Il GP degli Stati Uniti rappresenterà l’occasione perfetta per valutare i miglioramenti della Ferrari dopo gli upgrade dell’ibrido.

Dopo aver introdotto la Power Unit numero quattro e aver fatto scontare ad entrambi i piloti le inevitabili penalità in Russia e Turchia, il GP degli Stati Uniti rappresenterà una grande occasione per poter avere un’idea completa di quanto la Ferrari sia effettivamente migliorata grazie agli aggiornamenti della parte ibrida. Le ottime prestazioni del monegasco e dello spagnolo negli ultimi due Gran Premi hanno infatti mandato segnali positivi, ma la partenza dal fondo di almeno uno di due e le particolari condizioni verificatesi in entrambi gli eventi non hanno permesso agli appassionati di comprendere il reale valore di questi upgrade. Saranno decisivi nella lotta per il terzo posto contro la McLaren? Permetteranno alla Scuderia di Maranello di ottenere qualche podio, o addirittura quella vittoria che manca ormai da più di due anni?

Ferrari F1 Ungheria

Viste le caratteristiche del circuito, molto difficilmente ad Austin la Ferrari sarà in grado di competere contro la Mercedes e la Red Bull, che oggi si giocano il campionato. Le aspettative nei confronti della Rossa non dovranno quindi essere troppo alte: l’obiettivo principale rimarrà battere la McLaren, che in Classifica Costruttori dista appena 7.5 punti. Il tracciato texano è un circuito da medio-alto carico, dove quindi la Rossa dovrebbe trovarsi più a suo agio rispetto ai rivali britannici. L’ultimo settore in particolare, ricco di curve lente e tortuose, dovrebbe giocare in favore della Ferrari, che potrebbe invece risentire della fenomenale velocità di punta della MCL35M sui due lunghi rettilinei del Circuit of the Americas. Non mancheranno tuttavia le incognite, ad esempio come la Rossa si adatterà ai tanti avvallamenti presenti sull’asfalto di Austin (che nel 2019 causarono la rottura della sospensione posteriore destra di Sebastian Vettel) e al grande caldo previsto per il fine settimana.

Tuttavia, per vedere una Ferrari in grado di lottare per il podio come avvenuto in Turchia, bisognerà probabilmente aspettare il GP del Messico del 7 novembre. Mattia Binotto ha infatti giudicato l’Autodromo Hermanos Rodrìguez come “[…] probabilmente il circuito a noi più favorevole da qui a fine campionato” . Vista la netta superiorità della Red Bull su quel tracciato negli ultimi tre anni, pare però molto difficile che la Rossa, a meno di gare rocambolesche, possa arrivare a giocarsi la vittoria. L’obiettivo di questa fase finale di stagione rimane quindi accumulare dati ed esperienza per quanto concerne la parte elettrica del nuovo propulsore in vista del 2022, anno del congelamento delle Power Unit fino al 2026 e soprattutto dell’esordio delle nuovissime vetture ad effetto suolo, che rappresenteranno la vera occasione di puntare con costanza alla vittoria (e magari anche al titolo) per la Ferrari.

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