Il mondiale di F1 è partito in modo scoppiettante, con una splendida lotta tra Max Verstappen e Lewis Hamilton. Il britannico si è reso tuttavia protagonista di una manovra dubbia, l’ennesima dalla quale è uscito indenne.

Il Gran Premio dell’Emilia Romagna e del Made in Italy ha sancito la vendetta di Max Verstappen, trionfatore al termine di una corsa spettacolare. La stagione di F1 ora vede Lewis Hamilton in vetta, ma con appena un punto di vantaggio sul rivale. La Red Bull targata Honda nelle mani dell’olandese appare la monoposto da battere, tanto da mettere grande pressione all’armata Mercedes. Già in Bahrain era arrivato un errore ai box del team di Brackley, mentre ad Imola è stato il campione del mondo a combinarla grossa.

Lewis si è infatti reso protagonista di un errore grossolano in fase di doppiaggio, finendo per toccare le barriere alla Tosa compromettendo le proprie, legittime, ambizioni di vittoria. Se errare è umano, quanto accaduto negli istanti successivi non può che far discutere. La W12 #44 è infatti rientrata in pista in maniera pericolosissima, vista la retromarcia ingranata da Hamilton, che ha rischiato di farsi tamponare dal sopraggiungente Sebastian Vettel. Il tedesco, come si vede dalle immagini on-board, è stato costretto a frenare, altrimenti sarebbe potuta essere una frittata bella e buona.

Chi si aspettava una penalità per il re nero è rimasto tuttavia deluso, visto che l’episodio non solo non è stato investigato, ma neanche notato dai commissari di percorso. Il regolamento parla infatti in maniera chiara, come riportato dall’Articolo numero 27: “Nessuna vettura può essere guidata in maniera pericolosa dal conducente“. Nel giorno in cui le penalità sono fioccate e sono costati i primi punti mondiali a Kimi Raikkonen, ma hanno anche rovinato la corsa di Vettel o di Sergio Perez, il buon Hamilton l’ha fatta franca ancora una volta.

Intendiamoci, non siamo qui a fare il processo a colui che ha vinto tutto, a chi a livello di talento risulta essere uno dei migliori della storia. Occorre però parlare di equità sportiva, visto che nel passato più recente, tanti episodi dubbi che hanno riguardato Lewis non sono stati puniti dalla F1. Di esempi ce ne sono a bizzeffe, come quando nelle qualifiche del Gran Premio del Brasile 2018 Hamilton rischiò di mandare a muro Sergey Sirotkin, compromettendone anche il giro veloce. Pochi mesi prima, in Germania, l’iridato tagliò di netto l’ingresso della corsia dei box, ma la cosa non interessò minimamente la direzione gara.

In Canada nel 2019, lo splendido duello tra Lewis e Vettel venne rovinato da un’assurda penalità rifilata al ferrarista, servendo su un piatto d’argento il trionfo al pilota britannico. Con tutto ciò non si vuole togliere merito ad uno che ha fatto la storia e che, probabilmente, continuerà a farla. Gli episodi visti in questi ultimi anni lasciano comunque l’amaro in bocca, poichè troppe volte la FIA ha compromesso delle splendide lotte con decisioni errate, evitando di sanzionare delle manovre realmente pericolose.

 

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