Arriva un’importante ammissione sulle difficoltà della PU Ferrari, quella di Gunther Steiner, boss Haas, che ha definito “un problema” il motore Italiano.

Che qualcosa sia cambiato rispetto al 2019, in peggio, è ormai un dato di fatto e non più un’opinione.
Stiamo parlando della questione relativa alla power unit Ferrari. Una PU che evoluta nella specifica 2020, dopo le direttive tecniche FIA dello scorso inverno, è ormai incapace di esprimersi sui valori di potenza dello scorso anno.
Certo, fino al Gran Premio d’Austria, i dubbi sul fatto che le direttive tecniche avessero potuto penalizzare il motore italiano erano tali, ma dopo il GP a Spielberg i dubbi sono diventati certezze.
Certezze, poiché la scarsa competitività della Ferrari potrebbe essere imputata anche ad errori aerodinamici, ma la debacle di tutti i motorizzati Ferrari fa capire invece che il problema risieda nel motore.
Dello stesso parere è Gunther Steiner, team principal della team Haas che, nel giovedì del Gran Premio d’Ungheria non ha usato mezzi termini per sottolineare quanto la scarsa competitività della motore Ferrari sia un problema nella loro stagione.

Dati alla mano, come detto, la PU di Maranello non è più quella della passata stagione.
È semmai la brutta copia, e tutto ciò è supportato dal fallimento Austriaco non solo del team Ferrari, ma anche di Alfa Romeo e Haas.
Questi ultimi infatti sono stati, insieme a Williams, il fanalino di coda di entrambi i fine settimana in Stiria. Il tutto, aggiunto al doppio zero di Vettel e Leclerc, ha fatto si che dopo 86 gare, nessun motorizzato Ferrari giungesse a punti.
Un chiarissimo segnale che qualcosa non va.

Per questo, il numero uno della Haas, ha un altro problema da aggiungere alla già lunga lista dei guai del suo team.
Per questo, la squadra di Gene Haas, dovrà lavorare al meglio ogni fine settimana, per sfruttare ogni occasione. In particolare, gli uomini del team americano, dovranno essere perfetti su tracciati tortuosi come Budapest o Singapore, dove la PU non conta molto.

 

Steiner

“Voglio vedere come cambierà la situazione su tracciati come l’Hungaroring, dove non ci sono molti rettilinei e il motore non è decisivo”.

Malgrado tutto, la speranza nel riscatto made in Maranello è l’ultima a morire nelle idee del manager Altoatesino. Al momento però, nessuno sa se e quando questo riscatto arriverà, per questo è impossibile fare previsioni, specie per i team di seconda fascia.
Team che, oltre alle poche certezze già possedute, si vedono orfani anche di quella del motore Ferrari che, fin’ora era stato sinonimo di performance e affidabilità.

“Speriamo di riuscire a fare meglio, ma davvero non sappiamo come sarà la situazione. Per noi non sarà un anno facile”.

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