A margine del GP d’Austria, l’incontro F1-FIA-produttori, nella pittoresca cornice degli altipiani della Stiria, getta le basi di quella che potrebbe essere una rivoluzione motoristica.

 

Partiamo dalla fine: non ci sono nuovi Regolamenti fissati per il 2025. D’altronde, non si può buttar giù un nuovo regolamento senza capi squadra e direttori tecnici.

Oltre alle figure importanti di FIA ed F1, erano presenti a quanto sembra solo i CEO di fornitori di motori attualmente impegnati. Unitamente a qualche potenziale new entry.

Tema della discussione: il ritorno sull’investimento, che sarà la base della progettazione dei nuovi propulsori. Ferrari, Mercedes, Renault e Honda-Red Bull hanno tentato di stabilire un nuovo budget da investire nel powertrain per fare in modo che altri produttori, Audi e Porsche in primis, possano unirsi al tavolo della F1.

Rispetto al 2009, una rivoluzione motoristica notevole: un approccio mirato non solo ad ottenere il massimo delle prestazioni, ma anche a farlo in modo intelligente.

Senza addentrarci in calcoli ma solo attualizzando i costi dei motori, si può affermare che in 30 anni il costo di una singola unità è aumentato di 5 volte per i team satellite. E nemmeno ne sono pieni possessori!

Uno dei membri più attivi della conversazione è stato Christian Horner, il quale ha speso queste poche parole sull’incontro:

È importante trovare la giusta soluzione sia in termini di costi che di prodotti, per il futuro della Formula 1. Penso che le giuste parti interessate siano coinvolte nella discussione ed è importante lavorare insieme a beneficio dello sport. Sappiamo tutti che i costi del motore attuale sono estremamente proibitivi. C’è una fantastica opportunità per quello che potrebbe essere il motore per 10 anni per fare qualcosa di diverso. Bisogna far tornare l’emozione, i suoni, bisogna guardare alla sostenibilità e deve essere divertente altrimenti dovremmo andare tutti a fare Formula E. Si spera che le menti collettive possano inventare qualcosa di attraente per il 2025 o sarebbe più sensato svolgere il lavoro correttamente per il 2026.

Horner

Qui insorgono le prime complicazioni per questa rivoluzione motoristica: fattori ecologici e politici, impongono a breve una F1 a zero emissioni di carbonio, ma tra le parti non si riesce a fornire una tabella di marcia per il futuro.

Da questo argomento si è partiti durante la conferenza sulla mobilità e sullo sport che si è tenuta a Monaco questa settimana, dal tema: Purpose>Driven.

Zero Carbon it’s ours Man on the Moon

Con queste parole si è espresso Chris Aylett, CEO della Motorsport Industries Association, paragonando l’esplorazione lunare a ciò che sta accadendo nel mondo del Motorsport.

Tra le tante interviste che vi invito caldamente ad ascoltare, evince un fattore: l’elettricità non è l’unica via per raggiungere l’obiettivo.

Basti osservare che ben l’85% delle vendite per il 2021, è previsto equipaggiato con unità propulsive benzina/gasolio, la maggior parte delle quali in versioni ibrida, che al momento sembra la scelta più apprezzata. Perciò quella che inizialmente era una strada complessa, diventa molto percorribile: i carburanti a basse emissioni di carbonio.

Non che l’elettrico non sia una strada percorribile, sia chiaro. I progressi che potenzialmente si possono raggiungere sono enormi, ma bisogna trovare alternative alle pesanti richieste di materiali adatti alla produzione di batterie. In questo, le batterie a stato solido rappresentano uno dei prossimi step evolutivi.

La F1, da sempre Master Class dello sviluppo in automobilistico, può sicuramente dare una mano fondamentale nell’accelerazione di questo processo di transizione. E il CEO della Renault, Luca de Meo, giustifica l’impegno della sua azienda in F1 di fronte a una spinta all’elettrificazione su questa base.

 

Ulteriore spinta può derivare dalle celle a combustibile a idrogeno, come ha dichiarato Pierre Fillon, CEO della 24 ore di Le Mans, a margine della sua sessione.

Pertanto, entro la fine del decennio, il motorsport globale potrebbe andare in tre direzioni: e-fuel, elettricità e idrogeno, ognuna con un ovvio potenziale di incrocio per le applicazioni delle auto stradali.

Tuttavia, il problema principale è che il motorsport non ha la massima priorità per i politici, ma può fornire soluzioni per mobilità a basse o zero emissioni di carbonio.

Pertanto, spetta alla FIA, che ha la responsabilità globale per entrambe le discipline, formulare tecnologie che guidino le soluzioni di mobilità.

La F1 è l’alfiere della FIA in questo senso sia per le sue capacità hi-tech che per la portata globale, il che ci porta esattamente al vertice di sabato: formulare i regolamenti del motore della F1 dal 2025 in poi.

Il prossimo passo nell’attuale processo, è che i partecipanti di sabato si conferiscano internamente prima di un altro vertice convocato nel prossimo futuro, probabilmente in vista di Silverstone.

Quell’incontro fornirà l’impegno della F1 per la sostenibilità a lungo termine e ci dirà se sarà, di nuovo, rivoluzione motoristica.

 

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