Nel 2018, la Porsche avviò un clamoroso programma con la sua 919 Hybrid di cui rilasciò la specifica Evo. Questa vettura spazzò via il record delle piste di Spa e Nurburgring Nordschleife. Scopriamola insieme.

La Porsche ha segnato la storia della 24 ore di Le Mans e del FIA WEC. La casa tedesca ha portato a casa ben 19 affermazioni alla classica della Sarthe, le ultime tre nel triennio 2015-2017 grazie alla velocissima 919 Hybrid, progetto che ha debuttato nel 2014. Questo modello ha fatto il bello ed il cattivo tempo, portando a casa anche tre mondiali piloti ed altrettanti costruttori, prima di annunciare il ritiro dalle corse di durata. Al termine della carriera ufficiale nel campionato, la Porsche ha deciso di sviluppare la 919 Evo, portandola in pista su vari circuiti del mondo.

L’obiettivo del marchio di Zuffenhausen era quello di omaggiare la gloriosa carriera della LMP1 teutonica, puntando ad ottenere i record dei tracciati più storici al mondo. Per far ciò è servito un lungo lavoro sulla vettura, che l’ha portata ad una vera e propria rivoluzione. La porsche ha costruito così la 919 Evo, liberandola da tutti i vincoli regolamentari che inevitabilmente ne limitavano le prestazioni. A colpire principalmente sono state le introduzioni di un diffusore ingrandito e di un’ala posteriore totalmente rivoluzionata, dotata di un DRS che aumentava la velocità in rettilineo. Il motore è stato potenziato raggiungendo 720 cavalli, a dispetto dei 500 usati in gara. L’aumento è giustificato dalla rimozione del flussometro che controllava l’utilizzo limitato del carburante.

Il sistema ibrido è stato ottimizzato, arrivando a fornire 40 cavalli in più rispetto al modello tradizionale. Per risparmiare del peso sono stati tolti i fari, sia anteriori che posteriori. Il debutto ufficiale del ”mostro” è avvenuto sul tracciato di SpaFrancorchamps, dove nell’aprile del 2018 Neel Jani ha ottenuto una prestazione ragguardevole. Il due volte poleman di Le Mans ha infatti girato in 1’41”770, battendo di 8 decimi il record sul giro che all’epoca apparteneva alla Mercedes di Lewis Hamilton.

L’appuntamento con la storia era però fissato per il 29 giugno 2018, quando Timo Bernhard ha sfruttato al meglio la vettura sullo storico Nurburgring Nordschleife. Qui il record sulla pista apparteneva a Stefan Bellof, che nelle qualifiche del 1983 girò con la Porsche 956 in 6’11”13. Un crono straordinario per l’epoca. Bernhard è sempre stato un grande fan del fenomeno tedesco, al punto da utilizzare un casco uguale al suo nella 6 ore di Spa targata 2015. Il due volte vincitore della 24 ore di Le Mans è così sceso in pista, con l’obiettivo di abbassare il primato sull’inferno verde. Il risultato? 5’19”546, vale a dire nuovo record con quasi un minuto di vantaggio sul tempo di Bellof.

L’on board camera della 919 Evo sul tracciato del Nordschleife è roba da mettere paura, una prestazione clamorosa che sottolinea il grande lavoro fatto dalla Porsche. La velocità massima raggiunta ha superato i 360 km/h, con una percorrenza delle curve che andava ben oltre l’immaginabile. Questo modello ha poi sfiorato anche il primato sulla pista di Brands Hatch quando in macchina c’era Nick Tandy. Il tutto è però avvenuto durante un festival Porsche, dunque con gomme da esibizione ed una macchina non certo preparata per l’occasione. Si chiude così la carriera di questo gioiello, che oggi riposa nel museo di Stoccarda accanto alle sorelle che hanno fatto la storia delle corse endurance.

Questo il cameracar del record sul tracciato del Nurburgring.

 

 

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