Il Campionato di Formula 1 2017 farà tappa l’8 ottobre sullo storico circuito di Suzuka per il sedicesimo round stagionale. Nato nel 1962 come pista per i test della Honda (con parco divertimenti e ruota panoramica annessi) ha ospitato il Circus della F1 dal 1987 al 2006 e poi dal 2009 ad oggi. Andiamo ad analizzare le caratteristiche tecniche, l’albo d’oro e i fatti salienti che hanno caratterizzato la storia di questa pista amatissima dai piloti e che è stata inserita nel calendario mondiale per ben 30 volte.

Quello di Suzuka è uno dei circuiti più tecnici e spettacolari del calendario di Formula 1. Lungo 5,807m e composto da 17 curve, tra cui le storiche 130R, Hairpin e Casio Triangle, disegna una forma a “otto” con tanto di sottopassaggio e sopraelevata. La varietà di situazioni e passaggi diversi fra loro fanno sì che quella giapponese sia diventata negli anni una delle piste preferite dai piloti più tecnici. La Spoon Curve è estremamente difficile, così come la sequenza che va dalla 3 alle 6 e che immette alla Dunlop richiede estrema precisione di guida e un gran bilanciamento della monoposto. A Suzuka è molto difficile sorpassare: gli unici punti in cui è possibile superare sono la curva 130R e il rettilineo che segue la Spoon.

Un circuito dalle caratteristiche uniche che ben si adattava alle caratteristiche tecniche della Mercedes, dominatrice qui lo scorso anno. Proprio sulla pista di Suzuka Nico Rosberg, attuale campione del mondo in carica rispettò i pronostici di BetStars, ottenendo uno dei successi più belli di una stagione che si sarebbe chiusa con il titolo mondiale. Quella del 2016 fu una gara spettacolare come molte altre della storia del Gran Premio del Giappone.

Nel 1987, anno di inaugurazione del circuito, fu il ferrarista Gerhard Berger a passare per primo sotto la bandiera a scacchi, mentre l’edizione della stagione successiva è ricordata per l’accoppiata vittoria – titolo mondiale dell’indimenticato Ayrton Senna. Senna che fu protagonista anche l’anno successivo in uno dei contatti che è rimasto nella storia della Formula 1: all’ultima variante il brasiliano e Prost si toccarono con il secondo ritirato e il primo che riuscì a proseguire per poi essere squalificato al termine della gara per aver tagliato la chicane. L’episodio valse la conquista dell’iride per il pilota francese.

Senna e Prost ancora protagonisti nel 1990. Il brasiliano sperona il francese alla prima curva conquistando il secondo Mondiale in carriera. Da ricordare le edizioni del 1996, anno in cui Damon Hill batté il compagno della Williams Jacques Villeneuve, costretto al ritiro per la perdita di uno pneumatico, e quella del 2000 ricordata per il primo trionfo in Ferrari di Michael Schumacher con il pilota tedesco in grado di riportare il titolo a Maranello chiudendo un digiuno che durava dal lontano 1979.

Il gran premio di Suzuka è sempre stato uno dei preferiti del tedesco 7 volte campione del mondo. Se escludiamo il record per il numero di punti, battuto lo scorso anno dal connazionale Vettel, Schumacher è primo per numero di vittorie, 6, pole position, 8, giri veloci in gara, 4, e podi, 9. In vetta all’albo d’oro dei costruttori c’è la McLaren, capace di portare alla vittoria le proprie monoposto per ben 9 volte. Record che si aggiunge a quello per il numero di podi (25) e punti (264). A guidare la classifica delle Pole Position c’è la Ferrari a quota nove, mentre detiene il primato di giri veloci in gara, 8, la Williams. Il giro veloce in gara e record della pista è stato realizzato nel 2016 da Nico Rosberg su Mercedes con il pilota tedesco in grado di fermare il cronometro a 1’30”647.

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