Se per noi Europei la cultura del motor sport è qualcosa di talmente ordinario da essere naturale, per il continente Sud Americano non è proprio la stessa cosa, almeno non lo è stata fino agli anni ’60; da noi sono sorti tutta una serie di ‘distretti’ provinciali in cui si respirava la passione dei motori fin dall’inizio del 20° secolo, qualcosa di così potente da essere quasi percepita nell’aria,  come non parlare dell’Emilia Romagna terra di motori oltre che di lambrusco, lasagne e tortellini, qui tanti giovani fin da piccoli si avvicinano al mondo dei motori, quasi una tradizione irrinunciabile ed obbligatoria; altre zone ad alto contenuto passionale sono il Piemonte e la Lombardia, qui sono nati fin dagli albori una miriade di garage, fabbriche e officine di ogni genere, a partire dalle biciclette fino ad arrivare alle auto sportive più potenti e costose, certo a fianco di tutto questo fenomeno c’erano i vari distretti industriali da dove si traeva la possibilità economica e quella tecnica e che facevano da traino anche per piccoli appassionati, marchi unici, veicoli spesso vincenti frutto della passione, dell’ingegno ed anche di una sana capacità imprenditoriale. Questo fenomeno non c’è stato solo in Italia ma anche in Germania, in Francia e soprattutto in Inghilterra, forse la patria più dei piccoli costruttori che delle grandi aziende, diventata nel tempo la Factory mondiale di telai ed aerodinamica, tecnologia che ha sviluppato grazie all’estro e le qualità di tanti ingegneri e soprattutto dal non sottovalutabile impatto della 2° Guerra Mondiale, dover a tutti i costi raggiungere il livello tecnologico dei Tedeschi ha dato un’accelerazione al progresso scientifico e il non aver subito sul proprio suolo tutti gli effetti del conflitto è stato senz’altro di aiuto per tutto il mondo imprenditoriale Britannico. Dall’altra parte dell’oceano le cose stavano diversamente, il continente è stato anch’esso martoriato da guerre e rivoluzioni, ed i distretti di cui abbiamo parlato non erano certo al livello di quelli Europei ed a volte erano proprio inesistenti, eppure da questo continente sono venuti fuori alcuni dei più grandi piloti della storia della F1, certo gli europei che si sono trascinati dietro queste passioni erano moltissimi e i risultati non sono tardati ad arrivare, ma non è stata questa l’unica motivazione, probabilmente la brama di successo e di poter contribuire alla costruzione di un’identità di paesi spesso considerati inferiori da una certa parte del mondo industrializzato Europeo e Statunitense ha portato degli uomini non solo ad inseguire i propri impulsi ma anche a ricercare quell’orgoglio di appartenere alla propria patria, una patria diventata famosa nel globo grazie alle loro gesta; come non citare Juan Manuel Fangio detentore per molto tempo del record di cinque mondiali vinti, probabilmente un esempio da emulare per tutti i compatrioti e soprattutto per tutto il continente, oppure Fittipaldi vincitore di due mondiali o Nelson Piquet anch’esso nell’olimpo dei più grandi con tre mondiali in tasca, fino ad arrivare ad uno dei miti più grandi della storia, Ayrton Senna famoso ed amato non solo per i suoi tre mondiali vinti, ma soprattutto per il suo stile di guida aggressivo e per le tante pole position, pilota assolutamente determinato; in totale questi piloti hanno portato in Sud America ben tredici mondiali, cosa non da poco considerate le valutazioni precedenti; inoltre c’è da dire come il continente continui a sfornare piloti nella massima serie anche se senza l’iride in dote, sarà per le grandi aziende che li sponsorizzano o perché molte case automobilistiche puntano ai mercati d’appartenenza, sarà perché grazie ai campioni citati si è creato un vero e proprio movimento, ma la presenza di questi uomini è sempre costante e spesso determinante, come lo è stato Barrichello per la Ferrari ad esempio od anche Massa entrambi portando punti importanti per il mondiale costruttori. In qualsiasi caso la presenza e la tradizione Sud Americana è una delle spine dorsali del mondo della F1, in attesa che nasca un nuovo ed altrettanto vincente Ayrton Senna…

Marco Asfalto   

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