Sandbagging: termine inglese per definire chi “gioca” cercando di nascondere d’avere in mano un “punto” fortissimo. Non un bluff quindi, ma un voler “stanare” l’avversario per poi “tramortirlo” con il “colpo decisivo”. Modalità conosciutissime da chi, almeno qualche volta, avrà giocato a poker. Ed è, per un certo verso, lo spettacolo a cui abbiamo assistito oggi, durante la conclusione della mattinata di questa settima (e penultima) giornata di test, qui al Montmelò, andato in scena tra Ferrari e Mercedes. Vettel realizzava giri veloci (all’interno di stint di 4+4 giri, con un quantitativo di carburante almeno doppio, se non pure superiore) con le varie mescole Soft-SuperSoft-UltraSoft (il miglior giro, finora, di tutti questi test, grazie alle “viola” UltraSoft, in 1:19.024, ma è stato il giro realizzato con le Yellow Soft, ad appena 3 decimi dal “best”, ad aver realmente impressionato), spingendo nei primi due settori del tracciato ma rallentando platealmente (addirittura sollevando il piede dal gas sul rettilineo del traguardo) nell’ultimo; mentre la Mercedes di Hamilton andava “quasi” a spasso nei primi 2 parziali, salvo poi stampare il record nel T3 (anche lui con gomme UltraSoft). Risultato: un tempo appena più veloce per Vettel (3 decimi), ma nella “proiezione ideale” entrambi avevano alla loro portata, in “scioltezza”, l’ 1:18:7. Tempi ancora “in maschera” comunque (potrebbero scendere di oltre un secondo), e che ci mostrano ancora una volta come i riferimenti siano “relativi” e vadano presi assolutamente “con le pinze”. Al pomeriggio abbiamo avuto (finalmente) la prima simulazione di gara per la Rossa, anch’essa molto positiva e “filata liscia”, con solo due piccoli “contrattempi” dati prima dalla bandiera rossa, causata dal problema al cambio della Toro Rosso di Kvyat (interruzione comunque breve), e sul finale, dalla difficoltà nel passare la Williams di Massa (che ha “spinto” Vettel leggermente fuori dal tracciato e lo ha costretto dietro di sé per 5 giri buoni). Tre stint per il 4 volte iridato, i primi due su Soft, il terzo su Medium, condotti rispettivamente sulla media dell’ 1:24.6(S), 1:23.8(S), 1:24-1:23 alto(M) (escludendo dal computo gli 1:25 in scia a Massa, come già detto). Tempi analoghi, forse lievemente migliori, rispetto a quelli realizzati da Mercedes nelle proprie simulazioni di Gp (ma effettuate in giornate differenti, con diverse condizioni del tracciato). Ed anche lo stint odierno su gomme Pirelli White Medium effettuato da Bottas è parso su quell’ordine di cronologici (a parità di mescola). Ora, per onestà, va detto che questo non significa assolutamente che la Ferrari sia già al passo (oppure meglio) della Mercedes: i test dicono tutto e non dicono nulla, e le uniche risposte le avremo solamente allo show-down della prima gara a Melbourne, o addirittura dopo il rientro del Circus in Europa. Però è innegabile l’ottimo e positivo lavoro svolto fin qui dalla Scuderia, con, quantomeno, un livello d’affidabilità ben superiore rispetto a quello apparso deficitario (in particolar modo per gli iniziali problemi alla Power Unit e, soprattutto, per quelli alla scatola del cambio, mai veramente risolti) del 2016. Sempre che, nell’heads-up tra i due contendenti sopracitati non si inserisca il “terzo incomodo”, quella Red Bull che, nonostante il passo odierno non a livello di Ferrari e Mercedes (soprattutto nella simulazione di stint lunghi su gomma Soft), nei test ama sempre “nascondersi profondamente” (e “quasi platealmente”), salvo poi arrivare al primo appuntamento dell’Australia con una monoposto profondamente “upgradata” e capace di competere con i migliori. Condizione necessaria a ciò, comunque, sarà risolvere “l’incognita” della P.U. Renault-Tag Heuer (anche oggi problemi per l’unità motrice “ufficiale” condotta da Jolyon Palmer), che si mostra ancora poco potente ed affidabile, a causa di problemi di lubrificazione ed al comparto ERS. Domani ultimo atto di questi test pre-stagionali, con la lineup piloti che vedrà il ritorno di Raikkonen sulla SF70-H, di Verstappen sulla RB13 e “l’abituale” alternanza Bottas-Hamilton sulla W08 Hybrid EQ Power+. E vedremo se assisteremo a nuovi “giochi di strategia”, come quelli odierni, o a veri e propri “fuochi d’artificio” finali.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)