POST FRENCH GP: Analisi della nuova ala Ferrari

Francia, circuito Paul Ricard: pista dove deportanza e velocità massima sono due caratteristiche ricercatissime.

Alternando curve da percorrere a velocità sostenuta, con rettilinei di lunghezza elevata, le auto devono poter ottenere il miglior bilanciamento possibile tra carico verso il terreno e rapidità sui tratti dritti.

Come anticipato durante il capitolo di Race forecasts dedicato al circuito in questione, l’idea di base era quella di privilegiare maggiormente la capacità delle vetture di affrontare le curve, settando quindi ali e fondi piatti in modo tale da spingere fortemente la vettura al suolo. Tutto questo, sacrificando in parte la percorrenza in fondo ai rettilinei.

In quest’ottica, uno dei particolari più interessanti saltato all’occhio durante il weekend è la rivisitazione dell’alettone anteriore Ferrari il quale, mostrando maggiori estensioni dei soffiaggi, è stato inserito proprio per lo scopo sopra evidenziato.

Canada:

Francia:


Come spiegato nel capitolo teorico riguardante il funzionamento dei soffiaggi, e il motivo per cui vengono inseriti, la necessità di forzare maggiormente il flusso per avere più deportanza ha portato i tecnici ad aumentare l’estensione di questo tipo di fessure.

Per chi non avesse letto la descrizione teorica, rimando all’articolo tramite il seguente link:  http://www.newsf1.it/laerodinamica-della-formula-1-come-funzionano-i-soffiaggi-degli-alettoni/

Il risultato è rappresentato nella figura che segue e mostra una corrente maggiormente inarcata:

In base alla teoria del Tubo di Venturi, che descrive il flusso come un insieme di linee di corrente sulle quali le molecole variano la loro velocità in base alla larghezza del condotto, possiamo affermare quanto segue:

Se le molecole sono costrette ad accelerare quando la sezione di passaggio si restringere (banalmente, per riuscire a passare tutte, è necessario che ciascuna liberi la strettoia più rapidamente, vista la sezione ridotta) e se un aumento di velocità implica per forza una riduzione di pressione (COME SPIEGATO AL SEGUENTE LINK: http://www.newsf1.it/laerodinamica-della-formula-1-capitolo-4/) allora è possibile trarre le seguenti conclusioni:

Disegnando un tubo di Venturi virtuale, colorato di rosso e con linea tratteggiata, è possibile notare un grande allargamento di sezione al di sopra dell’ala, mentre viene creato un notevole restringimento di passaggio sulla parte inferiore.

Tutto ciò, in linea con la teoria appena enunciata, permette un rallentamento delle molecole che si comprino superiormente all’ala (cresce la pressione). In secondo luogo, una grande accelerazione delle molecole che passano tra l’elemento aerodinamico e l’asfalto porta una riduzione di pressione al di sotto dell’alettone.

Come logica conseguenza, sarà percepibile un incremento di deportanza.

Ovviamente, anche se nel caso canadese avveniva lo stesso identico effetto, era proporzionalmente inferiore alla situazione francese visto la ridotta capacità dell’ala di trasportare parte del flusso superiore verso il lato inferiore. I soffiaggi, infatti, non erano continui lungo tutta la superficie alare (e la minore distorsione è ben visibile nell’immagine di confronto precedentemente proposta)

Questo è stato un ottimo stratagemma tecnico che gli ingegneri di Maranello hanno applicato alla rossa. Una pista non facile e un nuovo motore Mercedes non sono riusciti ad allontanare di molto le prestazioni della Ferrari.

Se non fosse stato per il malaugurato incidente al via del gran premio, Vettel avrebbe potuto di certo impensierire l’odierno capo classifica, ma questa, ovviamente, è un’altra storia.

Continueremo ad analizzare i particolari tecnici delle vetture, quindi continuate a seguirci in molti!

A presto

Da Alberto Aimar!