RACE ANALYSIS MERCEDES OLIO A PROFUSIONE

Hamilton vince il GP di SPA con una gara condotta praticamente sempre in testa, marcato sempre da vicino da Vettel che non riesce mai a superarlo a causa di una potenza del motore Mercedes che non permette, soprattutto su una pista come questa, a nessuno di avvicinarla sui lunghi rettilinei del Belgio; la differenza reale tra le due power unit si è vista però a fine gara quando Hamilton ha dato fondo a tutta la capacità del così detto ‘manettino’ quella porzione di energia aggiuntiva che sembra assodato arrivi dall’uso spregiudicato dell’olio lubrificante utilizzato come combustibile; non è un caso infatti che dopo le limitazioni della FIA sul consumo di olio da 1,2 litri per 100 Km a 0,9 che dovrebbe attuarsi a Monza, la Mercedes abbia omologato la 4° unità proprio un GP prima dell’adeguamento FIA. In tutti questi anni siamo stati in tanti a cercare di capire il grande segreto della PU Mercedes e ci voleva una protesta della Red Bull per arrivare a delle limitazioni che la Federazione avrebbe dovuto introdurre molto prima. La mossa della Scuderia Anglo-Tedesca è stata quella di aggirare le nuove norme FIA anticipando l’omologazione tuttavia da Parigi hanno fatto sapere che tale regola sarà comunque fatta rispettare a partire dal GP d’Italia per tutti i propulsori. Ricordo che il consumo di olio è stabilito in litri, una misura di capacità e non in Kg, quindi c’è poco spazio per aggirare le nuove norme. Di seguito andremo a vedere i dati della gara e soprattutto dell’ultimo stint quando Hamilton ha dato fondo al consumo d’olio per sfuggire dalla pressione di Vettel.

Hamilton parte in testa e Vettel lo segue da vicino entrambi montano gomme UltraSoft, la temperatura della pista è di 34°, la Ferrari dimostra di aver risolto i problemi di Silverstone con nuovi aggiornamenti e con una sospensione posteriore rinnovata; visti i dati dell’Inghilterra ci si poteva aspettare un maggiore dominio da parte della Mercedes, invece i tempi danno ragione agli Uomini di Maranello, ecco i tempi del 1° stint

Da notare come il Britannico da subito fondo alla massima potenza per portarsi immediatamente fuori zona DRS, strategia che la Mercedes ha adottato in questi ultimi 4 anni con qualunque dei suoi driver si trovasse in pole position, è infatti dal giro 5 che le prestazioni si stabilizzano e tendono diminuire con un lieve innalzamento dei tempi

Ecco il GAP tra i due piloti da notare che al giro 3, quando si può attivare il DRS, Hamilton è già fuori portata con un distacco di 1.069 sec. La storia non cambia molto nel 2° stint quando entrambi i contendenti passano a gomme Soft

Hamilton si ferma al giro 12 mentre Vettel al giro 14; da notare la difficoltà della Mercedes nel mandare subito in temperatura le gomme, nel giro di attacco infatti Hamilton segna 1:49.414 (14) prosegue con 1:50.380 (15) ed 1:50.303 come evidenziato dal grafico, sarà solo al 4° giro che riuscirà ad abbassare con importanza i tempi. Vettel invece segna nel giro d’attacco (come da grafico, lap 16) subito 1:49.157 con una vettura più aggressiva sulle gomme.

Al giro 30 entra la safety-car per l’incidente tra Ocon e Perez, tutte le squadre entrano al box per cambiare le gomme, Vettel monta UltraSoft nuove, mentre Hamilton, che dispone di UltraSoft usate, opta per le Soft, in teoria la Ferrari dovrebbe avere un margine di almeno 1 secondo di vantaggio ma è qui che interviene il ‘manettino’ Mercedes, ecco i tempi

Hamilton tiene alla larga Vettel che ci prova immediatamente alla ripartenza, ma dopo essere uscito di scia e senza DRS non riesce a superare il rivale, troppo potente la PU Tedesca.

Quello che abbiamo notato è la differenza di prestazioni alla ripartenza con ben 2 mescole di differenza tra le vetture, e per far questo abbiamo confrontato gli ultimi 5 giri prima dell’intervento della SC; ebbene la media delle tornate dalla 25 alla 29 di Hamilton è di 1:49.106 (Soft) mentre quella dal 35 al 39 è di 1:46.987 (Soft) un guadagno di ben 2.119 secondi a parità di gomma! Mentre Vettel realizza (25-29) 1:49.218 (Soft) mentre dal 35 al 39 segna 1:47.083 (UltraSoft) con un guadagno di 2.135 secondi, in linea con il tipo di mescola utilizzata e con la vettura che andava scaricandosi.

In definitiva sembra essere l’utilizzo dell’olio a fare la differenza tra le due squadre in questo momento, sarà quindi interessante vedere cosa accadrà a Monza e se la FIA avrà il coraggio di far valere le sue regole fino in fondo, perché consumare 3,4 litri di olio per un GP sembra davvero eccessivo per dei motori di F1.

Marco Asfalto

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