Il direttore tecnico della Red Bull sarà protagonista della cavalcata delle Valkyrie nella classica del circuit de la Sarthe del 2021 quando ricorreranno i 100 anni della prima partecipazione di Aston Martin alla 24 Ore di Le Mans.

Confermata la presenza di Adrian Newey al progetto della Aston Martin Valkyrie per la futura partecipazione alla 24 Ore di Le Mans nella stagione 2020/2021 del World Endurance Championship. L’ingegnere britannico ha già curato il progetto della Red Bull Advanced Technologies della Valkyrie stradale. La produzione, 150 unità omologate per uso su strada più altre 25 in versione da pista, inizierà entro la fine del 2019.

Christian Horner, relativamente alla hypercar inglese, ha dichiarato: “E’ la realizzazione di tre anni di duro lavoro che hanno portato il design senza compromessi di Adrian in una splendida Aston Martin. È un momento di grande orgoglio per noi, era il sogno di Adrian, non sapevamo come l’avremmo realizzato e poi con Aston…questo è il risultato. Sono tutte vendute ed è l’inizio di una famiglia di vetture che saranno annunciate presto”.

Andy Palmer, presidente e amministratore delegato del gruppo di Aston Martin, ha sottolineato che Neweyè la mente dietro la Valkyrie e lo standard che ha fissato per la stradale è sempre stato quello di una vettura più veloce di una LMP1. Nel 1959 David Brown è venuto qui con un’auto e un team di uomini in grado di vincere: vogliamo fare lo stesso nel 2021”.

Le auto che parteciperanno alla futura classe Hypercar del WEC avranno una potenza massima di 750 CV, la Valkyrie stradale eroga 1160 CV con la combinazione V12 di 6.5 litri di Cosworth e comparto elettrico Rimac.

Quella da corsa è uno sviluppo di quella stradale più un depotenziamento, in realtà, con meno potenza e meno velocità, perché la stradale è capace di molto di più”, ha confessato Palmer.

Ritornando sulla Valkyrie stradale, Andy Palmer ha spiegato: “Quando abbiamo iniziato a parlarne, pensavamo di farne 24 o 59. Poi ci siamo detti ok, magari ne venderemo 100, forse 150… È stato allora che ho realizzato che avremmo potuto venderne cinque o sei volte tanto. Penso sia importante mantenere una promessa, specie quando i tuoi clienti staccano un grosso assegno. La gente di Aston è sempre stata valida. Ho ereditato un bel gruppo ma hanno sempre avuto la coda fra le gambe e agivano come anime perdute. Avevo bisogno di dare alla compagnia qualcosa che infondesse di nuovo fiducia”.