Lewis Hamilton trionfa nel Gran Premio del Canada, precedendo l’altra Mercedes di Bottas e la Red Bull di Daniel Ricciardo. Solo quarta la Ferrari del leader del mondiale Sebastian Vettel, ora a 12 punti di vantaggio sul pilota britannico. La scuderia tedesca ottiene, così, la sua prima doppietta della stagione, la numero 37 in assoluto, portandosi al primo posto nella classifica costruttori a quota 222 punti, contro i 214 della scuderia di Maranello. Per il tre volte campione del mondo si tratta della 56° vittoria in carriera e il suo quarto ”Grand Chelem”, ovvero vittoria, giro veloce in gara e prima posizione mantenuta dal primo all’ultimo giro. È proprio vero che il Gran Premio del Canada rappresenta sempre un appuntamento speciale per il nativo di Stevenage, dal momento in cui, nel 2007, alla sua prima stagione in Formula 1, su questo splendido circuito intitolato a Gilles Villeneuve, Hamilton ottenne la sua prima pole position e la sua prima vittoria in carriera; adesso, forte di una vettura cha ha largamente dominato gli ultimi quattro mondiali, il britannico ha portato il numero delle partenze dalla prima posizione a 65, eguagliando, così, uno dei più grandi piloti di sempre, ovvero Ayrton Senna, spesso acclamato come proprio idolo indiscusso e a sei le vittorie in terra canadese, ad una sola lunghezza da Michael Schumacher. Probabilmente quella di oggi è stata la sua più facile, grazie ad una vettura che mai come quest’anno si è dimostrata nettamente superiore alla Ferrari, con un passo gara inarrivabile per la concorrenza; grazie al contatto al via tra Vettel e Verstappen, che ha danneggiato la parte destra dell’ala anteriore del tedesco, costringendolo alla sostituzione e a ripartire dall’ultima posizione e al ritiro dello stesso pilota olandese all’undicesimo giro, momentaneamente alle spalle del leader, a causa di un problema al motore. Hamilton riesce così a scappare in completa solitudine, mantenendo il gap di vantaggio sul compagno di squadra sui dieci secondi: la totale tranquillità con la quale il britannico ha potuto gestire la sua gara, ha permesso al numero 44 di chiedere più volte al proprio ingegnere di pista la posizione di Vettel, primo rivale alla rincorsa del titolo mondiale, denotando una certa ossessione, segno che mai come quest’anno Hamilton è consapevole di avere un avversario molto forte, alla guida di una vettura che fino ad ora si è sempre comportata benissimo su tutte le piste in tutte le condizioni. Dal canto suo la Mercedes è tornata a dominare un fine settimana come non accadeva da tempo, sfruttando una pista nel quale il ruolo della Power Unit è fondamentale, soprattutto in qualifica, e il quale layout, caratterizzato da curve di media e bassa velocità, non mette a dura prova i pneumatici. Il prossimo appuntamento è in Azerbaijan, per il Gran Premio di Baku alla sua seconda edizione: l’anno scorso Hamilton visse uno dei fini settimana più anomali, lontano dalla zona podio per problemi alla sua vettura; quest’anno ci si aspetta ben altra prestazione sia da parte del britannico sia, soprattutto dalla Ferrari e da Sebastian Vettel, in attesa di quel duello in pista che per un motivo o per un altro, stenta a presentarsi.

 

Francesco Saverio Falco

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