Hamilton l’ha scampata dopo aver rallentato troppo in regime di Safety Car.

Lewis Hamilton domenica, nel Gran Premio di Germania, è riuscito ad arrivare al traguardo al nono posto, grazie alle penalità date alle due Alfa Romeo, altrimenti sarebbe stato fuori dai punti. Ma anche l’attuale leader del Mondiale ha avuto le sue grane con il pannello degli steward. Ha ricevuto cinque secondi di penalità per aver tagliato la corsia d’ingresso della pitlane, dopo essere andato in testa cosa, ma non è stato penalizzato per aver rallentato in regime di Safety Car, nonostante sia stato messo sotto inchiesta.

Come mai Lewis non è stato penalizzato a fine gara?

La sua situazione non si è mai verificata prima d’ora. La Safety Car era entrata per l’incidente di Charles Leclerc, ma subito dopo era successo anche al campione del mondo in carica andare in testacoda, costretto a tornare ai box per cambiare musetto e gomme. Al rientro il fattaccio sotto accusa.

Secondo il regolamento i piloti devono tenere un delta prestabilito fino a quando la Safety Car non abbia attraversato la prima linea, dedicata all’auto di servizio, per la seconda volta. Le monoposto in pista, che hanno attraversato tale linea per la seconda volta, possono poi correre alla normale velocità dietro alla SC, ma Hamilton, provenendo dai box, quella linea l’aveva attraversata solo una volta, da qui la decisione di non penalizzarlo.

Così ha spiegato a Motosport.it Michael Masi, direttore di gara della F1, a proposito della decisione:

“E’ stata un’anomalia, fondamentalmente a causa di com’è pensato e strutturato il sistema. Quindi non abbiamo preso alcun provvedimento ai danni di Hamilton”.

Continuando nella disamina ha aggiunto: “In effetti nei primi 2 giri dietro la Safety Car devi rispettare il tempo delta per recuperare in maniera efficace il ritardo. L’anomalia era che tutti gli altri erano al loro terzo giro, mentre Lewis era al suo secondo giro, dunque doveva rispettare ancora il delta mentre tutti gli altri attorno erano tornati a spingere per raggiungere la Safety Car”.

Masi ha poi riferito che bisognerà decidere cosa fare in futuro:

“Parlando con alcuni direttori sportivi, posso dire che questa è una situazione che non abbiamo mai visto prima. Quindi è qualcosa che dobbiamo guardare bene in generale per il futuro”.

A mente fredda c’è da commentare che certe regole sono esageratamente burocratiche, difficili da considerare persino dai “politici” della F1, figuriamoci per i piloti che hanno come loro priorità gareggiare e possibilmente dare spettacolo.

Di Marina Beccuti

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