REDBULL F1

I ragionamenti condotti per cercare di capire la situazione RedBull f1 sono particolarmente scontati e, in realtà, il tutto si traduce in una unica unione di puntini.
Sì, perché le voci che girano attorno alla squadra austriaca sono poche e particolarmente rappresentative. Ciò che è saltato maggiormente all’occhio durante la stagione invernale, infatti, è stato il rinnovo di Verstappen fino al 2023 compreso.
Tradotto, 4 anni di permanenza all’interno del team; e un pilota non si lega così tanto senza aver prima trovato certezze.
Queste certezze le possiamo cercare e ottenere pure noi.

AERODINAMICA REDBULL F1

Tutto parte dalla maestria di Adrian Newey, che di aerodinamica ci capisce. La macchina ha volato durante l’anno 2019 e, come già detto in occasione dell’analisi di Ferrari, è stata davvero una spina nel fianco della rossa.
Verstappen ha vinto 3 gare, ovvero la somma delle vittorie dei due piloti Ferrari.
lo stesso, inoltre, ha sopravanzato entrambi in classifica.
La macchina, se la intendiamo come aerodinamica, dinamica, sospensioni e gestione gomme, c’è. Bene.

 

IL MOTORE HONDA

Cosa è mancato alla vettura del giovane olandese è stato il motore. Questo, fin dal primo momento.
Se si guardasse il progresso delle vittorie, del resto, ci si renderebbe conto che queste sono arrivate dall’appuntamento austriaco in poi, cioè a partire dal nono round del mondiale.
Ciò potrebbe sostanzialmente indicare che la honda ha dovuto prendere del tempo per migliorarsi e che, però, ci è riuscita.
In Brasile la gara di Max non è stata per niente facile e ha dovuto stringere i denti contro mille peripezie e contro un forzuto Hamilton, che proprio non voleva saperne di arrivare secondo. Lo stesso inglese finirà terzo a causa di una Toro Rosso guidata da Gasly velocissima, con la quale il francesino lo ha superato all’ultimo metro. Seconda dimostrazione dell’apparato propulsivo Honda estremamente migliorato a bordo della redbull f1.

Il Brasile, dicevamo, proprio per quanto sia stato difficile per la RedBull, ha dimostrato che la macchina austriaca è finalmente riuscita a dotare la sua monoposto di una power unit degna del titolo.

PILOTI REDBULL F1 2020

A Ben pensarci, se si guardasse alla classifica, si rimarrebbe quasi stupiti al pensiero che la Ferrari sia arrivata seconda. Questo deriverebbe unicamente dal fatto che la RedBull non è ancora dotata di due piloti esperti e competitivi al 100%.
Albon è giovane e crescerà, ma ovviamente non è stato all’atezza di Max durante il 2019. Inoltre, la prima parte di stagione è stata caratterizzata da un Gasly per niente in sintonia con la redbull f1.
quindi, se si volesse cercare una motivazione per la terza posizione nel campionato costruttori, potrebbe trovarsi proprio sul frangente piloti. Nessun problema ovviamente e nessuna attribuzione di colpe. I piloti giovani devono poter fare esperienza e non è del tutto innaturale che inizialmente commettano errori. Inoltre, contando, si evince che Alexander ha realizzato quasi gli stessi punti di Gasly (92 contro 95), usando la macchina migliore solo per 9 gare, rispetto alle 12 del francese. Ciò significa che ha eguagliato l’avversario usando il mezzo più prestante per il 25% in meno di gare. Un buon segnale di maturità.

CONCLUSIONI

A questo punto si può dire che la RedBull f1 è una buona vettura dal punto di vista telaistico e aerodinamico, ma non solo.
Aggiungiamo il fatto che la controparte nipponica è finalmente riuscita nell’intento di creare un propulsore competitivo.
Teniamo conto che Adrian Newey è ancora nel team e lavora ancora assieme agli ingegneri per il 2020, mentre dal punto di vista piloti si vede chiaramente una situazione in crescita.
Il risultato del mio ragionamento potrebbe essere che nell’anno che viene, non solo la Ferrari dovrà provare il tutto per tutto per attaccare la Mercedes. Dovrà difendersi da un avversario che è sembrato un po’ statico e fiacco, ma che è più vivo che mai.

A presto, dall’ing Alberto Aimar

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