Mattia Binotto si è opposto al congelamento delle power unit proposto dalla Red Bull, salvaguardando finalmente l’immagine della Ferrari.

Il team principal Mattia Binotto non ci sta. La Ferrari si è infatti categoricamente opposta al congelamento delle power unit dal 2021 promosso dalla Red Bull, che così facendo potrebbe contare sulla fornitura Honda nonostante l’abbandono dei giapponesi. Una mossa sicuramente strategica quella per cui ha optato Helmut Marko, prontamente appoggiata dalla Mercedes. Le frecce nere, dall’alto della loro superiorità motoristica, avrebbero tutto l’interesse a vedere una concorrenza impossibilitata a risalire la china.

Tutto questo penalizzerebbe ovviamente la rossa, che è attulamente la quarta forza in termini di power unit, surclassata anche dalla Renault, dopo un 2019 in cui Maranello non aveva avuto rivali. Il patto segreto con la FIA ha lasciato la SF1000 priva del giocattolo ingegnoso, si parla di flussometro, che aveva fornito alla SF90 una potenza incredibile, in grado di rimediare in parte a dei gravi difetti telaistici. La Ferrari ha l’obbligo, e non il dovere, di opporsi all’ennesima follia che potrebbe ulteriormente far crollare la credibilità della Formula 1.

Congelare i motori significherebbe garantire un dominio Mercedes per altri anni, mentre il Cavallino spinge per una veloce introduzione dei carburanti sintetici. La Scuderia eserciterà il proprio diritto di veto per far si che tutto ciò non avvenga, nella speranza di risolvere i propri problemi con la power unit già nella prossima stagione.

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