Melbourne consegna i primi risultati della nuova stagione di F1; delusione per la Ferrari e grande spolvero per la Mercedes ed in particolare per Bottas. Nessuno ha mai creduto al mezzo secondo di vantaggio di cui tanto ha parlato sia Toto Wolff che Hamilton, tuttavia ci sono dei particolari che vanno esaminati a fondo per capire cosa è accaduto in Australia.

Bottas arriva al traguardo da vincitore mettendo a segno anche l’extra point del giro veloce, e lo fa con questi distacchi che sono veramente importanti; 20,886 sec. nei confronti di Hamilton; 22,520 sec. nei confronti di Verstappen e ben 57,109 sec. da Vettel. La tornata che gli è valsa il punto aggiuntivo è arrivata nel giro 57 (il penultimo) con il tempo di 1:25.580; una vera e propria prova di forza nei confronti di Verstappen che aveva messo a segno un timing di 1:26.256 nello stesso giro. Già questa differenza dovrebbe farci riflettere sulla potenzialità della Mercedes, perché tra i due ci sono ben 0.676 sec. non proprio una bazzecola se pensiamo che questo risultato è arrivato a fine gara, da notare che comunque l’Olandese ha messo sotto pressione le gomme molto più del Finlandese che da metà gara in poi ha potuto gestire gomme e motore a piacimento.

LA STRANA STRATEGIA FERRARI CON VETTEL

Ciò che ha sorpreso tutti è stato il pit stop anticipato di Vettel, ricordiamo che tutti i primi 5 sono partiti con gomme RED SOFT C4; per poter capire cosa è accaduto è utile dare uno sguardo al grafico dei tempi

Qui dobbiamo analizzare con cura le prestazioni delle due macchine, entrambi spremono la monoposto nei primi giri per poi stabilizzarsi dalla tornata 6 fino alla 10, poi il timing si abbassa e nessuno dei due accusa un degrado prestazionale di rilievo, anzi continuano ad evolvere dal passaggio 10 al 13; vero che sono più lenti delle Mercedes ma nulla può far pensare, in questo momento della gara, ad un pit stop, anzi visto che le macchine sono sempre più veloci si presume che continuino la gara, eppure la Ferrari decide, oltre ogni logica matematica e di buon senso, di fermarsi, per capire di cosa parliamo è utile dare uno sguardo al grafico del GAP tra i due contendenti

L’immagine è eloquente, Vettel stava staccando Verstappen in modo ‘lineare’ passando dai 0,665 sec. del primo giro fino a 1,770 sec. del passaggio n.13; vero che quando si è sotto i 2 sec. si può rischiare l’under-cut tuttavia sembra davvero bizzarra la decisione di cambiare le gomme così presto anche perchè già al 15° giro, facendo una proiezione, Vettel sarebbe stato probabilmente al sicuro da tale manovra, questo denota un certo nervosismo da parte dello stratega che non ha ragionato sul lungo termine. Ora forse Vettel sarebbe arrivato comunque 4° o 5° tuttavia anticipare così tanto una sosta equivale a mettere l’intera gara nelle mani degli altri in quanto il 2° stint sarebbe per forza di cose stato lunghissimo. Questo conferma anche che, nonostante la scarsa forma della Ferrari a Melbourne, la Rossa non è certo inferiore alla Red Bull ed anzi la distanziava di poco meno di 1 decimo al giro nonostante tutti i problemi di motore o assetto che possano aver condizionato la prestazione della Ferrari di Vettel.

BOTTAS IMPRENDIBILE PER TUTTI

Il Finlandese ha fatto il vero capolavoro al primo GP e poco senso hanno le dichiarazioni di Hamilton secondo il quale c’era un problema nella vettura, fondo rovinato, dalle immagini non si è mai vista una sua uscita di pista e neppure contatti, semplicemente Bottas è stato perfetto e per capire bene di cosa parliamo basta vedere il grafico del 1° stint che lo mette a confronto con Hamilton e Vettel

Da notare la similitudine delle ‘curve prestazionali’ con tutti i piloti che forzano l’andatura fino al passaggio n. 4 per poi salire fino al 6°,stabilizzarsi fino al 10° ma solo Vettel ed il Britannico perchè Bottas ha continuato a spingere anche perché con ‘aria libera’ davanti; tutti dal giro 10 al 13 spingono e le gomme sembrano dare il loro meglio in questa finestra. Questo prova che nessuno ha rinunciato alla prestazione; che poi ci siano assetti diversi e un differente modo di guidare è un altro parametro che influisce ovviamente sulla performance, ma la similitudine delle curve indica che nessuno ha avuto un vero problema sulla monoposto; a questo proposito è utile il grafico dei piloti Mercedes

Se Hamilton avesse avuto la vettura danneggiata come avrebbe potuto segnare i tempi dei passaggi 4; 11 e 13? così simili a Bottas? La media del guadagno del Finlandese sul Britannico è di 0.206 sec. al giro nel primo stint, non proprio una piccola differenza.

GOMME INDECIFRABILI

C’è qualcosa di molto interessante nel comportamento delle gomme Pirelli in Australia; ma prima dobbiamo fare una premessa, il trend di indurire sempre di più i compound dura da qualche anno e va di pari passo con la dote maggiore della Mercedes che è sempre stata più performante con le gomme dure, una sorta di sviluppo parallelo e di ‘via condivisa’ che lascia molti dubbi, tra l’altro la tendenza di eliminare o comunque portare meno gomme morbide nella stagione conferma quanto sopra.

Ecco il comportamento degli pneumatici sulle vetture di Verstappen e Leclerc, da ricordare che l’Olandese si è fermato al passaggio n. 25 per montare Medium C3, mentre il Monegasco al giro 28 per mettere le Hard C2

Ora parliamo prima dei giri di attacco, ovvero il passaggio successivo al cambio gomme; Verstappen segna 1:27.638 (Medium) mentre Leclerc va sul 1:27.240 (Hard) ma non sta solo in quei 4 decimi la differenza, è importante anche il salto prestazionale tra i due compound; infatti il pilota Red Bull realizza 1:29.751 prima di fermarsi mentre il driver Ferrari segna 1:29.275; quindi Verstappen paga un salto di circa 2 sec. per una mescola contigua mentre Leclerc è sempre sui 2 sec. ma passando dalle SOFT alle HARD. Vero che Red Bull aveva segnato 1:29.025 al giro 23° il penultimo prima dello stop, tuttavia si tratta comunque di un salto troppo elevato che sfiora il secondo e mezzo.

Da notare nel grafico come Leclerc dopo 4 giri diventi molto più veloce di Verstappen anche di mezzo secondo in alcuni passaggi e con le gomme più dure.

E’ ovvio che in circuiti più tecnici avremo dei parametri reali per capire il valore delle monoposto.

Marco Asfalto

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